MADRID - Si delineano anche formalmente le responsabilità del macchinista del treno deragliato a Santiago di Compostela. Francisco José Garzon Amo, è stato accusato di 'omicidio per imprudenza', per l'incidente in cui hanno perso la vita, mercoledì, 78 persone, mentre oltre 140 sono rimaste ferite. Tra le vittime anche il 25enne siciliano Diego Lombardo. A farlo sapere è stato il ministro della Giustizia spagnolo, Fernandez Diaz.
"Ci sono elementi razionali che ci portano a pensare che il conducente possa avere eventuali responsabilità", ha detto il ministro, aggiungendo che il 52enne è stato dimesso dall'ospedale in cui era ricoverato ed è stato trasferito in una stazione di polizia.
Il conducente del treno era stato arrestato giovedì sera, e con il passare dei giorni sono aumentati gli elementi a suo carico. Il treno al momento dello schianto viaggiava a velocità molto superiore ai limiti (circa 190 chilometri orari, rispetto agli 80 consentiti) e le ferrovie spagnole hanno detto che frenare era sua responsabilità. Non è ancora chiaro al momento se i freni siano stati azionati, o se non abbiano funzionato. L'uomo non ha rilasciato dichiarazioni in proposito. Mentre le uniche foto che lo ritraevano dopo lo schianto, lo mostravano sorretto dai soccorritori, con il volto coperto di sangue.
Secondo un'altra ipotesi al vaglio degli investigatori l'uomo potrebbe essersi distratto perché parlava al telefono cellulare. Fonti del commissariato di polizia hanno confermato, infatti, che tra i numerosi accertamenti vi è anche quello sui tabulati del suo cellulare.
Erano attesa in queste ore la sua versione, ma le autorità hanno fatto sapere che la sua deposizione è stata, invece, posticipata per le sue condizioni di salute. Tuttavia, dovrebbe comparire entro domani davanti ai giudici, prima che scadano le 72 ore dall'arresto entro cui secondo la legge spagnola dovrà deporre davanti al giudice che indaga sul caso.
Anche se l'udienza sarà a porte chiuse, fornirà probabilmente indizi sullo stato delle indagini. Il giudice dovrà decidere se tenere in carcere il macchinista come sospetto, se rilasciarlo su cauzione o se rilasciarlo senza accuse.
"Ci sono elementi razionali che ci portano a pensare che il conducente possa avere eventuali responsabilità", ha detto il ministro, aggiungendo che il 52enne è stato dimesso dall'ospedale in cui era ricoverato ed è stato trasferito in una stazione di polizia.
Il conducente del treno era stato arrestato giovedì sera, e con il passare dei giorni sono aumentati gli elementi a suo carico. Il treno al momento dello schianto viaggiava a velocità molto superiore ai limiti (circa 190 chilometri orari, rispetto agli 80 consentiti) e le ferrovie spagnole hanno detto che frenare era sua responsabilità. Non è ancora chiaro al momento se i freni siano stati azionati, o se non abbiano funzionato. L'uomo non ha rilasciato dichiarazioni in proposito. Mentre le uniche foto che lo ritraevano dopo lo schianto, lo mostravano sorretto dai soccorritori, con il volto coperto di sangue.
Secondo un'altra ipotesi al vaglio degli investigatori l'uomo potrebbe essersi distratto perché parlava al telefono cellulare. Fonti del commissariato di polizia hanno confermato, infatti, che tra i numerosi accertamenti vi è anche quello sui tabulati del suo cellulare.
Erano attesa in queste ore la sua versione, ma le autorità hanno fatto sapere che la sua deposizione è stata, invece, posticipata per le sue condizioni di salute. Tuttavia, dovrebbe comparire entro domani davanti ai giudici, prima che scadano le 72 ore dall'arresto entro cui secondo la legge spagnola dovrà deporre davanti al giudice che indaga sul caso.
Anche se l'udienza sarà a porte chiuse, fornirà probabilmente indizi sullo stato delle indagini. Il giudice dovrà decidere se tenere in carcere il macchinista come sospetto, se rilasciarlo su cauzione o se rilasciarlo senza accuse.