Esteri

Turchia, liberato il fotografo italiano.
"Polizia violenta, ho avuto paura"

Il fotoreporter Stefanini rientrato oggi a Roma. Ad Ankara e Istanbul retate nelle case dei manifestanti: 25 arresti nella capitale, 193 i fermi finora nella città di Gezi Park

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Adesso sta bene, è tutto finito. Daniele Stefanini, il fotografo freelance livornese picchiato e fermato durante gli incidenti di domenica scorsa a Istanbul, è rientrato a Roma nel pomeriggio. Certo, ha passato giornate difficili: "la polizia ha usato dei metodi abbastanza violenti, mi hanno gettato a terra con schiaffi, calci, pedate e lo spray urticante. Ho avuto paura", racconta.

Barba incolta, t shirt grigia, zaino sulle spalle, Stefanini è sbarcato all'aeroporto di Fiumicino nel primo pomeriggio. E ha ripercorso i momenti vissuti domenica scorsa ad Istanbul durante gli scontri e quelli successivi dell'arresto.

"Mi hanno fermato nel momento in cui sono entrato in contatto con i manifestanti - dice - io ero su una strada che porta a Taksim, ho fatto due ore di scontri violenti con la polizia in mezzo a loro, tra nasi rotti, teste spaccate. Poi, improvvisamente mi hanno buttato a terra, senza ascoltarmi nè capirmi. Dopo l'arresto c'è stato un momento brutto, sul pullman, quando ci stavano portando alla stazione di polizia: si sono approfittati della mia situazione, dal momento che non capivo, mi montavano sui piedi, mi davano pizzicotti".

"La situazione è che oggi ci sono stati altri 60 fermi, ci sono stati altri scontri per la città, però piazza Taksim fino a ieri sera era 'off limits', nessuno poteva entrare, c'erano camionette militari tutto intorno'.

Daniele ha avvertito ieri notte i familiari a Livorno per informarli che oggi sarebbe rientrato. Ha raccontato di non aver mai dubitato della sua liberazione e ha voluto ringraziare il Consolato, "che si è mosso benissimo".

La repressione continua. Intanto la repressione della protesta continua. La polizia turca ha  condotto raid tra Ankara e Istanbul, e arrestato nelle loro case persone sospettate di aver partecipato agli scontri con la polizia nelle ultime settimane di manifestazioni. Lo riporta l'emittente Ntv, spiegando che l'operazione prende di mira gruppi di sinistra. Secondo l'agenzia di stampa Anadolu, almeno 25 persone sono state arrestate nella capitale. Separatamente, spiega Hurriyt Daily News, 193 persone sono state fermate in totale a Istanbul, 22 delle quali sono accusate di "aver organizzato proteste violente e aver chiesto alla popolazione di partecipare a manifestazioni illegali". Queste 22 persone verranno interrogate per quattro giorni.

Stefanini ha raccontato in un lungo post su Facebook le circosante del suo arresto e ha ringraziato le "splendide e umane persone" a cui deve la sua liberazione tra cui "un ufficiale di polizia umano". Stefanini spiega che "è stato un vero e proprio rastrellamento" e assicura che non è "stato ferito, ho preso sì tante mazzate ma i feriti seri sono altri". Tra i destinatari dei ringraziamenti per la sua liberazione ci sono "Mehmet Seyfeddin Pence (un ufficiale di polizia umano)" e gli avvocati Hukuk Burosu, Sermin Akbulut, Ugur Altinarik, Zeynep Cankan Ergunay. Stefanini ringrazia poi "Martina Castigliani del Fatto che è stata la prima ad attivarsi dopo il mio SOS 'chiama ambasciata'" e "i migliori colleghi di sempre per il sit-in davanti all'ambasciata turca (siete bellissimi in foto); quelli che neanche conosco e che sono stati in ansia per me; quelli che mi conoscono e che mi hanno maledetto per la mia incurabile incoscienza", "i compagni e le compagne di piazza Taksim, a loro va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà".