Esteri

Terrorismo, prolungato allarme Usa.
Ambasciate chiuse per tutta la settimana

Prolungata fino al prossimo weekend l'inaccessibilità delle sedi diplomatiche americane in Nord Africa e Medio Oriente. Dipartimento di Stato: "Solo prudenza, nessuna nuova minaccia". Nello Yemen chiusura estesa all'ambasciata britannica. Cnn rivela: alla base della decisione una conversazione intercettata tra esponenti di Al Qaeda

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WASHINGTON - Lungi dal proclamare il cessato allarme, il Dipartimento di Stato americano fa sapere che le sedi diplomatiche degli Stati Uniti in 19 città dei paesi musulmani resteranno chiuse fino al prossimo fine settimana. Il portavoce Jen Psaki ha dichiarato che la decisione è segno di "un'abbondanza di prudenza" e "non è indicativa di una nuova minaccia".

Le sedi diplomatiche resteranno chiuse, in particolare, in Egitto, Giordania, Libia, Arabia Saudita e Kuwait, fino a sabato 10 agosto. Con il suo annuncio, il Dipartimento di Stato ha aggiunto alla lunga lista altri quattri paesi africani, Madagascar, Burundi, Rwanda e Mauritius. Completano l'elenco Emirati Arabi, Qatar, Bahrain, Oman, Yemen, Gibuti, Sudan. Nello stesso tempo, si segnala la riapertura di altre ambasciate, ad esempio quella di Kabul in Afghanistan e Baghdad in Iraq. Sedi riaperte anche a Dhaka (Bangladesh), Algeri (Algeria), Nouakchott (Mauritania).
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Dopo la decisione americana, anche la Gran Bretagna ha annunciato che la sua ambasciata resterà chiusa per ulteriori due giorni, fino a mercoledì 7 agosto, nello Yemen, dove sempre per ragioni di sicurezza, anche Germania e Francia hanno temporaneamente bloccato le loro sedi diplomatiche. L'ambasciata britannica nello Yemen riaprirà giovedì 8 agosto.

La Cnn ha rivelato che alla base dell'allarme delle sedi diplomatiche Usa in Medio Oriente e Nord Africa vi è la recente intercettazione di una conversazione tra alti esponenti di Al Qaeda. La rete fa inoltre sapere di non poter rivelare i contenuti della conversazione perché ha aderito a una precisa richiesta dell'amministrazione Usa di non pubblicare o trasmettere ulteriori dettagli per la "sensibilità" delle informazioni.

Diversi esponenti dell'amministrazione americana a loro volta hanno affermato di aver osservato per settimane i segnali di un crescendo della minaccia terroristica dallo Yemen. Minacce che, combinate con l'avvicinarsi della fine del mese del Ramadan, con l'aggiunta di diverse e importanti evasioni dalle carceri della regione, in cui l'Interpol ha visto la "mano" di Al Qaeda, hanno contribuito alla decisione americana di rendere inaccessibili le installazioni diplomatiche Usa.