NEW YORK - Il dna di una donna è stato trovato su almeno una delle bombe utilizzate per gli attentati alla maratona di Boston del 15 aprile scorso. Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa americana, gli investigatori non hanno ancora stabilito di chi è il dna e se questo significa che una donna ha aiutato i fratelli Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev, ritenuti responsabili della morte di tre persone, tra le quali un bambino di otto anni, e del ferimento di altre 260.
Le indagini intanto proseguono: Katherine Russell, vedova di Tamerlan Tsarnaev, continua a collaborare con le autorità. Il suo legale afferma che "sta facendo il possibile per contribuire alle indagini. L'Fbi le ha prelevato del dna per verificare se corrisponda a quello rinvenuto su una delle bombe". La vedova del presunto attentatore ucciso dalla polizia è una delle decine di persone a cui gli inquirenti sono interessati per accertare se i fratelli Tsarnaev siano stati aiutati.
L'Fbi continua a scavare nella vita dei due fratelli ceceni. E l'attenzione degli investigatori è stata attirata tra l'altro dalla possibile conoscenza tra Tamerlan Tsarnaev e William Plotnikov, 23enne ucciso nel 2012 in uno scontro a fuoco dagli agenti dell'antiterrorismo russo. I due avevano diversi punti in comune: entrambi provenivano da famiglie radicate nell'area musulmana della Russia ed emigrate in Nord America (Tamerlan a Boston, William vicino a Toronto, in Canada). Entrambi avevano abbracciato l'Islam radicale una volta arrivati oltreoceano ed erano amanti della boxe. Inoltre, il 26enne ceceno morto durante lo scontro a fuoco con la polizia di Boston, nel 2012 era precipitosamente rientrato negli Stati Uniti pochi giorni dopo la morte di William, tanto da dimenticare il passaporto, il cui rinnovo era stato - almeno ufficialmente - il motivo del viaggio in Russia. Gli inquirenti americani stanno indagando per scoprire se i due si conoscevano, e sui loro possibili legami, e nel frattempo la stampa russa ha riportato che il nome di Tsarnaev era già emerso durante un interrogatorio di Plotnikov con funzionari della sicurezza nel 2011.
Quanto a Dzhokhar Tsarnaev, il minore dei due fratelli detenuto in una prigione federale a est di Boston, ha un nuovo legale: si tratta di Judy Clarke, notissima penalista di San Diego, che si unirà ai tre avvocati d'ufficio già assegnati al caso. Clarke è specializzata in casi molto gravi, con imputati che rischiano la pena di morte. Qualche anno fa difese Jared Loughner, il folle che aprì il fuoco durante un comizio di Gabrielle Giffords, uccidendo sei persone e facendo molti feriti, tra cui la stessa parlamentare democratica. Grazie alla sua difesa Loughner evitò il boia. In precedenza Clarke era riuscita nella stessa impresa con Unabomber, Ted Kaczynski; con Susan Smith, che aveva annegato i suoi due bambini; con Eric Rudolph, l'attentatore delle Olimpiadi di Atlanta.
Per questo motivo, si pensa che anche nel processo contro Tsarnaev la strategia di Clarke possa essere la stessa: negoziare una dichiarazione di colpevolezza e una sentenza di ergastolo pur di avere la certezza che la pubblica accusa non cerchi di ottenere la pena di morte. Ovviamente un compito che appare molto difficile in questo caso che ha provocato una enorme ondata di indignazione popolare.
Le indagini intanto proseguono: Katherine Russell, vedova di Tamerlan Tsarnaev, continua a collaborare con le autorità. Il suo legale afferma che "sta facendo il possibile per contribuire alle indagini. L'Fbi le ha prelevato del dna per verificare se corrisponda a quello rinvenuto su una delle bombe". La vedova del presunto attentatore ucciso dalla polizia è una delle decine di persone a cui gli inquirenti sono interessati per accertare se i fratelli Tsarnaev siano stati aiutati.
L'Fbi continua a scavare nella vita dei due fratelli ceceni. E l'attenzione degli investigatori è stata attirata tra l'altro dalla possibile conoscenza tra Tamerlan Tsarnaev e William Plotnikov, 23enne ucciso nel 2012 in uno scontro a fuoco dagli agenti dell'antiterrorismo russo. I due avevano diversi punti in comune: entrambi provenivano da famiglie radicate nell'area musulmana della Russia ed emigrate in Nord America (Tamerlan a Boston, William vicino a Toronto, in Canada). Entrambi avevano abbracciato l'Islam radicale una volta arrivati oltreoceano ed erano amanti della boxe. Inoltre, il 26enne ceceno morto durante lo scontro a fuoco con la polizia di Boston, nel 2012 era precipitosamente rientrato negli Stati Uniti pochi giorni dopo la morte di William, tanto da dimenticare il passaporto, il cui rinnovo era stato - almeno ufficialmente - il motivo del viaggio in Russia. Gli inquirenti americani stanno indagando per scoprire se i due si conoscevano, e sui loro possibili legami, e nel frattempo la stampa russa ha riportato che il nome di Tsarnaev era già emerso durante un interrogatorio di Plotnikov con funzionari della sicurezza nel 2011.
Quanto a Dzhokhar Tsarnaev, il minore dei due fratelli detenuto in una prigione federale a est di Boston, ha un nuovo legale: si tratta di Judy Clarke, notissima penalista di San Diego, che si unirà ai tre avvocati d'ufficio già assegnati al caso. Clarke è specializzata in casi molto gravi, con imputati che rischiano la pena di morte. Qualche anno fa difese Jared Loughner, il folle che aprì il fuoco durante un comizio di Gabrielle Giffords, uccidendo sei persone e facendo molti feriti, tra cui la stessa parlamentare democratica. Grazie alla sua difesa Loughner evitò il boia. In precedenza Clarke era riuscita nella stessa impresa con Unabomber, Ted Kaczynski; con Susan Smith, che aveva annegato i suoi due bambini; con Eric Rudolph, l'attentatore delle Olimpiadi di Atlanta.
Per questo motivo, si pensa che anche nel processo contro Tsarnaev la strategia di Clarke possa essere la stessa: negoziare una dichiarazione di colpevolezza e una sentenza di ergastolo pur di avere la certezza che la pubblica accusa non cerchi di ottenere la pena di morte. Ovviamente un compito che appare molto difficile in questo caso che ha provocato una enorme ondata di indignazione popolare.