NEW YORK - Cinquecento persone messe a morte in 31 anni. Le statistiche del Texas sono impressionanti: un'esecuzione ogni tre settimane. La numero 500 è stata quella di Kimberly McCarthy, 52 anni, condannata per l'omicidio a scopo di rapina di un'insegnate in pensione. "Una tappa sinistra", l'ha definita il suo avvocato, Maurie Levin. Una macabra cifra nello Stato che con maggiore fermezza porta i condannati sul lettino del boia.
Kimberly McCarthy è la prima donna messa a morte in Texas dal 2010 e la tredicesima in tutti gli States dal 1976, quando la Corte suprema diede il via libera al ritorno della pena di morte, attualmente in vigore in 32 Stati Usa. Nello stesso periodo le esecuzioni in tutto il Paese sono state oltre 1.300, il 40% delle quali in Texas.
Kimberly McCarthy, una donna di colore che era già arrivata due volte a un passo dall'iniezione letale negli ultimi cinque mesi, stavolta non ha avuto chance: "E' una persona molto spirituale e fatalista. Pensa che se deve succedere succederà e che tutto è nelle mani di Dio", ha detto Levin prima dell'esecuzione avvenuta nel penitenziario di Huntsville.
La McCarthy era stata condannata per un feroce assassinio del 1997 a Lancaster, a una ventina di chilometri a sud di Dallas. La vittima, Dorothy Booth, una settantunenne professoressa di psicologia in pensione, era una vicina di casa. Kimberly, che aveva bussato alla sua porta per chiederle dello zucchero, in realtà intendeva rapinarla: aveva brutalmente aggredito l'anziana insegnante con un coltello di cucina tagliandole alla fine anche un dito di una mano per strapparle la fede nuziale. Dietro il delitto, uno dei tre in cui la McCarthy sarebbe stata implicata, la droga: l'assassina aveva una dipendenza dal crack.
Kimberly McCarthy è la prima donna messa a morte in Texas dal 2010 e la tredicesima in tutti gli States dal 1976, quando la Corte suprema diede il via libera al ritorno della pena di morte, attualmente in vigore in 32 Stati Usa. Nello stesso periodo le esecuzioni in tutto il Paese sono state oltre 1.300, il 40% delle quali in Texas.
Kimberly McCarthy, una donna di colore che era già arrivata due volte a un passo dall'iniezione letale negli ultimi cinque mesi, stavolta non ha avuto chance: "E' una persona molto spirituale e fatalista. Pensa che se deve succedere succederà e che tutto è nelle mani di Dio", ha detto Levin prima dell'esecuzione avvenuta nel penitenziario di Huntsville.
La McCarthy era stata condannata per un feroce assassinio del 1997 a Lancaster, a una ventina di chilometri a sud di Dallas. La vittima, Dorothy Booth, una settantunenne professoressa di psicologia in pensione, era una vicina di casa. Kimberly, che aveva bussato alla sua porta per chiederle dello zucchero, in realtà intendeva rapinarla: aveva brutalmente aggredito l'anziana insegnante con un coltello di cucina tagliandole alla fine anche un dito di una mano per strapparle la fede nuziale. Dietro il delitto, uno dei tre in cui la McCarthy sarebbe stata implicata, la droga: l'assassina aveva una dipendenza dal crack.