SANTIAGO DI COMPOSTELA - E' un 25enne originario della Sicilia la vittima italiana del deragliamento del treno a Santiago in cui sono morte 78 persone. Di queste 72 sono state identificate e 6 sono ancora in corso di identificazione. Si chiama Dario Lombardo, di Forza d'Agrò, in provincia di Messina (FOTO). Lo rendono noto fonti della Farnesina, precisando che la famiglia è stata informata. I genitori sono titolari di un ristorante di una cittadina della bassa Baviera, vicino Monaco, e sono partiti dalla Germania.
MAPPA - VIDEO - LA DINAMICA - L'ESPERTO
Del ragazzo, che frequentava l'università di Catania, si sono perse le tracce alle 20.42 di mercoledì scorso, l'ora in cui è deragliato il treno: poco prima era al telefono con un'amica. Si trovava in vacanza in Galizia con un gruppo di amici. Il giovane era diretto a Santiago di Compostela per partecipare ai festeggiamenti in onore di San Giacomo, e doveva raggiungere un gruppo di amici spagnoli conosciuti durante un loro soggiorno a Forza d'Agrò proprio durante uno scambio culturale finanziato dall'Unione europea. Era su quel treno perché a Madrid aveva perso la coincidenza aerea.
Formalizzato arresto del macchinista. La polizia spagnola ha formalizzato l'arresto di Francisco Jose Garzon Amo, il macchinista. L'uomo, che ha ammesso di aver percorso la curva nella quale è deragliato il treno a una velocità di 190 chilometri orari, anziché a 80 all'ora come invece previsto, si trovava fino a oggi in stato di fermo in ospedale. Sarà interrogato dal magistrato. "Il macchinista - ha detto Jaime Iglesias, capo della polizia della Galizia - è formalmente agli arresti dalle 20 di giovedì, con l'accusa dei reati che gli si contestano in relazione all'incidente occorso".
Rischia fino a 312 anni carcere. Il macchinista rischia - secondo le prime valutazioni legali - da 12 fino a 312 anni di carcere per l'incidente in cui sono morte 78 persone e altre 178 sono rimaste ferite. I familiari delle vittime e i feriti potranno inoltre chiedere un risarcimento fino a 150 milioni ciascuno. L'art.142 del codice penale spagnolo prevede per il reato di negligenza (con conseguenze mortali) una pena variabile da uno a quattro anni di carcere per ciascuna delle vittime. La somma è quindi 312 anni, anche se alcune norme potrebbero consentire ad Amo di non superare la detenzione effettiva di 12 anni.
Il profilo. Francisco Jose Garzon è un veterano delle ferrovie spagnole, da dieci anni alla guida dei treni. Figlio di un ferroviere, Garzon è nato 52 anni fa a Monforte de Lemos in Galizia e lavora da circa 30 anni per la società ferroviaria Renfe e guida treni dal 2000. Dopo aver coperto per un lungo periodo la tratta tra Madrid e Barcellona, da un anno che gli era stato affidato il tratto tra Madrid e Santiago di Compostela, in modo da potersi avvicinare alla madre anziana. Separato, senza figli, Garzon finora aveva uno stato di servizio impeccabile: "una persona eccellente, una brava persona", ha dichiarato Angel Rodriguez, sindacalista della sua città natale. Ma il tratto che emerge dalla pagina di Facebook è ben differente: vi sono infatti pubblicate foto del tachimetro della sua locomotiva per vantarsi dell'eccessiva velocità. "Che divertimento sarebbe passare davanti alla polizia e far scattare l'autovelox, una bella multa per la Renfe".
Le scatole nere. Intanto gli investigatori spagnoli sono entrati in possesso delle scatole nere del treno che mercoledì sera è deragliato a Santiago di Compostela. L'incidente è costato la vita a 80 persone. Lo riferisce la portavoce del tribunale, Maria Pardo Rios, la quale però non ha dato informazioni su quanto tempo potrebbe volerci per determinare perché il treno stava correndo ben oltre il limite di velocità consentito quando si è schiantato. Il macchinista è ancora ricoverato e sarà interrogato della polizia, probabilmente però non oggi. A questa mattina, tutte le vittime tranne sette sono state identificate.
La Spagna è in lutto. Oggi è il primo dei tre giorni proclamati dopo il disastro ferroviario di Santiago di Compostela di mercoledì sera. Ancora non è stata fissata la data dei funerali delle 80 vittime, in quanto 13 non sono ancora state identificate. Secondo quanto dichiarato da fonti degli investigatori galiziani, le identificazioni potrebbero richiedere anche oltre 24 ore. Per questo non hanno reso ancora nota la lista ufficiale delle vittime. "Nessuna parola è sufficiente per esprimere il nostro dolore", ha detto il presidente del governo della Galizia, Alberto Nunez Feijo. Il primo ministro Rajoy e il re di Spagna Juan Carlos hanno annullato i loro impegni e hanno inviato le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime. Rajoy si è recato una seconda volta sul luogo del disastro.
Tecnici: allarme velocità era scattato. Il sistema di allarme per segnalare l'eccessiva velocità nella curva in cui è avvenuto l'incidente ferroviario di Santiago di Compostela avrebbe funzionato, secondo quanto emerge dai primi rilievi compiuti dai tecnici. Il sistema - visivo e acustico - ha segnalato al conducente che la velocità era superiore a quella prevista. A quel punto - dicono i tecnici, citati dai media spagnoli - era suo compito azionare il sistema frenante.
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Del ragazzo, che frequentava l'università di Catania, si sono perse le tracce alle 20.42 di mercoledì scorso, l'ora in cui è deragliato il treno: poco prima era al telefono con un'amica. Si trovava in vacanza in Galizia con un gruppo di amici. Il giovane era diretto a Santiago di Compostela per partecipare ai festeggiamenti in onore di San Giacomo, e doveva raggiungere un gruppo di amici spagnoli conosciuti durante un loro soggiorno a Forza d'Agrò proprio durante uno scambio culturale finanziato dall'Unione europea. Era su quel treno perché a Madrid aveva perso la coincidenza aerea.
Formalizzato arresto del macchinista. La polizia spagnola ha formalizzato l'arresto di Francisco Jose Garzon Amo, il macchinista. L'uomo, che ha ammesso di aver percorso la curva nella quale è deragliato il treno a una velocità di 190 chilometri orari, anziché a 80 all'ora come invece previsto, si trovava fino a oggi in stato di fermo in ospedale. Sarà interrogato dal magistrato. "Il macchinista - ha detto Jaime Iglesias, capo della polizia della Galizia - è formalmente agli arresti dalle 20 di giovedì, con l'accusa dei reati che gli si contestano in relazione all'incidente occorso".
Rischia fino a 312 anni carcere. Il macchinista rischia - secondo le prime valutazioni legali - da 12 fino a 312 anni di carcere per l'incidente in cui sono morte 78 persone e altre 178 sono rimaste ferite. I familiari delle vittime e i feriti potranno inoltre chiedere un risarcimento fino a 150 milioni ciascuno. L'art.142 del codice penale spagnolo prevede per il reato di negligenza (con conseguenze mortali) una pena variabile da uno a quattro anni di carcere per ciascuna delle vittime. La somma è quindi 312 anni, anche se alcune norme potrebbero consentire ad Amo di non superare la detenzione effettiva di 12 anni.
Il profilo. Francisco Jose Garzon è un veterano delle ferrovie spagnole, da dieci anni alla guida dei treni. Figlio di un ferroviere, Garzon è nato 52 anni fa a Monforte de Lemos in Galizia e lavora da circa 30 anni per la società ferroviaria Renfe e guida treni dal 2000. Dopo aver coperto per un lungo periodo la tratta tra Madrid e Barcellona, da un anno che gli era stato affidato il tratto tra Madrid e Santiago di Compostela, in modo da potersi avvicinare alla madre anziana. Separato, senza figli, Garzon finora aveva uno stato di servizio impeccabile: "una persona eccellente, una brava persona", ha dichiarato Angel Rodriguez, sindacalista della sua città natale. Ma il tratto che emerge dalla pagina di Facebook è ben differente: vi sono infatti pubblicate foto del tachimetro della sua locomotiva per vantarsi dell'eccessiva velocità. "Che divertimento sarebbe passare davanti alla polizia e far scattare l'autovelox, una bella multa per la Renfe".
Le scatole nere. Intanto gli investigatori spagnoli sono entrati in possesso delle scatole nere del treno che mercoledì sera è deragliato a Santiago di Compostela. L'incidente è costato la vita a 80 persone. Lo riferisce la portavoce del tribunale, Maria Pardo Rios, la quale però non ha dato informazioni su quanto tempo potrebbe volerci per determinare perché il treno stava correndo ben oltre il limite di velocità consentito quando si è schiantato. Il macchinista è ancora ricoverato e sarà interrogato della polizia, probabilmente però non oggi. A questa mattina, tutte le vittime tranne sette sono state identificate.
La Spagna è in lutto. Oggi è il primo dei tre giorni proclamati dopo il disastro ferroviario di Santiago di Compostela di mercoledì sera. Ancora non è stata fissata la data dei funerali delle 80 vittime, in quanto 13 non sono ancora state identificate. Secondo quanto dichiarato da fonti degli investigatori galiziani, le identificazioni potrebbero richiedere anche oltre 24 ore. Per questo non hanno reso ancora nota la lista ufficiale delle vittime. "Nessuna parola è sufficiente per esprimere il nostro dolore", ha detto il presidente del governo della Galizia, Alberto Nunez Feijo. Il primo ministro Rajoy e il re di Spagna Juan Carlos hanno annullato i loro impegni e hanno inviato le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime. Rajoy si è recato una seconda volta sul luogo del disastro.
Tecnici: allarme velocità era scattato. Il sistema di allarme per segnalare l'eccessiva velocità nella curva in cui è avvenuto l'incidente ferroviario di Santiago di Compostela avrebbe funzionato, secondo quanto emerge dai primi rilievi compiuti dai tecnici. Il sistema - visivo e acustico - ha segnalato al conducente che la velocità era superiore a quella prevista. A quel punto - dicono i tecnici, citati dai media spagnoli - era suo compito azionare il sistema frenante.