Non servono più le reti internazionali, le basi, le ragnatele di complicità globali per esprimere nel sangue tutto il proprio odio: Londra, come un mese fa accadde a Boston, segnala ormai l'avvento del terrorismo "fai-da-te".
I fratelli ceceni che cucinarono in casa la strage nel Massachusetts dentro due pentole a pressione, come gli assassini di ieri in Inghilterra o l'attentatore di Palazzo Chigi con la sua pistola, smontano gli scenari di piovre terroristiche globali e sono ancora più angosciosi.
Questa nuova ondata di "bricolage" del terrore che polverizza in assassini individuali la minaccia e quindi la moltiplica quasi all'infinito, spiega perché la "Guerra Al Terrore" sia sempre stata una necessità avvolta in un'illusione. Quella di poterla un giorno vincere, con la resa del nemico e con una consegna delle armi.
Ogni persona, se caricata di sufficiente odio e fanatismo e rancori, può essere un'arma di distruzione, anche di massa. Le agenzie per la sicurezza, le organizzazioni anti-terrorismo, le polizie riescono a sventare i colpi tanto più facilmente quanto più articolate e diffuse sono le complicità degli esecutori.
Ma se l'intero universo di Al Qaeda (che significa La Base, dunque una vera rete non è mai stata) si riassume e si concentra nella cantina di una casa come quella dei fratelli Tsarnaev a Boston, o dentro il cervello caricato a odio come quello dei terroristi di Londra, le probabilità di fermarlo prima dell'azione sono minime. Neppure la moglie di Tamerlan Tsarnaev sapeva che cosa stesse fabbricando il marito dentro le mura della propria casa, dunque e difficile immaginare che l'Fbi potesse sospettare qualcosa.
Il "jihadista della domenica", il bricoleur della morte che invece di riparare il lavandino o ridipingere una parete nel tempo libero prepara gli strumenti per fare stragi o per mozzare teste, o che si arma di un fucile - uno dei milioni che infestano anche le nazioni dove legalmente sarebbe impossibile averne - è inarrestabile.
Non funzionano neppure le solite interpretazioni socio-politiche invocate per spiegare l'insorgere di questi casi isolati, perché il terrorista fai-da-te non ha bisogno di ideologie articolate, di indottrinamenti condotti da profeti del Male, di grandi Cause. Trova dentro di sé, pescando dove vuole, le motivazioni per sentirsi il cavaliere solitario, il vendicatore di sé e dei torti veri o immaginari. Ognuno di loro sta solo sul cuore della Terra, gonfio della propria rabbia e dei mezzi per tradurla in morte. Molecole di terrore.
I fratelli ceceni che cucinarono in casa la strage nel Massachusetts dentro due pentole a pressione, come gli assassini di ieri in Inghilterra o l'attentatore di Palazzo Chigi con la sua pistola, smontano gli scenari di piovre terroristiche globali e sono ancora più angosciosi.
Questa nuova ondata di "bricolage" del terrore che polverizza in assassini individuali la minaccia e quindi la moltiplica quasi all'infinito, spiega perché la "Guerra Al Terrore" sia sempre stata una necessità avvolta in un'illusione. Quella di poterla un giorno vincere, con la resa del nemico e con una consegna delle armi.
Ogni persona, se caricata di sufficiente odio e fanatismo e rancori, può essere un'arma di distruzione, anche di massa. Le agenzie per la sicurezza, le organizzazioni anti-terrorismo, le polizie riescono a sventare i colpi tanto più facilmente quanto più articolate e diffuse sono le complicità degli esecutori.
Ma se l'intero universo di Al Qaeda (che significa La Base, dunque una vera rete non è mai stata) si riassume e si concentra nella cantina di una casa come quella dei fratelli Tsarnaev a Boston, o dentro il cervello caricato a odio come quello dei terroristi di Londra, le probabilità di fermarlo prima dell'azione sono minime. Neppure la moglie di Tamerlan Tsarnaev sapeva che cosa stesse fabbricando il marito dentro le mura della propria casa, dunque e difficile immaginare che l'Fbi potesse sospettare qualcosa.
Il "jihadista della domenica", il bricoleur della morte che invece di riparare il lavandino o ridipingere una parete nel tempo libero prepara gli strumenti per fare stragi o per mozzare teste, o che si arma di un fucile - uno dei milioni che infestano anche le nazioni dove legalmente sarebbe impossibile averne - è inarrestabile.
Non funzionano neppure le solite interpretazioni socio-politiche invocate per spiegare l'insorgere di questi casi isolati, perché il terrorista fai-da-te non ha bisogno di ideologie articolate, di indottrinamenti condotti da profeti del Male, di grandi Cause. Trova dentro di sé, pescando dove vuole, le motivazioni per sentirsi il cavaliere solitario, il vendicatore di sé e dei torti veri o immaginari. Ognuno di loro sta solo sul cuore della Terra, gonfio della propria rabbia e dei mezzi per tradurla in morte. Molecole di terrore.