✕

Usa-Cina, Obama a Xi sulla cyber sicurezza:
"Basta attacchi o ci saranno problemi"

Concluso in California il vertice informale tra i due leader. Nessuna dichiarazione congiunta. Il presidente americano duro sulla questione degli attacchi informatici. Convergenze su Corea del Nord e lotta ai mutamenti climatici
1 minuti di lettura
RANCHO MIRAGE (California) - Nessuna dichiarazione congiunta al termine del vertice informale tra Barack Obama e Xi Jinping in un resort californiano. E' vero che quello tra il presidente degli Stati Uniti e il leader cinese era un summit informale, ma l'assenza di comunicati ufficiali al termine della due giorni di colloqui viene letta da molti come una prova delle tensioni tra Washington e Pechino. Soprattutto sulla questione della cyber sicurezza. Un tema sul quale Obama è stato molto chiaro: se il governo cinese non affronterà seriamente la questione, ci saranno ancora problemi nelle relazioni tra le due potenze.

Al termine del vertice per la Casa Bianca ha parlato il responsabile della Sicurezza nazionale Tim Donilon, mentre Xi ha fatto informare la stampa da un suo consigliere, in una sorta di sfida tra due conferenze stampa parallele.

"Obama - ha riferito Donilon - ha espresso la preoccupazione degli americani di fronte a casi specifici di hackeraggio". &…
RANCHO MIRAGE (California) - Nessuna dichiarazione congiunta al termine del vertice informale tra Barack Obama e Xi Jinping in un resort californiano. E' vero che quello tra il presidente degli Stati Uniti e il leader cinese era un summit informale, ma l'assenza di comunicati ufficiali al termine della due giorni di colloqui viene letta da molti come una prova delle tensioni tra Washington e Pechino. Soprattutto sulla questione della cyber sicurezza. Un tema sul quale Obama è stato molto chiaro: se il governo cinese non affronterà seriamente la questione, ci saranno ancora problemi nelle relazioni tra le due potenze.

Al termine del vertice per la Casa Bianca ha parlato il responsabile della Sicurezza nazionale Tim Donilon, mentre Xi ha fatto informare la stampa da un suo consigliere, in una sorta di sfida tra due conferenze stampa parallele.

"Obama - ha riferito Donilon - ha espresso la preoccupazione degli americani di fronte a casi specifici di hackeraggio". "Ora - ha affondato il consigliere che sarà presto sostituito da Susan Rice - la Cina ha capito, ha preso atto della serietà con cui gli Usa affrontano questo problema, un tema su cui bisogna ancora indagare".

Molto più sfumata la posizione dei cinesi, che comunque fanno sapere di essere disponibili al confronto. "La Cina - ha affermato il consigliere di Stato, Yang Jiechi - intende concentrarsi sulla cooperazione con gli Usa riguardo al problema della cyber sicurezza, che non deve essere fonte di scontro. Siamo disponibili ad affrontare seriamente questo tema".

Ultima puntura di spillo, dai cinesi, circa una delle gradi preoccupazioni americane, quella sulla guerra dei cambi: "L'attuale valore della nostra moneta - ha detto sempre Jiechi - è molto vicino alla condizione di equilibrio. E comunque non è causa principale degli squilibri commerciali esistenti tra gli Stati Uniti e la Cina".

L'incontro ha invece fatto registrare una piena sintonia sullo stop ai programmi atomici di Pyongyang. Stati Uniti e Cina concordano infatti che la Corea del Nord deve abbandonare le sue velleità di diventare una potenza nucleare. Convergenze anche sulla lotta ai mutamenti climatici.

A margine dei colloqui tra i due leader c'è da registrare la polemica scatenata dalla scelta di Michelle Obama di disertare il summit. La first lady ha cercato di riparare con un messaggio inviato alla moglie di Xi, Peng: "Le do il benvenuto negli Stati Uniti. Mi dispiace di non averla incontrata questo week end, ma spero di avere la possibilità di visitare presto la Cina e venirla a trovare". Alla fine è stato lo stesso Obama, che al termine dei colloqui con Xi, ha intrattenuto la coppia prendendo assieme un tè.