Esteri

Obama nella devastazione di Oklahoma City.
"L'America e gli americani pregano per voi"

Il presidente visita l'area colpita lunedì scorso dalla forza distruttrice del tornado EF5, costata la vita a 24 persone di cui 10 bambini. "La gente in Oklahoma deve sapere che saremo con lei in ogni modo. Avrete tutte le risorse necessarie, anche per la ricostruzione. Non vi lasceremo soli". A Moore, Obama si ferma davanti alla scuola elementare distrutta e consola uno scolaro salvato dal papà: "Hai una storia da raccontare"

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NEW YORK - "L'America e gli americani sono con voi e pregano per voi". Così il presidente americano Barack Obama ad Oklahoma City, nell'area dove si trovava la scuola devastata dal tornado che lunedì scorso ha mietuto 24 vittime, di cui 10 bambini. "Ci avete ispirato con la vostra forza e il vostro coraggio", ha affermato il presidente, rivolgendosi alle famiglie colpite e ringraziando quanti per perimi hanno risposto al grido d'allarme della comunità portando soccorso.

"Gente da tutta l'America è dietro di voi" ha assicurato ancora Obama, attorniato da esponenti delle autorità federali e statali, in un discorso in cui ha fatto una sorta di aggiornamento sullo stato degli aiuti per la ricostruzione e in cui si è detto particolarmente toccato da quanto ha visto. Obama ha detto che sono circa 1200 le case completamente distrutte dalla forza del tornado nella periferia di Moore, a circa 16 chilometri da Oklahoma City, mentre 12mila sono gli edifici danneggiati.

Il presidente ha quindi invitato il popolo americano ad aiutare la popolazione della comunità devastata. "Ma la gente in Oklahoma deve sapere che saremo con lei in ogni modo. Avrete tutte le risorse necessarie, anche per la ricostruzione. Non vi lasceremo da soli, tornerete più forti di prima". A fianco della governatrice dello Stato, Mary Fallin, e altri ufficiali, Obama ha sottolineato: "Questa è una comunità forte con un carattere forte. Non c'è dubbio che si riprenderà. Ma ha bisogno di aiuto".

Il tornado era indicato da una sigla, EF5, dietro la quale si è rivelata essere una forza distruttiva spaventosa, al massimo grado della scala Fujita, utilizzata per la misurazione della potenza del fenomeno naturale.  

Accogliendo il presidente, il governatore dell'Oklahoma Mary Fallin ha ringraziato Obama, invitandolo subuto dopo a mettere mano ai fondi della Federal Emergency Management Agency (FEMA) per aiutare ancora più concretamente le 41mila persone colpite da disastro. La Casa Bianca, attraverso il portavoce Josh Earnest, ha fatto sapere che l'agenzia FEMA ha già stanziato 57 milioni di dollari da destinare a sconti e incentivi per la costruzione di 12mila rifugi anti-tornado in Oklahoma. "Quei rifugi - ha scandito Earnest, parlando ai cronisti - possono fare la differenza tra vita e morte".

Subito dopo il suo arrivo nella zona, in un giorno mesto e nuvoloso, il corteo presidenziale si è diretto verso i verdi prati coperti di detriti. Obama ha voluto osservare con i propri occhi una devastazione così diffusa da sembrare come se dal cielo fossero piovute macerie. La prima fermata è stata sul luogo dove fino al pomeriggio di lunedì scorso sorgeva la Plaza Towers Elementary School, distrutta assieme alle vite di sette scolari. Obama ha camminato lungo Eagle Drive, i resti della scuola elementare alla sua sinistra, a destra quanto restava delle case che la circondavano, auto rovesciate, libri scolastici strappati confusi tra metallo, legno, mattoni.

"E' dura", il commento di Obama a un dirigente scolastico. Obama ha quindi incontrato la famiglia Lewis, la cui casa sorgeva esattamente alle spalle della scuola ed ora non c'è più. Ai Lewis Obama ha cercato di aprire un piccolo squarcio di luce in un futuro buio, dicendo loro che l'importante è essere sopravvissuti, le cose perdute col tempo si potranno sostituire. Lunedì, all'avvicinarsi del tornado, Scott Lewis fece appena in tempo a correre nella scuola, recuperare suo figlio Zack e portarlo in spalla nel rifugio sotto il pavimento della loro casa. Obama ha ascoltato la loro storia, poi si è rivolto al bambino: "Hai una storia da raccontare. Qualcosa che ricorderai per tutta la vita".