Serbia-Kosovo, raggiunto l'accordo.
Ashton: "Passo che allontana dal passato"
Si è conclusa la trattativa per la normalizzazione dei rapporti nell'area balcanica. L'intesa è arrivata dopo mesi e dieci round di negoziazioni. Belgrado darà una risposta definitiva lunedì mattina, direttamente a Catherine Ashton. Il premier kosovaro: "Garantita sovranità e integrità territoriale"
BRUXELLES - L'annuncio dell'accordo storico è stato affidato a Twitter. "Intesa raggiunta" sulla trattativa Serbia Kosovo per la normalizzazione dei rapporti nell'area balcanica, si legge in meno di 140 caratteri postati da un ministro che partecipa ai negoziati. "Fumata bianca. Habemus Pactum. Siamo felici", ha scritto Vlora Citaku, ministro kosovaro per l'integrazione europea.
Le delegazioni della Serbia e del Kosovo si erano riunite oggi a Bruxelles per una nuova riunione negoziale sotto l'egida dell'Unione europea. Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea, ha confermato subito dopo.
"I negoziati si sono conclusi, il testo è stato siglato da entrambe le parti", ha annunciato la Ashton uscendo dalla sede dell'Eeas, dove si erano tenuti i negoziati, prima di recarsi alla Nato insieme alle delegazioni kosovara e serba. "Voglio congratularmi con entrambe le parti per la determinazione dimostrat…
Le delegazioni della Serbia e del Kosovo si erano riunite oggi a Bruxelles per una nuova riunione negoziale sotto l'egida dell'Unione europea. Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea, ha confermato subito dopo.
"I negoziati si sono conclusi, il testo è stato siglato da entrambe le parti", ha annunciato la Ashton uscendo dalla sede dell'Eeas, dove si erano tenuti i negoziati, prima di recarsi alla Nato insieme alle delegazioni kosovara e serba. "Voglio congratularmi con entrambe le parti per la determinazione dimostrat…
BRUXELLES - L'annuncio dell'accordo storico è stato affidato a Twitter. "Intesa raggiunta" sulla trattativa Serbia Kosovo per la normalizzazione dei rapporti nell'area balcanica, si legge in meno di 140 caratteri postati da un ministro che partecipa ai negoziati. "Fumata bianca. Habemus Pactum. Siamo felici", ha scritto Vlora Citaku, ministro kosovaro per l'integrazione europea.
Le delegazioni della Serbia e del Kosovo si erano riunite oggi a Bruxelles per una nuova riunione negoziale sotto l'egida dell'Unione europea. Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea, ha confermato subito dopo.
"I negoziati si sono conclusi, il testo è stato siglato da entrambe le parti", ha annunciato la Ashton uscendo dalla sede dell'Eeas, dove si erano tenuti i negoziati, prima di recarsi alla Nato insieme alle delegazioni kosovara e serba. "Voglio congratularmi con entrambe le parti per la determinazione dimostrata in questi mesi e per il coraggio che hanno avuto" i leader di Serbia e Kosovo, ha aggiunto, sottolineando che "quel che vediamo ora è un passo che allontana dal passato e che avvicina all'Europa".
L'accordo tra Serbia e Kosovo era considerato una precondizione per l'avvio di negoziati di adesione di Belgrado all'Ue e di un accordo di associazione tra Pristina e Bruxelles. L'intesa è arrivata dopo mesi di difficili discussioni e dieci round di negoziazioni. Tra le questioni più difficili al vaglio, lo status del Kosovo settentrionale, abitato principalmente da persone di etnia serba che non riconoscono il governo di etnia albanese.
"Sono state accolte le richieste della Serbia, e ho parafato l'accordo", ha detto il premier Ivica Dacic. Sull'accettazione o sul rifiuto le parti si pronunceranno lunedì prossimo, ha aggiunto. Dacic e il suo vice, Aleksandar Vucic, hanno precisato che non è stato toccato il punto 9 del documento di intesa, sulla presenza della polizia serba nel nord del Kosovo, mentre è stato modificato, secondo la volontà di Belgrado, il punto 14 relativo all'inclusione del Kosovo negli organismi internazionali, Onu compresa. Nel fine settimana a Belgrado ci saranno consultazioni con il presidente e tutte le forze politiche, e lunedì mattina, con un messaggio scritto, la Ashton verrà informata sulla definitiva accettazione o meno del testo di accordo.
Per il premier kosovaro, Hashim Thaci, "l'accordo che è stato parafato oggi tra due stati rappresenta de jure il riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia". Thaci - citato dai media serbi - ha aggiunto che l'intesa con Belgrado "garantisce la sovranità e l'integrità territoriale del Kosovo". Il premier ha detto di attendersi che i Paesi che non hanno ancora riconosciuto il Kosovo lo facciano al più presto, aggiungendo di sperare che presto il Kosovo entrerà a far parte delle Nazioni Unite.
"Un accordo storico, che ora deve essere attuato rapidamente", ha detto il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. "Mi congratulo con i leader di entrambe le parti - ha sottolineato in una nota - per il loro impegno, il loro coraggio e la loro visione". Elogiati anche "gli sforzi instancabili" dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea Catherine Ashton, il presidente della Commissione Ue si è poi detto "fiducioso che l'accordo raggiunto aprirà la strada perché il Consiglio (europeo) prenda delle decisioni sui prossimi passi del percorso europeo di Serbia e Kosovo". "I popoli di Serbia e Kosovo - ha concluso - vogliono andare avanti e rendere una realtà la prospettiva europea: questo è cruciale per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell'Europa sudorientale e dell'Ue nel suo insieme".
"Felice" si è detto anche il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. "Mi congratulo con tutte le parti per il loro approccio costruttivo al fine di trovare una soluzione duratura", ha detto Rasmussen in una nota, assicurando che "la Nato ed in particolare la Kfor (la forza di peacekeeping dispiegata nell'ex provincia serba, ndr) è pronta a sostenere l'attuazione di questo accordo al meglio delle nostre capacità nell'ambito del nostro attuale mandato".
Infine, il numero uno dell'Alleanza si è detto "fiducioso che questo accordo rappresenterà un grande passo in avanti per la pace e la sicurezza regionali e darò un nuovo slancio all'integrazione euroatlantica dei Balcani occidentali", secondo "la nostra visione condivisa".
L'appello a che ci siano risultati concreti "nell'attuazione dell'intesa" è arrivato anche dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che, nel congratularsi con i premier di Belgrado e Pristina, "per il loro personale e coraggioso contributo", ha incoraggiato le parti a "continuare con lo stesso approccio costruttivo nell'attuazione dell'accordo". Infine, Van Rompuy ha "riconfermato le prospettive europee per Serbia e Kosovo".
La Francia, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Philippe Lalliot. ha salutato con favore l'"accordo storico" e si congratulata con i due governi per la "scelta coraggiosa" presa dopo mesi di trattative. "Si tratta di una svolta e di un passo senza precedenti nel miglioramento duraturo dei rapporti tra i due Paesi", ha detto, "questo accordo pone i fondamenti di una relazione normalizzata, che contribuirà alla stabilità e permetterà alle popolazioni di avanzare verso il futuro, lo sviluppo dei loro Paesi e la loro prospettiva europea".
Le delegazioni della Serbia e del Kosovo si erano riunite oggi a Bruxelles per una nuova riunione negoziale sotto l'egida dell'Unione europea. Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Unione europea, ha confermato subito dopo.
"I negoziati si sono conclusi, il testo è stato siglato da entrambe le parti", ha annunciato la Ashton uscendo dalla sede dell'Eeas, dove si erano tenuti i negoziati, prima di recarsi alla Nato insieme alle delegazioni kosovara e serba. "Voglio congratularmi con entrambe le parti per la determinazione dimostrata in questi mesi e per il coraggio che hanno avuto" i leader di Serbia e Kosovo, ha aggiunto, sottolineando che "quel che vediamo ora è un passo che allontana dal passato e che avvicina all'Europa".
L'accordo tra Serbia e Kosovo era considerato una precondizione per l'avvio di negoziati di adesione di Belgrado all'Ue e di un accordo di associazione tra Pristina e Bruxelles. L'intesa è arrivata dopo mesi di difficili discussioni e dieci round di negoziazioni. Tra le questioni più difficili al vaglio, lo status del Kosovo settentrionale, abitato principalmente da persone di etnia serba che non riconoscono il governo di etnia albanese.
"Sono state accolte le richieste della Serbia, e ho parafato l'accordo", ha detto il premier Ivica Dacic. Sull'accettazione o sul rifiuto le parti si pronunceranno lunedì prossimo, ha aggiunto. Dacic e il suo vice, Aleksandar Vucic, hanno precisato che non è stato toccato il punto 9 del documento di intesa, sulla presenza della polizia serba nel nord del Kosovo, mentre è stato modificato, secondo la volontà di Belgrado, il punto 14 relativo all'inclusione del Kosovo negli organismi internazionali, Onu compresa. Nel fine settimana a Belgrado ci saranno consultazioni con il presidente e tutte le forze politiche, e lunedì mattina, con un messaggio scritto, la Ashton verrà informata sulla definitiva accettazione o meno del testo di accordo.
Per il premier kosovaro, Hashim Thaci, "l'accordo che è stato parafato oggi tra due stati rappresenta de jure il riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia". Thaci - citato dai media serbi - ha aggiunto che l'intesa con Belgrado "garantisce la sovranità e l'integrità territoriale del Kosovo". Il premier ha detto di attendersi che i Paesi che non hanno ancora riconosciuto il Kosovo lo facciano al più presto, aggiungendo di sperare che presto il Kosovo entrerà a far parte delle Nazioni Unite.
"Un accordo storico, che ora deve essere attuato rapidamente", ha detto il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso. "Mi congratulo con i leader di entrambe le parti - ha sottolineato in una nota - per il loro impegno, il loro coraggio e la loro visione". Elogiati anche "gli sforzi instancabili" dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea Catherine Ashton, il presidente della Commissione Ue si è poi detto "fiducioso che l'accordo raggiunto aprirà la strada perché il Consiglio (europeo) prenda delle decisioni sui prossimi passi del percorso europeo di Serbia e Kosovo". "I popoli di Serbia e Kosovo - ha concluso - vogliono andare avanti e rendere una realtà la prospettiva europea: questo è cruciale per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell'Europa sudorientale e dell'Ue nel suo insieme".
"Felice" si è detto anche il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. "Mi congratulo con tutte le parti per il loro approccio costruttivo al fine di trovare una soluzione duratura", ha detto Rasmussen in una nota, assicurando che "la Nato ed in particolare la Kfor (la forza di peacekeeping dispiegata nell'ex provincia serba, ndr) è pronta a sostenere l'attuazione di questo accordo al meglio delle nostre capacità nell'ambito del nostro attuale mandato".
Infine, il numero uno dell'Alleanza si è detto "fiducioso che questo accordo rappresenterà un grande passo in avanti per la pace e la sicurezza regionali e darò un nuovo slancio all'integrazione euroatlantica dei Balcani occidentali", secondo "la nostra visione condivisa".
L'appello a che ci siano risultati concreti "nell'attuazione dell'intesa" è arrivato anche dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che, nel congratularsi con i premier di Belgrado e Pristina, "per il loro personale e coraggioso contributo", ha incoraggiato le parti a "continuare con lo stesso approccio costruttivo nell'attuazione dell'accordo". Infine, Van Rompuy ha "riconfermato le prospettive europee per Serbia e Kosovo".
La Francia, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Philippe Lalliot. ha salutato con favore l'"accordo storico" e si congratulata con i due governi per la "scelta coraggiosa" presa dopo mesi di trattative. "Si tratta di una svolta e di un passo senza precedenti nel miglioramento duraturo dei rapporti tra i due Paesi", ha detto, "questo accordo pone i fondamenti di una relazione normalizzata, che contribuirà alla stabilità e permetterà alle popolazioni di avanzare verso il futuro, lo sviluppo dei loro Paesi e la loro prospettiva europea".