Esteri

Afghanistan, uccisi sette soldati Usa
Il ministro Mauro: "La libertà ha un prezzo"

Dopo i tre soldati britannici saltati il 30 aprile, cinque militari americani vittime di un ordigno posto lungo la strada nel distretto di Maiwand, nel sud del Paese. Altri due soldati Usa uccisi da un soldato afgano nella zona ovest. Il numero dei morti tra le forze internazionali dall'inizio dell'anno sale a 49, di cui 34 americani. Il neo ministro della Difesa visita le forze italiane nella regione occidentale del Paese. 

1 minuti di lettura
KABUL - Cinque soldati americani hanno perso la vita a seguito dell'esplosione di un ordigno nel sud dell'Afghanistan, da sempre roccaforte dei talebani. La notizia è confermata da un portavoce dell'esercito Usa e da fonti Nato. Più tardi, attraverso l'account Twitter ufficiale, il governo di Kandahar ha precisato: "Cinque soldati delle forze Isaf sono morti quando il loro veicolo ha urtato un Ied (ordigno esplosivo improvvisato) nel distretto di Maiwand", considerata la "culla spirituale" dei talebani. Il distretto di Maiwand confina a ovest con la provincia di Helmand, dove il 30 aprile altri tre soldati britannici erano stati uccisi da una bomba posta lungo la strada. Altri due soldati americani sono stati uccisi invece  nell'ovest el Paese da un soldato afgano "che ha rivolto la sua arma contro di loro". Lo ha annunciato in serata alla Cbs un portavoce del contigente Usa.

Il bilancio dei morti del contingente internazionale dall'inizio del 2013 sale così a 49, di cui 34 americani. La recrudescenza di tali tragici episodi viene inquadrata nella "consueta" offensiva di primavera dei talebani, che hanno preannunciato attacchi alle basi militari straniere e alle aree diplomatiche. 

In Afghanistan è giunto oggi il neo ministro della Difesa, Mario Mauro, in visita al contingente militare italiano schierato nella regione occidentale dell'Afghanistan. "La libertà ha un prezzo e il prezzo è anche la vostra presenza attiva qui. Per questo che io oggi sono qui, per dirvi grazie", le parole rivolte dal ministro Mauro ai soldati italiani nella base di Camp Arena.

Accompagnato dal capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il ministro è stato accolto dal comandante del Regional Command West (RC-W), generale di brigata Ignazio Gamba, con il quale si è intrattenuto per ricevere un aggiornamento delle operazioni in corso e di futuro svolgimento.

Successivamente, Mauro ha incontrato il personale italiano dislocato presso la base di Camp Arena. Qui il ministro si è rivolto ai militari presenti esprimendo loro l'apprezzamento e la gratitudine del governo e degli italiani per i sacrifici affrontati consapevolmente e l'alta professionalità quotidianamente dimostrata.

Prima di lasciare la regione ovest, il Ministro Mauro si è recato - a bordo di un elicottero NH-90 della Task Force 'Fenice' - presso le basi avanzate (Forward Operating Base) di Farah e Shindand, nelle quali sono schierati i comandi delle due Transition Support Unit italiane, le unità di manovra basate rispettivamente su 8 e 7 reggimento alpini della brigata "Julia" che, nell'ambito del delicato processo di transizione, assistono e supportano le forze di sicurezza afghane nel controllo delle province di Herat e Farah.