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Quirico, per i servizi in mano a criminalità:
'Da tempo ci sono contatti in corso'

Secondo quanto comunicato dal direttore del Dis, Giampiero Massolo, al Copasir, le trattative con criminali ordinari per la liberazione dell'inviato della 'Stampa' sarebbero già avviate. Più complicata la situazione di padre Paolo Dall'Oglio, in mano a una filiale locale di al Qaeda 
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ROMA - 'Cauto ottimismo' dei Servizi di sicurezza sul sequestro di Domenico Quirico, il giornalista del quotidiano La Stampa di cui si sono perse le tracce in Siria dal 9 aprile scorso. E' quanto avrebbe riferito al Copasir il direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), Giampiero Massolo.

Il numero uno dell'Intelligence italiana, riferiscono fonti di palazzo San Macuto, avrebbe confermato al Comitato presieduto oggi dal vice presidente, Giuseppe Esposito, che il giornalista è stato preso in ostaggio da gruppi di criminalità ordinaria, comunque vicini ad Al Qaeda, e questo farebbe sì che la trattativa in corso si prefiguri come meno complicata rispetto a quella per la liberazione di padre Paolo Dall'Oglio.

Ricostruendo le tappe dei sequestri dei due nostri connazionali, Massolo avrebbe sottolineato che la vicenda di Quirico è meno complicata rispetto a quella di Padre Paolo Dall'Oglio. L'inviato de La Stampa, infatti, sarebbe in mano a un gruppo…
ROMA - 'Cauto ottimismo' dei Servizi di sicurezza sul sequestro di Domenico Quirico, il giornalista del quotidiano La Stampa di cui si sono perse le tracce in Siria dal 9 aprile scorso. E' quanto avrebbe riferito al Copasir il direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza (Dis), Giampiero Massolo.

Il numero uno dell'Intelligence italiana, riferiscono fonti di palazzo San Macuto, avrebbe confermato al Comitato presieduto oggi dal vice presidente, Giuseppe Esposito, che il giornalista è stato preso in ostaggio da gruppi di criminalità ordinaria, comunque vicini ad Al Qaeda, e questo farebbe sì che la trattativa in corso si prefiguri come meno complicata rispetto a quella per la liberazione di padre Paolo Dall'Oglio.

Ricostruendo le tappe dei sequestri dei due nostri connazionali, Massolo avrebbe sottolineato che la vicenda di Quirico è meno complicata rispetto a quella di Padre Paolo Dall'Oglio. L'inviato de La Stampa, infatti, sarebbe in mano a un gruppo riconducibile alla criminalità ordinaria, con il quale la trattativa per la liberazione è già avviata e non ci sarebbe alcun interesse da parte dei sequestratori ad un peggioramento della situazione attuale.

Diversa la vicenda del gesuita. I nostri servizi hanno ormai la certezza che Dell'Oglio è in mano ad una filiale locale di al Qaeda, chiamata 'Emirato di Tal al Abiad' e il suo sequestro sarebbe legato all'attività che stava svolgendo in Siria. Al momento si sta dunque lavorando, anche con i servizi alleati e con gli 007 siriani, per stabilire un contatto diretto con il gruppo.

Al Copasir Massolo avrebbe riferito che l'ultimo 'contatto' con Dall'Oglio risale a sabato 27 luglio, quando il gesuita inviò una mail alla famiglia dalla città di Raqqa, nel nord della Siria. Il suo sequestro sarebbe dunque avvenuto tra domenica e lunedì, durante il viaggio verso una località sconosciuta lungo il fiume Eufrate. Secondo alcuni attivisti che lo hanno accompagnato in Siria dalla Turchia, in quel luogo Dell'Oglio avrebbe dovuto incontrare Abu Bakr al-Baghdadi, capo dello Stato islamico in Iraq e nel Levante, l'organizzazione di Al Qaida a cui è collegato il Fronte al-Nusra, principale forza jihadista dell'insurrezione siriana. Secondo le stesse fonti, il gesuita doveva negoziare il rilascio di alcuni ostaggi e una tregua nei combattimenti in corso da settimane tra jihadisti e milizie curde.

Sul giornalista della Stampa già il 6 agosto il ministro degli Esteri Emma Bonino aveva lanciato un messaggio di speranza: "Vorrei dire a Quirico e a sua moglie che non ci diamo per persi". "Sono speranzosa - aveva affermato il capo della diplomazia italiana -, anche se è molto difficile perché i gruppi che combattono sono molto diversi". "Speranzosa" ha spiegato ancora Bonino, non "solo per la telefonata alla moglie ma anche grazie a altri contatti, con diversi canali, che si interrompono e riprendono".