ROMA - Sventato un piano di al-Qaeda per far saltare alcuni oleodotti nello Yemen. Lo riferisce la Bbc online che cita un portavoce del governo yemenita, Rajeh Badi. Il complotto, riferisce, puntava a far saltare alcuni oleodotti e il controllo di due porti nel sud dove si concentrano le esportazioni e dove sono impiegati diversi lavoratori stranieri. "Ci sono stati tentativi di controllare città-chiave come Mukala e Bawzeer", ha spiegato Badi. Mukalla è il capoluogo della provincia sudorientale di Hadramut. Nel piano, ha aggiunto il portavoce, erano previsti anche ''attacchi da parte di membri di al-Qaeda contro impianti del gas nella città di Shabwa (nel Sudest) e per far saltare il gasdotto a Belhaf'', città sul Golfo di Aden.
Secondo il piano, i terroristi di al-Qaeda, con indosso divise militari, avrebbero atteso all'esterno dei porti e, al segnale convenuto, sarebbero entrati per prendere il controllo di porti e impianti. Secondo fonti yemenite, l'attacco sarebbe stato una rappresaglia per l'uccisione di uno dei capi dell'organizzazione terroristica, Said al-Shihri, gravemente ferito dall'attacco di un drone a novembre e morto successivamente per le ferite riportate. Intanto a Sanaa rimangono in piedi misure di sicurezza definite, da chi è sul posto, senza precedenti: in città sono schierati centinaia di veicoli blindati, sono stati isolate dalle forze di sicurezza le ambasciate e gli uffici del governo ed è stato consigliato ai rappresentanti delle autorità e agli stranieri di limitare al massimo i movimenti.
Allarme dopo conference call di al-Qaeda. È stata una conference call di oltre 20 membri di al-Qaeda sparsi in tutto il mondo a innescare l'allarme terrorismo americano, con la chiusura di 19 ambasciate e consolati statunitensi in Medio oriente e Nord Africa e l'invito ai cittadini Usa a lasciare lo Yemen. È quanto hanno riferito al Daily Beast fonti Usa vicine all'intelligence, precisando che il dialogo intercettato la scorsa settimana tra il leader di al-Qaeda, Ayman al Zawahiri, e il responsabile dell'organizzazione terroristica nello Yemen, Nasser al-Wuhayshi, già reso noto ieri, è avvenuto proprio durante questa conference call. Le stesse fonti hanno fatto sapere che già il mese scorso la cia aveva intercettato un comunicazione tra Zawahiri e Wuhayshi, ma è stata la conference call a mettere in allerta il governo Usa.
Roma, convocato d'urgenza Copasir. Convocato d'urgenza, riferiscono fonti parlamentari, il Copasir per cercare di capire la portata dell'allarme terrorismo lanciato dall'America. I parlamentari, viene spiegato, hanno chiesto di avere informazioni sulla situazione. In seguito alle ultime segnalazioni riguardanti le minacce terroristiche nei confronti di obiettivi statunitensi la Questura di Roma ha predisposto anche l'intensificazione dei controlli. Alla riunione che si terrà domani alle ore 14 dovrebbe partecipare il capo del Dis, Giampiero Massolo. Monitorati, inoltre, dagli agenti di polizia, coadiuvati anche dalle unità cinofile e squadre antisabotaggio, i numerosi cunicoli e tombini nei pressi di obiettivi sensibili, sopratutto nelle vicinanze delle sedi diplomatiche, ed in particolare dell'Ambasciata degli Stati Uniti d'America.
Inchiesta su allarme bomba a Milano. Intanto la Procura di Milano nelle prossime ore avvierà un'inchiesta con al centro il biglietto firmato con una "A" cerchiata che ieri ha fatto scattare l'allarme bomba al consolato degli Stati Uniti in largo Donegani. Il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli in tarda mattinata era in attesa della trasmissione della lettera da parte della Digos, per poi aprire un fascicolo. Il bigliettino che, visto l'allarme lanciato dall'intelligence Usa sul rischio di attentati di al- Qaeda ha fatto scattare le procedure di sicurezza e quindi l'evacuazione di tutto l'edificio, è arrivato attorno alle 14.30. Il testo è stato scritto a mano: frasi farneticanti sulla lotta al potere e, in fondo, come firma, una "A" all'interno di un cerchio, simbolo, secondo gli investigatori, "verosimilmente" legato alla sfera anarchica.
Alta tensione. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno ritirato il personale diplomatico nello Yemen in seguito alla minaccia terrorismo. Gli stessi Stati Uniti starebbero preparando operazioni speciali per possibili attacchi contro al-Qaeda nello Yemen. E oggi sette membri presunti di al-Qaeda sono stati uccisi in un attacco condotto da un drone, probabilmente americano. Si tratta del quinto attacco del genere dal 28 luglio, per un totale di 24 morti.
Secondo il piano, i terroristi di al-Qaeda, con indosso divise militari, avrebbero atteso all'esterno dei porti e, al segnale convenuto, sarebbero entrati per prendere il controllo di porti e impianti. Secondo fonti yemenite, l'attacco sarebbe stato una rappresaglia per l'uccisione di uno dei capi dell'organizzazione terroristica, Said al-Shihri, gravemente ferito dall'attacco di un drone a novembre e morto successivamente per le ferite riportate. Intanto a Sanaa rimangono in piedi misure di sicurezza definite, da chi è sul posto, senza precedenti: in città sono schierati centinaia di veicoli blindati, sono stati isolate dalle forze di sicurezza le ambasciate e gli uffici del governo ed è stato consigliato ai rappresentanti delle autorità e agli stranieri di limitare al massimo i movimenti.
Allarme dopo conference call di al-Qaeda. È stata una conference call di oltre 20 membri di al-Qaeda sparsi in tutto il mondo a innescare l'allarme terrorismo americano, con la chiusura di 19 ambasciate e consolati statunitensi in Medio oriente e Nord Africa e l'invito ai cittadini Usa a lasciare lo Yemen. È quanto hanno riferito al Daily Beast fonti Usa vicine all'intelligence, precisando che il dialogo intercettato la scorsa settimana tra il leader di al-Qaeda, Ayman al Zawahiri, e il responsabile dell'organizzazione terroristica nello Yemen, Nasser al-Wuhayshi, già reso noto ieri, è avvenuto proprio durante questa conference call. Le stesse fonti hanno fatto sapere che già il mese scorso la cia aveva intercettato un comunicazione tra Zawahiri e Wuhayshi, ma è stata la conference call a mettere in allerta il governo Usa.
Roma, convocato d'urgenza Copasir. Convocato d'urgenza, riferiscono fonti parlamentari, il Copasir per cercare di capire la portata dell'allarme terrorismo lanciato dall'America. I parlamentari, viene spiegato, hanno chiesto di avere informazioni sulla situazione. In seguito alle ultime segnalazioni riguardanti le minacce terroristiche nei confronti di obiettivi statunitensi la Questura di Roma ha predisposto anche l'intensificazione dei controlli. Alla riunione che si terrà domani alle ore 14 dovrebbe partecipare il capo del Dis, Giampiero Massolo. Monitorati, inoltre, dagli agenti di polizia, coadiuvati anche dalle unità cinofile e squadre antisabotaggio, i numerosi cunicoli e tombini nei pressi di obiettivi sensibili, sopratutto nelle vicinanze delle sedi diplomatiche, ed in particolare dell'Ambasciata degli Stati Uniti d'America.
Inchiesta su allarme bomba a Milano. Intanto la Procura di Milano nelle prossime ore avvierà un'inchiesta con al centro il biglietto firmato con una "A" cerchiata che ieri ha fatto scattare l'allarme bomba al consolato degli Stati Uniti in largo Donegani. Il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli in tarda mattinata era in attesa della trasmissione della lettera da parte della Digos, per poi aprire un fascicolo. Il bigliettino che, visto l'allarme lanciato dall'intelligence Usa sul rischio di attentati di al- Qaeda ha fatto scattare le procedure di sicurezza e quindi l'evacuazione di tutto l'edificio, è arrivato attorno alle 14.30. Il testo è stato scritto a mano: frasi farneticanti sulla lotta al potere e, in fondo, come firma, una "A" all'interno di un cerchio, simbolo, secondo gli investigatori, "verosimilmente" legato alla sfera anarchica.
Alta tensione. Stati Uniti e Gran Bretagna hanno ritirato il personale diplomatico nello Yemen in seguito alla minaccia terrorismo. Gli stessi Stati Uniti starebbero preparando operazioni speciali per possibili attacchi contro al-Qaeda nello Yemen. E oggi sette membri presunti di al-Qaeda sono stati uccisi in un attacco condotto da un drone, probabilmente americano. Si tratta del quinto attacco del genere dal 28 luglio, per un totale di 24 morti.