SAN FRANCISCO - Sono due studentesse cinesi appena sedicenni le vittime dell'incidente aereo verificatosi ieri a San Francisco: un Boeing 777 della compagnia sudcoreana Asiana Airlines si è schiantato sulla pista dopo aver toccato con la coda in fase di atterraggio. Le due ragazze sono state identificate come Ye Meng-yuan e Wang Lin-jia, originarie di Jiangshan, nella provincia dello Zhejiang, Cina orientale.
L'aereo di linea trasportava oltre 300 persone, il bilancio della sciagura avrebbe potuto essere decisamente peggiore: oltre alle due vittime, alla fine si sono contati 182 feriti, di cui 19 sono ancora in ospedale; di questi, sei versano in condizioni critiche, come ha spiegato in conferenza stampa il capo dei vigili del fuoco di San Francisco.
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I primi dati che emergono dall'analisi delle scatole nere dicono che sette secondi prima dell'impatto con la pista i piloti hanno provato a "riattaccare" (dare gas per riprendere quota) dopo essersi accorti di essere troppo bassi e di avere una velocità di atterraggio troppo bassa. La circostanza è stata riferita dal direttore del National Transportation Safety Board (Ntsb), Deborah Hershman.
Una ipotesi che trova riscontro in quanto detto da Mike Barr, ex pilota militare e investigatore che insegna sicurezza dell'aviazione all'università della California del Sud: l'incidente potrebbe essere stato dovuto a un avvicinamento troppo lento alla pista, durante il quale l'aereo potrebbe avere urtato un argine che si trova al termine della pista stessa.
Lo scalo di San Francisco, rileva Barr, è uno degli aeroporti degli Stati Uniti che ha dei muretti al termine delle piste per evitare che gli aerei in arrivo finiscano in acqua. Dal momento che il volo stava per atterrare, il carrello di atterraggio poteva già essere fuori. Il carrello, o la coda, conclude Barr, potrebbero aver colpito il muretto, evento che avrebbe determinato il violento urto dell'aereo sulla pista.
Inoltre, alcuni testimoni hanno riferito di avere sentito i motori dell'aereo andare su di giri poco prima dello schianto. Secondo Barr, questo sarebbe compatibile con l'ipotesi che il pilota abbia realizzato che l'aereo stava procedendo troppo lentamente e abbia provato ad accelerare nel tentativo di aumentare l'altitudine. Ma per lo stesso Barr non esiste nessuna ragione per la quale un aereo dovrebbe arrivare a terra così lentamente.
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Tornando alla Ntsb, sempre Deborah Hersman ha detto alla Cbs che gli investigatori federali valuteranno che ruolo possa avere avuto nell'incidente il fatto che uno degli strumenti usati per aiutare da terra i piloti nell'atterraggio, il cosiddetto "glide slope", a San Francisco era fuori servizio da giugno. Ai piloti era stato inviato un avvertimento che il sistema non era disponibile, ha spiegato Hersman, aggiungendo che comunque erano in funzione molti altri strumenti per aiutarli nell'atterraggio.
Il presidente della compagnia, Yoon Young-doo, ha escluso che si sia trattato di un problema tecnico, ma non ha neanche apertamente parlato di un errore dei piloti o della torre di controllo dello scalo californiano: "Per ora, sappiamo che non c'è stato alcun problema tecnico legato ai motori dell'aereo 777-200".
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L'aereo di linea trasportava oltre 300 persone, il bilancio della sciagura avrebbe potuto essere decisamente peggiore: oltre alle due vittime, alla fine si sono contati 182 feriti, di cui 19 sono ancora in ospedale; di questi, sei versano in condizioni critiche, come ha spiegato in conferenza stampa il capo dei vigili del fuoco di San Francisco.
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I primi dati che emergono dall'analisi delle scatole nere dicono che sette secondi prima dell'impatto con la pista i piloti hanno provato a "riattaccare" (dare gas per riprendere quota) dopo essersi accorti di essere troppo bassi e di avere una velocità di atterraggio troppo bassa. La circostanza è stata riferita dal direttore del National Transportation Safety Board (Ntsb), Deborah Hershman.
Una ipotesi che trova riscontro in quanto detto da Mike Barr, ex pilota militare e investigatore che insegna sicurezza dell'aviazione all'università della California del Sud: l'incidente potrebbe essere stato dovuto a un avvicinamento troppo lento alla pista, durante il quale l'aereo potrebbe avere urtato un argine che si trova al termine della pista stessa.
Lo scalo di San Francisco, rileva Barr, è uno degli aeroporti degli Stati Uniti che ha dei muretti al termine delle piste per evitare che gli aerei in arrivo finiscano in acqua. Dal momento che il volo stava per atterrare, il carrello di atterraggio poteva già essere fuori. Il carrello, o la coda, conclude Barr, potrebbero aver colpito il muretto, evento che avrebbe determinato il violento urto dell'aereo sulla pista.
Inoltre, alcuni testimoni hanno riferito di avere sentito i motori dell'aereo andare su di giri poco prima dello schianto. Secondo Barr, questo sarebbe compatibile con l'ipotesi che il pilota abbia realizzato che l'aereo stava procedendo troppo lentamente e abbia provato ad accelerare nel tentativo di aumentare l'altitudine. Ma per lo stesso Barr non esiste nessuna ragione per la quale un aereo dovrebbe arrivare a terra così lentamente.
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Tornando alla Ntsb, sempre Deborah Hersman ha detto alla Cbs che gli investigatori federali valuteranno che ruolo possa avere avuto nell'incidente il fatto che uno degli strumenti usati per aiutare da terra i piloti nell'atterraggio, il cosiddetto "glide slope", a San Francisco era fuori servizio da giugno. Ai piloti era stato inviato un avvertimento che il sistema non era disponibile, ha spiegato Hersman, aggiungendo che comunque erano in funzione molti altri strumenti per aiutarli nell'atterraggio.
Il presidente della compagnia, Yoon Young-doo, ha escluso che si sia trattato di un problema tecnico, ma non ha neanche apertamente parlato di un errore dei piloti o della torre di controllo dello scalo californiano: "Per ora, sappiamo che non c'è stato alcun problema tecnico legato ai motori dell'aereo 777-200".
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