LAC MEGANTIC (Quebec) - Dalle rovine nel centro di Lac Megantic, cittadina canadese di 6mila abitanti nella provincia francofona del Quebec, circa 255 chilometri a est di Montreal, non si sprigiona più l'enorme colonna di fuoco e fumo nero che in piena notte ha atterrito la cittadinanza. Ora verso il cielo si innalza bianco vapore, ciò che resta dell'enorme incendio che ha messo alla prova l'abilità di 150 pompieri, provenienti anche dal vicino Maine (Usa), impegnati ad arginare la forza distruttrice del fuoco sviluppatosi dopo il misterioso deragliamento di un treno che trasportava greggio dal North Dakota al Canada orientale. Per tutta la domenica, i vigili del fuoco hanno pompato acqua dal lago che dà il nome alla cittadina per poi scaricarla sulle fiamme.
Il convoglio era fermo, senza conducente, parcheggiato su una collina fuori città. All'una di notte si è misteriosamente sbloccato, ha preso velocità a causa del dislivello, è piombato nel centro cittadino ed è deragliato in curva. Ogni vagone era carico di 113mila litri di petrolio, quattro cisterne hanno preso fuoco, sono esplose. Ed è stato l'inferno.
Le vittime accertate del disastro sono al momento cinque, ma si contano almeno 40 dispersi. "I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle famiglie e agli amici delle persone colpite dal tragico deragliamento del treno a Lac Megantic" ha dichiarato il primo ministro canadese Stephen Harper, che in giornata ha visitato la località. Ma il bilancio di morte è destinato ad aggravarsi.
La pagina Facebook creata per aiutare gli abitanti a rintracciare i propri cari conta già 17 mila adesioni. Genevieve Guilbault, portavoce del coroner, ha spiegato che i corpi delle vittime erano bruciati oltre ogni umana possibilità di riconoscimento: per identificarli servirà il test del dna e il profilo dentale. Quanto ai dispersi, i residenti si interrogano soprattutto sulla sorte della gran folla che, come ogni sabato sera, aveva riempito il "Musi-Cafè" bar, vicinissimo al luogo in cui il treno in velocità è deragliato e ha preso fuoco.
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Nonostante il fuoco sia stato contenuto, i pompieri sottolineano che è ancora molto pericoloso avvicinarsi all'epicentro dell'incendio per il pericolo di nuove esplosioni, e per questo motivo molte rovine non sono ancora state esplorate. "Stiamo lavorando per spegnere due auto-cisterna in fiamme che sono a rischio di esplosione", spiegava oggi il capo dei pompieri Denis Lauzon.
Sulle cause del disastro il mistero è fitto. Cosa ha rimesso in moto un convoglio di 73 vagoni, fermo e senza conduttore, parcheggiato lungo le rotaie sulla vicina collina, facendolo piombare sul centro cittadino e radendolo al suolo? I sopravvissuti al disastro ferroviario, avvenuto poco dopo l'una di sabato notte (le 7 in Italia), parlano di un "inferno di fuoco", scene di panico e di terrore. Raccontano di aver visto un fiume di petrolio bollente che invadeva il centro della città, un liquido talmente caldo che "anche l'asfalto ha iniziato a fondersi". L'esplosione ha provocato anche l'interruzione della distribuzione di acqua corrente e l'evacuazione di oltre 2mila dei 6mila residenti. Fra gli edifici distrutti dalle fiamme ci sono una biblioteca, negozi e abitazioni private.
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La linea ferroviaria appartiene alla compagnia Montreal, Maine & Atlantic, secondo cui le operazioni di bloccaggio del treno erano state regolari, un ingegnere aveva assicurato il treno per la notte e se ne era andato. "Che qualcuno abbia volutamente sbloccato i freni?" è l'interrogativo sollevato da Guy Landrio, consulente ferroviario di Warren, Pennsylvania, 37 anni di esperienza. "Un treno non decide da solo di muoversi, c'è sempre una causa dietro".
Il convoglio era fermo, senza conducente, parcheggiato su una collina fuori città. All'una di notte si è misteriosamente sbloccato, ha preso velocità a causa del dislivello, è piombato nel centro cittadino ed è deragliato in curva. Ogni vagone era carico di 113mila litri di petrolio, quattro cisterne hanno preso fuoco, sono esplose. Ed è stato l'inferno.
Le vittime accertate del disastro sono al momento cinque, ma si contano almeno 40 dispersi. "I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alle famiglie e agli amici delle persone colpite dal tragico deragliamento del treno a Lac Megantic" ha dichiarato il primo ministro canadese Stephen Harper, che in giornata ha visitato la località. Ma il bilancio di morte è destinato ad aggravarsi.
La pagina Facebook creata per aiutare gli abitanti a rintracciare i propri cari conta già 17 mila adesioni. Genevieve Guilbault, portavoce del coroner, ha spiegato che i corpi delle vittime erano bruciati oltre ogni umana possibilità di riconoscimento: per identificarli servirà il test del dna e il profilo dentale. Quanto ai dispersi, i residenti si interrogano soprattutto sulla sorte della gran folla che, come ogni sabato sera, aveva riempito il "Musi-Cafè" bar, vicinissimo al luogo in cui il treno in velocità è deragliato e ha preso fuoco.
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Nonostante il fuoco sia stato contenuto, i pompieri sottolineano che è ancora molto pericoloso avvicinarsi all'epicentro dell'incendio per il pericolo di nuove esplosioni, e per questo motivo molte rovine non sono ancora state esplorate. "Stiamo lavorando per spegnere due auto-cisterna in fiamme che sono a rischio di esplosione", spiegava oggi il capo dei pompieri Denis Lauzon.
Sulle cause del disastro il mistero è fitto. Cosa ha rimesso in moto un convoglio di 73 vagoni, fermo e senza conduttore, parcheggiato lungo le rotaie sulla vicina collina, facendolo piombare sul centro cittadino e radendolo al suolo? I sopravvissuti al disastro ferroviario, avvenuto poco dopo l'una di sabato notte (le 7 in Italia), parlano di un "inferno di fuoco", scene di panico e di terrore. Raccontano di aver visto un fiume di petrolio bollente che invadeva il centro della città, un liquido talmente caldo che "anche l'asfalto ha iniziato a fondersi". L'esplosione ha provocato anche l'interruzione della distribuzione di acqua corrente e l'evacuazione di oltre 2mila dei 6mila residenti. Fra gli edifici distrutti dalle fiamme ci sono una biblioteca, negozi e abitazioni private.
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La linea ferroviaria appartiene alla compagnia Montreal, Maine & Atlantic, secondo cui le operazioni di bloccaggio del treno erano state regolari, un ingegnere aveva assicurato il treno per la notte e se ne era andato. "Che qualcuno abbia volutamente sbloccato i freni?" è l'interrogativo sollevato da Guy Landrio, consulente ferroviario di Warren, Pennsylvania, 37 anni di esperienza. "Un treno non decide da solo di muoversi, c'è sempre una causa dietro".