PRETORIA - Nelson Mandela lotta tra la vita e la morte in un ospedale di Pretoria circondato dalla sua famiglia, dal popolo sudafricano e da tutti coloro che vedono in lui l'uomo simbolo della lotta contro l'apartheid, il primo presidente nero del Sudafrica. Tra loro, a pregare per Madiba, c'è anche il primo presidente nero degli Stati Uniti, Barack Obama, che da venerdì sarà in visita nel paese di colui che considera un "suo eroe personale".
Il premio Nobel per la pace, che il prossimo 18 luglio compirebbe 95 anni, è ricoverato dall'8 giugno al Mediclinic Heart Hospital di Pretoria per una recrudescenza dell'infezione polmonare eredità dai 27 anni trascorsi in prigione. Le sue condizioni erano subito apparse gravi, ma stabili. Una settimana fa, i medici avevano detto che "reagiva bene" alle cure e faceva "progressi". Nella notte tra sabato e domenica però la presidenza ha diffuso un altro comunicato: "La salute dell'ex presidente Nelson Mandela, che è sempre in ospedale a Pretoria, è divenuta critica", annunciava la nota in cui si invitava "la nazione e il mondo a pregare per lui".
E ieri il presidente Jacob Zuma ha confermato che le condizioni di Madiba "rimangono critiche". "Io e il vicepresidente siamo andati in ospedale, abbiamo visto Mandela e stava dormendo. Poi abbiamo parlato con i medici e la moglie Graca Machel e siamo andati via", ha detto Zuma. "Non sono in grado di fornire ulteriori dettagli, non sono un medico", ha aggiunto probabilmente nel tentativo di preparare al peggio il suo popolo e l'opinione pubblica mondiale.
In ospedale si alternano continuamente parenti e rappresentanti delle istituzioni. L'ex moglie Winnie, compagna di lotta contro l'apartheid dalla quale Madiba si era separato nel 1996, con la figlia Zindzi Mandela-Motlhajwa. La sorella di quest'ultima Zenani Mandela-Dlamini. E la figlia maggiore, Makaziwe, che ha rilasciato una toccante intervista alla Cnn in cui ha raccontato che il padre è sereno: "Viviamo giorno per giorno e preghiamo Dio. I medici non hanno smesso di curarlo. Apre ancora gli occhi (...). Nella nostra cultura, la cultura Tembu, non si lascia andare via una persona fino a quando questa non lo abbia chiesto: mio padre finora non lo ha fatto".
E intanto il popolo di Madiba sembra pronto al peggio. In poche ore è passato dalla speranza alla rassegnazione. E adesso sono in molti a sostenere che forse "è giunto il momento di lasciarlo andare".
Il premio Nobel per la pace, che il prossimo 18 luglio compirebbe 95 anni, è ricoverato dall'8 giugno al Mediclinic Heart Hospital di Pretoria per una recrudescenza dell'infezione polmonare eredità dai 27 anni trascorsi in prigione. Le sue condizioni erano subito apparse gravi, ma stabili. Una settimana fa, i medici avevano detto che "reagiva bene" alle cure e faceva "progressi". Nella notte tra sabato e domenica però la presidenza ha diffuso un altro comunicato: "La salute dell'ex presidente Nelson Mandela, che è sempre in ospedale a Pretoria, è divenuta critica", annunciava la nota in cui si invitava "la nazione e il mondo a pregare per lui".
E ieri il presidente Jacob Zuma ha confermato che le condizioni di Madiba "rimangono critiche". "Io e il vicepresidente siamo andati in ospedale, abbiamo visto Mandela e stava dormendo. Poi abbiamo parlato con i medici e la moglie Graca Machel e siamo andati via", ha detto Zuma. "Non sono in grado di fornire ulteriori dettagli, non sono un medico", ha aggiunto probabilmente nel tentativo di preparare al peggio il suo popolo e l'opinione pubblica mondiale.
In ospedale si alternano continuamente parenti e rappresentanti delle istituzioni. L'ex moglie Winnie, compagna di lotta contro l'apartheid dalla quale Madiba si era separato nel 1996, con la figlia Zindzi Mandela-Motlhajwa. La sorella di quest'ultima Zenani Mandela-Dlamini. E la figlia maggiore, Makaziwe, che ha rilasciato una toccante intervista alla Cnn in cui ha raccontato che il padre è sereno: "Viviamo giorno per giorno e preghiamo Dio. I medici non hanno smesso di curarlo. Apre ancora gli occhi (...). Nella nostra cultura, la cultura Tembu, non si lascia andare via una persona fino a quando questa non lo abbia chiesto: mio padre finora non lo ha fatto".
E intanto il popolo di Madiba sembra pronto al peggio. In poche ore è passato dalla speranza alla rassegnazione. E adesso sono in molti a sostenere che forse "è giunto il momento di lasciarlo andare".