IL CAIRO - Il primo ministro egiziano ad interim Hazem el-Beblawi ha ribadito la volontà del governo di sgomberare i sit-in a sostegno del deposto presidente Mohammed Morsi, parlando di "decisione definitiva". Affermando in una conferenza stampa trasmessa dalla tv di Stato che "la pazienza del governo sta per finire", el-Beblawi ha detto che i manifestanti hanno "superato tutti i limiti pacifici". Tra le violazioni indicate dal premier egiziano, l'incitamento alla violenza, l'uso di armi, il blocco di strade e il sequestro di civili. Qualsiasi uso di armi contro agenti di polizia o cittadini "riceverà una risposta forte e decisa", ha aggiunto. "Chiediamo loro ancora, una volta ancora, di tornare rapidamente alle loro case e al loro lavoro", ha detto. Coloro che "non si sono macchiati le mani di sangue" non saranno perseguiti legalmente, ha poi garantito il primo ministro.
Oggi il governo egiziano ha fatto sapere che la mediazione diplomatica per trovare una soluzione pacifica alla crisi politica è fallita, precisando che gli inviati internazionali non hanno convinto i Fratelli musulmani a rinunciare alla violenza. Un clima dunque sempre più teso: il portavoce dei Fratelli musulmani, in una dichiarazione, bolla il governo ad interim come "illegittimo" e conferma che i manifestanti rimarranno in piazza. "Saremo ancora più determinati", ha detto Ahmed Aref. "Il comunicato con cui la presidenza egiziana ha dichiarato il fallimento degli sforzi diplomatici equivale a un preludio a nuovi massacri dei manifestanti pacifici che chiedono il reintegro del deposto Mohammed Morsi", ha dichiarato uno dei leader dei Fratelli Musulmani Gamal Hishmat.
Non si fermerà comunque lo sforzo della Ue per spegnere il conflitto in Egitto. Il ritorno al dialogo "è così importante" in questo momento che la Ue "continua gli sforzi " e "continuerà a fare tutto quando può per provare ad ottenere ed incoraggiare che il dialogo inclusivo prosegua", ha detto Michale Mann, portavoce della responsabile per la politica estera europea Catherine Ashton.
Intanto scontri tra manifestanti pro e anti-Morsi sono scoppiati la scorsa notte ad Alessandria, nel nord dell'Egitto. Il bilancio è di un morto e 46 feriti riferisce l'agenzia ufficiale Mena. L'esercito è intervenuto nei pressi della moschea di al-Qaed Ibrahim, dopo un confronto degenerato in sparatoria tra i manifestanti dei Fratelli musulmani e i rivali anti-Morsi. E' di oggi la notizia che sessanta militanti sarebbero stati uccisi e altri 103 arrestati nella penisola del Sinai, in Egitto, nel corso delle operazioni eseguite dall'esercito nell'area nel corso dell'ultimo mese.
Oggi il governo egiziano ha fatto sapere che la mediazione diplomatica per trovare una soluzione pacifica alla crisi politica è fallita, precisando che gli inviati internazionali non hanno convinto i Fratelli musulmani a rinunciare alla violenza. Un clima dunque sempre più teso: il portavoce dei Fratelli musulmani, in una dichiarazione, bolla il governo ad interim come "illegittimo" e conferma che i manifestanti rimarranno in piazza. "Saremo ancora più determinati", ha detto Ahmed Aref. "Il comunicato con cui la presidenza egiziana ha dichiarato il fallimento degli sforzi diplomatici equivale a un preludio a nuovi massacri dei manifestanti pacifici che chiedono il reintegro del deposto Mohammed Morsi", ha dichiarato uno dei leader dei Fratelli Musulmani Gamal Hishmat.
Non si fermerà comunque lo sforzo della Ue per spegnere il conflitto in Egitto. Il ritorno al dialogo "è così importante" in questo momento che la Ue "continua gli sforzi " e "continuerà a fare tutto quando può per provare ad ottenere ed incoraggiare che il dialogo inclusivo prosegua", ha detto Michale Mann, portavoce della responsabile per la politica estera europea Catherine Ashton.
Intanto scontri tra manifestanti pro e anti-Morsi sono scoppiati la scorsa notte ad Alessandria, nel nord dell'Egitto. Il bilancio è di un morto e 46 feriti riferisce l'agenzia ufficiale Mena. L'esercito è intervenuto nei pressi della moschea di al-Qaed Ibrahim, dopo un confronto degenerato in sparatoria tra i manifestanti dei Fratelli musulmani e i rivali anti-Morsi. E' di oggi la notizia che sessanta militanti sarebbero stati uccisi e altri 103 arrestati nella penisola del Sinai, in Egitto, nel corso delle operazioni eseguite dall'esercito nell'area nel corso dell'ultimo mese.