Esteri

Snowden, Usa inviano richiesta rimpatrio.
La Camera salva il programma sorveglianza

Lettera ufficiale e colloqui giornalieri fra i due paesi. Lo scrive oggi il quotidiano russo Kommersant. Intanto a Washington la Camera ha bloccato un emendamento per mettere fine al sistema di sorveglianza
 

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Gli Stati Uniti hanno inviato alla Russia una richiesta formale per rimpatriare Edward Snowden, l'ex agente della Cia bloccato all'aeroporto di Mosca. Lo ha reso noto il quotidiano russo Kommersant.

La Russia non ha ancora diffuso una decisione ufficiale sul futuro del tecnico informatico che ha dato il via allo scandalo del Datagate, ma ieri era trapelata la notizia che Mosca ha preparato un documento per permettergli di lasciare l'area transiti dello scalo moscovita e varcare il confine. Per ora comunque il documento non gli è stato ancora consegnato. "Alla Russia è stato inviato un documento che chiede con urgenza di rimandare il fuggitivo a casa", ha scritto ancora oggi Kommersant, citando fonti vicine al Dipartimento di Stato.

Tra Mosca e Washington non ci sono accordi di estradizione, ma la lettera inviata "ha carattere ufficiale". Sempre secondo Kommersant, tra i due paesi ci sono colloqui "giornalieri" sul Datagate. Intervistato dallo stesso Kommersant, il politologo statunitense Jonathan Sanders ha avvertito che "a Washington sono rimaste leve pesanti con cui fare pressione sulla russia e, con molte probabilità, queste verranno utilizzate". Intanto, l'ambasciatore Usa a Mosca, Michael Mcfaul, ha precisato che "gli stati uniti non stanno chiedendo la 'estradizione' del signor Snowden, ma semplicemente il suo ritorno".
 
Secondo Mikhail Fedotov, presidente del Consiglio dei diritti umani presso il Cremlino, "un'estradizione è impossibile". Le convenzioni internazionali, ha aggiunto Fedotov, impediscono di consegnare una persona che ha richiesto asilo, con il pericolo che poi venga condannato a morte, precisando che tra gli Stati Uniti e la Russia non esiste un accordo di estradizione bilaterale.

Un braccio di ferro fra i due paesi che va avanti, mentre la Camera Usa ha approvato a stretta maggioranza il proseguimento del programma di raccolta informazioni della National Security Agency (Nsa) dalle registrazioni telefoniche di migliaia di americani. I deputati (217 preferenze a 205) hanno infatti votato contro un emendamento volto a mettere fine alla pratica. La votazione di ieri è stata la prima occasione in cui i parlamentari statunitensi si sono espressi sul programma di sorveglianza dallo scoppio del caso Edward Snowden, l'ex contractor dell'Nsa che ha rivelato alla stampa le attività segrete dell'agenzia.