Esteri

Obama si prepara alla cyber guerra,
chiesta agli 007 lista dei possibili obiettivi

Il Guardian svela l'esistenza di un documento commissionato ai servizi segreti dalla Casa Bianca per individuare i punti deboli dei sistemi informatici stranieri. Valutata anche la possibilità di azioni contro bersagli nazionali. Per il New York Times, la Casa Bianca aiuta i paesi amici nel Golfo a difendersi dai pirati informatici iraniani, presto farà da schermo anche contro gli hacker della Corea del Nord

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LONDRA - Il presidente Usa Barack Obama ha ordinato lo scorso ottobre ai dirigenti dell'intelligence e della Sicurezza Nazionale di redigere una lista di possibili bersagli di cyber attacchi all'estero. Lo si legge in una direttiva presidenziale segreta ottenuta dal Guardian. E' invece il sito del New York Times a rivelare come l'amministrazione americana stia aiutando i paesi amici nel Golfo Persico a respingere gli attacchi di pirateria informatica dall'Iran, mossa che la Casa Bianca si appresterebbe a fare anche in Asia a spese della Corea del Nord.

Nelle 18 pagine della direttiva segreta diffusa dal Guardian, si afferma che ciò che vengono definite Offensive Cyber Effects Operations "sono in grado di offrire capacità non convenzionali e uniche di far avanzare gli obiettivi nazionali Usa nel mondo".

Il documento contiene anche una serie di indicazioni sulle cautele da attuare in caso di attacco informatico contro obiettivi stranieri. Questi, specifica Oceo, devono avvenire comunque in conformità del diritto internazionale ed americano e qualsiasi operazione "che potrebbe ragionevolmente portare a conseguenze significative richiede una specifica approvazione presidenziale". Per questo ai servizi segreti viene chiesto di valutare con attenzione le possibili conseguenze di ogni cyber attacco: eventuali rappresaglie, impatti sulla sicurezza della rete, bilancio rischi-benefici e possibile spinta all'attuazione su scala internazionale di nuove regole sgradite agli Stati Uniti. 

Il documento contempla anche i possibili utilizzi di cyber azioni all'interno degli Stati Uniti, precisando però che in questo caso, salvo situazioni di emergenza, le operazioni devono necessariamente iniziare solo dopo il via libera della Casa Bianca. La nuova rivelazione del Guardian arriva mentre l'amministrazione Obama è già al centro di violente polemiche per la sistematica attività di spionaggio avviata sulla rete telefonica nazionale e sull'utilizzo delle carte di credito e mentre è alla ricerca di una difficile intesa con la Cina su possibili regole condivise per la cyber sicurezza.

Altre rivelazioni giungono dal sito del New York Times, secondo cui l'amministrazione americana ha iniziato ad aiutare gli alleati americani in Medio Oriente a difendersi dai crescenti attacchi hacker provenienti dall'Iran. Non solo: gli Usa starebbero preparando un'azione simile in Asia, per contrastare attacchi a sistemi informatici proveniente dalla Corea del Nord.

Le fonti dell'amministrazione citate dal giornale newyorkese non rivelano quali siano i Paesi del Golfo Persico che stanno partecipando a questa controffensiva. Ma tra di essi, spiegano, vi sono quelli più attivi nel localizzare e intercettare i carichi di armi iraniane e fornire a Washington informazioni di intelligence preziose sulle attività del regime di Teheran: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.