Esteri

Funzionaria ferita a Kabul è Barbara De Anna.
Grave ma stabile, è stata trasferita in Germania

La donna, fiorentina di 40 anni, era in Afghanistan dal 2010 e ha riportato ustioni di secondo grado sul 90% del corpo. Inizialmente ricoverata nell'ospedale militare di Baghram, è arrivata nella base di Ramstein. Il ministero dell'Interno afgano ha aggiornato il bilancio dell'attacco dei talebani in cui la De Anna è rimasta ferita: sette i morti, tra cui quattro membri del commando, 17 i feriti. Isaf: civili obiettivo degli insorti

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ROMA - Si chiama Barbara De Anna la funzionaria italiana dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) rimasta gravemente ferita nell'attacco dei talebani ieri a Kabul. Fiorentina, 40 anni e una lunga esperienza all'Onu, la De Anna è in Afghanistan dal 2010, prima ad Herat e dal 2011 a Kabul. Investita dall'esplosione di una granata, la donna ha riportato ustioni di secondo grado sul 90% del corpo.

Inizialmente curata nell'ospedale di Emergency, la signora De Anna è stata poi ricoverata nell'ospedale militare di Baghram e da lì trasferita in volo presso la struttura sanitaria della base militare americana di Ramstein, in Germania. Da fonti della Farnesina, le sue condizioni rimangono "serie ma stabili". L'Unità di Crisi del ministero degli Esteri è in contatto con i familiari, costantemente tenuti al corrente degli sviluppi, e con l'Oim a Ginevra.

Accompagnata da un funzionario dell'ambasciata italiana a Kabul, Barbara De Anna è arrivata in Germania a bordo di un volo della forza militare Isaf organizzato grazie al coordinamento dell'Unità di crisi della Farnesina e delle ambasciate italiane a Washington e a Kabul. Il console generale italiano a Francoforte, Cristiano Cottafavi, sta raggiungendo l'ospedale americano per prestare la necessaria assistenza.

Intanto, il ministero dell'Interno afgano ha aggiornato il bilancio dell'attacco portato ieri da un commando dei talebani nel quartiere di Shar-e-Naw a Kabul, in cui è rimasta ferita la funzionaria italiana. I morti sono sette, tra cui quattro membri del commando. "Si tratta di quattro assalitori dotati di armi pesanti e leggere. Uno di loro si è fatto saltare in aria davanti al portone dell'Oim, gli altri tre sono entrati nel complesso", ha spiegato il portavoce del ministero, Seddiq Seddiqi, in conferenza stampa. Secondo il portavoce, i tre cecchini si sono spostati da un edificio all'altro, prima di essere uccisi al termine di sette ore di scontri armati. Le altre tre vittime sono "un poliziotto e due civili adulti", ha precisato Seddiqi. Diciassette persone, sette straniere e dieci di nazionalità afgana, sono rimaste ferite, tra le quali la funzionaria italiana.

I talebani hanno rivendicato l'operazione affermando di aver preso di mira un "alloggio" per stranieri, in particolare dipendenti dei servizi di intelligence americani. Nella sua rivendicazione, il portavoce dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, Zabihullah Mujahid, non ha precisato di quanti membri fosse composto il commando.

Un'altra azione dei talebani è invece finita con un'esplosione in una moschea a est dell'Afghanistan. Gli ordigni che un gruppo di miliziani trasportava sono saltati accidentalmente durante una sosta nella moschea per le preghiere della sera, uccidendo quattro fedeli e otto insorti. Lo fanno sapere le autorità del distretto di Andar, nella provincia di Ghazni, dove è accaduto.

Dopo gli scontri che ieri hanno attanagliato per ore il centro di Kabul, questa mattina la capitale afgana si è svegliata con uno spettacolo insolito: oltre 10.000 palloncini colorati in volo inneggianti alla pace, installazione opera dell'artista concettuale americano Yazmany Arboleda. Ma poi si è tornati alla quotidianità della violenza, quando un kamikaze è saltato in aria prima del tempo uscendo di casa nella a sud-est di Kabul, senza fare altri morti o feriti.

Secondo il comandante delle forze Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, sotto comando Nato), generale Joseph F. Dunford, l'attacco di ieri a Kabul e l'attentato del 20 maggio in cui ha perso la vita, fra gli altri, il capo del consiglio provinciale di Baghlan, sono gli ultimi esempi delle azioni con cui i talebani mirano a fare vittime tra la popolazione civile. In un comunicato, si indica che secondo i calcoli della stessa Isaf, "dall'1 gennaio al 20 maggio di quest'anno gli insorti si sono resi responsabili del ferimento o la morte di quasi 1500 civili afgani".

"Gli insorti e i loro dirigenti - ha sottolineato Dunford - dicono bugie quando sostengono di voler evitare le vittime civili". Nel loro annuncio dell'offensiva di primavera, ha aggiunto l'alto ufficiale, "hanno ribadito questo concetto, in un tentativo cinico di imbrogliare gli afgani, ma quanto accade sul terreno è una realtà completamente differente. I talebani sono direttamente responsabili per la maggior parte dei civili morti".