Messico, ucciso cuoco italiano.
Massacrato e bruciato vicino casa
Alex Bertoli gestiva con la moglie una pizzeria sulla costa meridionale del Paese. La moglie venerdì aveva denunciato la sua scomparsa. Il cadavere è stato trovato due giorni dopo, seviziato e carbonizzato. Ancora oscuro il movente dell'omicidio. Forse il giovane aveva chiesto un prestito alle persone sbagliate
MESSICO - Aveva deciso di trasferirsi in Messico appena sei mesi fa, dopo una vacanza. La spiaggia bianca di Mazunte Oaxaca era stata un colpo di fulmine improvviso per Alex Bertoli, cuoco di ventotto anni nato in Friuli Venezia Giulia. Come quello per Pamela Codardini, la ragazza conosciuta quattro anni prima in un ristorante in provincia di Venezia. Così la coppia aveva deciso di cercare fortuna in quel paradiso terrestre sulla costa meridionale dello stato nordamericano e aprire una pizzeria sul mare. Ma il sogno si è trasformato in incubo venerdì scorso, quando la moglie non ha visto rientrare in casa Alex ed ha allertato la polizia locale, denunciando la scomparsa del marito.
Due giorni dopo la notizia che non avrebbe mai voluto sentire: il corpo del marito era appena a tre chilometri da casa. In un campo, senza vita. Prima massacrato di botte e poi dato alle fiamme dagli assassini. Nelle tasche della vittima c'erano ancora 300 pesos, il cellulare e le chiavi…
Due giorni dopo la notizia che non avrebbe mai voluto sentire: il corpo del marito era appena a tre chilometri da casa. In un campo, senza vita. Prima massacrato di botte e poi dato alle fiamme dagli assassini. Nelle tasche della vittima c'erano ancora 300 pesos, il cellulare e le chiavi…
MESSICO - Aveva deciso di trasferirsi in Messico appena sei mesi fa, dopo una vacanza. La spiaggia bianca di Mazunte Oaxaca era stata un colpo di fulmine improvviso per Alex Bertoli, cuoco di ventotto anni nato in Friuli Venezia Giulia. Come quello per Pamela Codardini, la ragazza conosciuta quattro anni prima in un ristorante in provincia di Venezia. Così la coppia aveva deciso di cercare fortuna in quel paradiso terrestre sulla costa meridionale dello stato nordamericano e aprire una pizzeria sul mare. Ma il sogno si è trasformato in incubo venerdì scorso, quando la moglie non ha visto rientrare in casa Alex ed ha allertato la polizia locale, denunciando la scomparsa del marito.
Due giorni dopo la notizia che non avrebbe mai voluto sentire: il corpo del marito era appena a tre chilometri da casa. In un campo, senza vita. Prima massacrato di botte e poi dato alle fiamme dagli assassini. Nelle tasche della vittima c'erano ancora 300 pesos, il cellulare e le chiavi di casa, tutti anneriti dalle fiamme.
La notizia, diffusa dai media locali, è arrivata in Italia ieri ed è stata confermata dalla Farnesina, anche se per il momento non ci sono piste certe sul movente dell'omicidio e sull'identità degli assassini. Forse, ipotizzano i familiari in Italia, il giovane aveva chiesto un prestito di denaro a persone pericolose per aprire il locale e magari si trovava in difficoltà per restituire i soldi. Così, nella notte di venerdì, gli assassini lo avrebbero rapito e 'giustiziato' nel campo a pochi chilometri da casa. Si tratta ancora di ipotesi, ma la denuncia della moglie Pamela sembra confermare la dinamica degli ultimi momenti di vita di Alex: "Era uscito al mattino, dicendomi che doveva scendere cinque minuti in spiaggia e che sarebbe tornato subito. Invece non è più rientrato. Lo hanno trovato in quello stato domenica mattina e sono dovuta andare all’obitorio a riconoscerlo", ha detto la moglie al telefono.
E' stata lei ad avvertire i familiari del marito, che vivono in Germania, dove si erano trasferiti poco dopo la nascita di Alex. Dall'Italia intanto oggi è partita per il Messico la mamma di Pamela, Cristina Vianello, per essere accanto alla figlia e sostenerla in questo momento drammatico. Alex e Pamela si erano sposati il 23 febbraio 2010 a Mestre. Il loro amore era sbocciato sul litorale veneziano in ristorante dove entrambi lavoravano e dove si sono conosciuti: lui chef in cucina, lei addetta al bar.
"Alex era un bravo lavoratore, allegro, ben voluto da tutti - racconta Alessandro Giacomelli, un ex datore di lavoro di Alex - L'ultima volta che l'ho visto è stato l'ottobre scorso, quando ho chiuso il ristorante per il riposo stagionale. Del Messico lui e Pamela erano innamorati, sapevo che voleva aprire un locale, ma non so immaginare cosa possa essere successo per spiegare questa tragedia". Forse dalle indagini disposte dalla magistratura locale potranno arrivare risposte per la tragica fine del cuoco italiano.
Due giorni dopo la notizia che non avrebbe mai voluto sentire: il corpo del marito era appena a tre chilometri da casa. In un campo, senza vita. Prima massacrato di botte e poi dato alle fiamme dagli assassini. Nelle tasche della vittima c'erano ancora 300 pesos, il cellulare e le chiavi di casa, tutti anneriti dalle fiamme.
La notizia, diffusa dai media locali, è arrivata in Italia ieri ed è stata confermata dalla Farnesina, anche se per il momento non ci sono piste certe sul movente dell'omicidio e sull'identità degli assassini. Forse, ipotizzano i familiari in Italia, il giovane aveva chiesto un prestito di denaro a persone pericolose per aprire il locale e magari si trovava in difficoltà per restituire i soldi. Così, nella notte di venerdì, gli assassini lo avrebbero rapito e 'giustiziato' nel campo a pochi chilometri da casa. Si tratta ancora di ipotesi, ma la denuncia della moglie Pamela sembra confermare la dinamica degli ultimi momenti di vita di Alex: "Era uscito al mattino, dicendomi che doveva scendere cinque minuti in spiaggia e che sarebbe tornato subito. Invece non è più rientrato. Lo hanno trovato in quello stato domenica mattina e sono dovuta andare all’obitorio a riconoscerlo", ha detto la moglie al telefono.
E' stata lei ad avvertire i familiari del marito, che vivono in Germania, dove si erano trasferiti poco dopo la nascita di Alex. Dall'Italia intanto oggi è partita per il Messico la mamma di Pamela, Cristina Vianello, per essere accanto alla figlia e sostenerla in questo momento drammatico. Alex e Pamela si erano sposati il 23 febbraio 2010 a Mestre. Il loro amore era sbocciato sul litorale veneziano in ristorante dove entrambi lavoravano e dove si sono conosciuti: lui chef in cucina, lei addetta al bar.
"Alex era un bravo lavoratore, allegro, ben voluto da tutti - racconta Alessandro Giacomelli, un ex datore di lavoro di Alex - L'ultima volta che l'ho visto è stato l'ottobre scorso, quando ho chiuso il ristorante per il riposo stagionale. Del Messico lui e Pamela erano innamorati, sapevo che voleva aprire un locale, ma non so immaginare cosa possa essere successo per spiegare questa tragedia". Forse dalle indagini disposte dalla magistratura locale potranno arrivare risposte per la tragica fine del cuoco italiano.