di ORAZIO LA ROCCA
CITTA' DEL VATICANO - Papa Francesco? E' "simpatico", è "vicino" ai problemi della gente, specialmente i più poveri e i più bisognosi, "ispira" fiducia, viene universalmente riconosciuto come "punto di riferimento e modello di coerenza morale per le nuove generazioni". Ma, soprattutto, si fa "capire" da tutti, giovani e meno giovani, ricchi e poveri, senza distinzione di religioni, appartenenze politiche, nazionalità.
C'è feeling tra i giovani e Jeorge Mario Bergoglio, il pontefice "venuto dalla fine del mondo". A rivelarlo non sono solo i grandi bagni di folla con cui il successore di Joseph Ratzinger viene accolto ad ogni pubblica apparizione, udienze, recite dell'Angelus domenicale, visite parrocchiali - dove ad acclamarlo la componente giovanile è sempre maggioritaria - ma anche un sondaggio intitolato "Rapporto giovani e fede" promosso dall'Istituto Toniolo presieduto dal cardinale di Milano Angelo Scola in collaborazione con l'Università Cattolica, l'istituto demoscopico Ipsos e la Fondazione Cariplo. Dalla ricerca - svolta a cavallo tra giugno e luglio in vista della Giornata mondiale della gioventù che inizia lunedì prossimo in Brasile alla presenza del papa argentino - i primi passi del pontificato del gesuita Bergoglio vengono promossi a pieni voti da cattolici, credenti di altre confessioni cristiane e di altre religioni, non credenti, scelti in un campione di oltre 9000 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, di differenti nazionalità ed estrazioni sociali.
Il 91 per cento degli intervistati dichiara, infatti, che "Francesco ispira simpatia"; l'85 per cento apprezza il suo costante farsi carico di chi vive in difficoltà, dei problemi degli ultimi e delle questioni sociali più gravi (come ha dimostrato anche nel recente viaggio sull'isola di Lampedusa dove ha pregato per le vittime del mare e chiesto alle autorità più attenzione per gli immigrati); per oltre il 70 per cento "è persona di cui ci si può fidare". Consensi sensibilmente inferiori quando le domande vertono sui valori cattolici e sugli insegnamenti ecclesiali, per i quali il 68 per cento si dice "colpito" dalla vita di preghiera professata da Francesco e il 64 per cento condivide l'impegno del Papa nel proclamare "le verità della Chiesa" . Percentuali, comunque, in sintonia con il variopinto campione preso a modello dall'indagine che vede una presenza di giovani cattolici pari al 56 per cento, di circa il 28 per cento di fedeli di altre religioni e del 15,2 per cento che si dichiara non credente. "Papa Francesco - si legge nel Rapporto - per circa l'83 per cento dei giovani è, invece, capace allo stesso tempo sia di incarnare con autenticità i valori cattolici, che di cogliere le novità che arrivano dalla società, un consenso tanto ampio da non essere confinato solo ai credenti".
"In sintesi", commenta il professor Alessandro Rosina, docente di Demografia Sociale all'Università Cattolica e tra i curatori dell'indagine, "in un clima di generalizzata sfiducia verso tutte le istituzioni e la mancanza di figure credibili di riferimento per i giovani, papa Francesco sembra aver fatto breccia nel cuore delle nuove generazioni. In coerenza con il nome che ha scelto, ad essere particolarmente apprezzato di lui è l'essere percepito come più vicino alla gente che alle gerarchie, l'attenzione ai meno fortunati e il richiamo continuo oltre che ai valori, alla concretezza dei problemi sociali. Tutti aspetti che lo mettono direttamente in sintonia con i giovani, sia nel merito dei temi toccati che nel modo di trattarli e comunicarli".
Analogo discorso vale per la fiducia che i giovani intervistati hanno verso il futuro e le istituzioni. Dall'indagine emerge, infatti, che i giovani vivono con molta preoccupazione l'attuale periodo di crisi. Non solo per le difficoltà a realizzare i propri progetti di vita, ma anche per la mancanza di punti di riferimento. Forte è soprattutto la sfiducia verso il quadro politico e le istituzioni, non considerate in sintonia con i cittadini e non all'altezza del proprio compito. Una caduta di credibilità rispetto alla quale si salvano parzialmente solo l'Europa e la Presidenza della Repubblica, che però raccolgono comunque meno della metà dei consensi tra i giovani. Ambivalente è anche il voto dato alla Chiesa: 5 giovani credenti su 10 la promuovono (si scende a 3 su 10 considerando anche i non credenti).
A parte la famiglia, in questo contesto storico risulta difficile trovare figure verso le quali le nuove generazioni diano larga fiducia e riversino ampie aspettative positive.
Proprio per questo appaiano particolarmente significativi i dati della nuova rilevazione di approfondimento sull'atteggiamento dei giovani verso papa Francesco effettuata dal Rapporto giovani. "I dati messi in rapporto con l'attuale considerazione che i giovani hanno delle istituzioni, compresa la Chiesa, indicano un grande investimento di fiducia - spiega il professore Pierpaolo Triani, docente di Pedagogia dell'Università Cattolica e fra i curatori della ricerca - I giovani intervistati vedono in Papa Francesco una persona capace di grande forza comunicativa, in grado di mostrare vicinanza e di mettere in dialogo la Chiesa con i cambiamenti che stanno attraversando la società. Avvertono una vicinanza emotiva e una tensione morale verso la quale manifestano grandi attese soprattutto in ordine all'attenzione verso problemi sociali e verso l'esemplarità dei comportamenti dei cristiani".
CITTA' DEL VATICANO - Papa Francesco? E' "simpatico", è "vicino" ai problemi della gente, specialmente i più poveri e i più bisognosi, "ispira" fiducia, viene universalmente riconosciuto come "punto di riferimento e modello di coerenza morale per le nuove generazioni". Ma, soprattutto, si fa "capire" da tutti, giovani e meno giovani, ricchi e poveri, senza distinzione di religioni, appartenenze politiche, nazionalità.
C'è feeling tra i giovani e Jeorge Mario Bergoglio, il pontefice "venuto dalla fine del mondo". A rivelarlo non sono solo i grandi bagni di folla con cui il successore di Joseph Ratzinger viene accolto ad ogni pubblica apparizione, udienze, recite dell'Angelus domenicale, visite parrocchiali - dove ad acclamarlo la componente giovanile è sempre maggioritaria - ma anche un sondaggio intitolato "Rapporto giovani e fede" promosso dall'Istituto Toniolo presieduto dal cardinale di Milano Angelo Scola in collaborazione con l'Università Cattolica, l'istituto demoscopico Ipsos e la Fondazione Cariplo. Dalla ricerca - svolta a cavallo tra giugno e luglio in vista della Giornata mondiale della gioventù che inizia lunedì prossimo in Brasile alla presenza del papa argentino - i primi passi del pontificato del gesuita Bergoglio vengono promossi a pieni voti da cattolici, credenti di altre confessioni cristiane e di altre religioni, non credenti, scelti in un campione di oltre 9000 giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, di differenti nazionalità ed estrazioni sociali.
Il 91 per cento degli intervistati dichiara, infatti, che "Francesco ispira simpatia"; l'85 per cento apprezza il suo costante farsi carico di chi vive in difficoltà, dei problemi degli ultimi e delle questioni sociali più gravi (come ha dimostrato anche nel recente viaggio sull'isola di Lampedusa dove ha pregato per le vittime del mare e chiesto alle autorità più attenzione per gli immigrati); per oltre il 70 per cento "è persona di cui ci si può fidare". Consensi sensibilmente inferiori quando le domande vertono sui valori cattolici e sugli insegnamenti ecclesiali, per i quali il 68 per cento si dice "colpito" dalla vita di preghiera professata da Francesco e il 64 per cento condivide l'impegno del Papa nel proclamare "le verità della Chiesa" . Percentuali, comunque, in sintonia con il variopinto campione preso a modello dall'indagine che vede una presenza di giovani cattolici pari al 56 per cento, di circa il 28 per cento di fedeli di altre religioni e del 15,2 per cento che si dichiara non credente. "Papa Francesco - si legge nel Rapporto - per circa l'83 per cento dei giovani è, invece, capace allo stesso tempo sia di incarnare con autenticità i valori cattolici, che di cogliere le novità che arrivano dalla società, un consenso tanto ampio da non essere confinato solo ai credenti".
"In sintesi", commenta il professor Alessandro Rosina, docente di Demografia Sociale all'Università Cattolica e tra i curatori dell'indagine, "in un clima di generalizzata sfiducia verso tutte le istituzioni e la mancanza di figure credibili di riferimento per i giovani, papa Francesco sembra aver fatto breccia nel cuore delle nuove generazioni. In coerenza con il nome che ha scelto, ad essere particolarmente apprezzato di lui è l'essere percepito come più vicino alla gente che alle gerarchie, l'attenzione ai meno fortunati e il richiamo continuo oltre che ai valori, alla concretezza dei problemi sociali. Tutti aspetti che lo mettono direttamente in sintonia con i giovani, sia nel merito dei temi toccati che nel modo di trattarli e comunicarli".
Analogo discorso vale per la fiducia che i giovani intervistati hanno verso il futuro e le istituzioni. Dall'indagine emerge, infatti, che i giovani vivono con molta preoccupazione l'attuale periodo di crisi. Non solo per le difficoltà a realizzare i propri progetti di vita, ma anche per la mancanza di punti di riferimento. Forte è soprattutto la sfiducia verso il quadro politico e le istituzioni, non considerate in sintonia con i cittadini e non all'altezza del proprio compito. Una caduta di credibilità rispetto alla quale si salvano parzialmente solo l'Europa e la Presidenza della Repubblica, che però raccolgono comunque meno della metà dei consensi tra i giovani. Ambivalente è anche il voto dato alla Chiesa: 5 giovani credenti su 10 la promuovono (si scende a 3 su 10 considerando anche i non credenti).
A parte la famiglia, in questo contesto storico risulta difficile trovare figure verso le quali le nuove generazioni diano larga fiducia e riversino ampie aspettative positive.
Proprio per questo appaiano particolarmente significativi i dati della nuova rilevazione di approfondimento sull'atteggiamento dei giovani verso papa Francesco effettuata dal Rapporto giovani. "I dati messi in rapporto con l'attuale considerazione che i giovani hanno delle istituzioni, compresa la Chiesa, indicano un grande investimento di fiducia - spiega il professore Pierpaolo Triani, docente di Pedagogia dell'Università Cattolica e fra i curatori della ricerca - I giovani intervistati vedono in Papa Francesco una persona capace di grande forza comunicativa, in grado di mostrare vicinanza e di mettere in dialogo la Chiesa con i cambiamenti che stanno attraversando la società. Avvertono una vicinanza emotiva e una tensione morale verso la quale manifestano grandi attese soprattutto in ordine all'attenzione verso problemi sociali e verso l'esemplarità dei comportamenti dei cristiani".