Esteri

Papa: "Musulmani nostri fratelli"
"Con i cristiani reciproco rispetto"

Durante l'Angelus Papa Francesco ha parlato dell' "amore di Dio, vero tesoro dell'uomo", poi ha rivolto un saluto ai "musulmani del mondo intero" ricordando la conclusione del Ramadan e chiedendo un impegno affinché le nuove generazioni di cristiani e musulmani vengano educate "al rispetto reciproco"

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ROMA - Papa Francesco ha rivolto "un saluto ai musulmani del mondo intero", definendoli "nostri fratelli", e ha augurato che "cristiani e musulmani si impegnino per promuovere il reciproco rispetto, specialmente attraverso l'educazione delle nuove generazioni". Così in una piazza San Pietro gremita, in questa domenica d'agosto, il Papa al termine dell'Angelus  ha ricordato il Ramadan da poco concluso "dedicato in modo particolare al digiuno, alla preghiera e all'elemosina" e ha rinnovato l'auspicio di "un impegno reciproco per il rispetto" tra i fedeli delle diverse religioni.

Papa Francesco ha ricordato anche che "oggi nella Chiesa facciamo memoria di santa Chiara di Assisi, che sulle orme di Francesco lasciò tutto per consacrarsi a Cristo nella povertà". La sua è una testimonianza del Vangelo di oggi "molto bella" ha sottolineato il Pontefice: "Ci aiuti lei, insieme con la Vergine Maria, a viverlo anche noi, ciascuno secondo la propria vocazione".

Un Vangelo che parla all'uomo del suo vero tesoro e del "desiderio dell'incontro definitivo con Cristo". Il "vero tesoro dell'uomo" è "l'amore di Dio", che "dà senso agli impegni di ogni giorno", alle "fatiche" e alle "cadute", e "aiuta anche ad affrontare le grandi prove", ha commentato Papa Francesco. "Voglio chiedervi: dov'è il tuo tesoro? Qual è per te la realtà più importante, più preziosa, la realtà che attrae il tuo cuore come una calamita? Posso dire che è l'amore di Dio?. Qualcuno mi risponderà: Padre, ma io sono uno che lavora, che ha famiglia, per me la realtà più importante è mandare avanti la mia famiglia, il lavoro. Certo, è vero - ha proseguito -, ma qual è la forza che tiene unita la famiglia? E' proprio l'amore di Dio che dà senso ai piccoli impegni quotidiani e anche aiuta ad affrontare le grandi prove. Questo è il vero tesoro dell'uomo". E secondo il Pontefice, "l'amore di Dio non è qualcosa di vago, un sentimento generico; l'amore di Dio ha un nome e un volto: Gesù Cristo". Perché noi non possiamo amare l'aria, amiamo persone e quella persona è Gesù", ha detto.

"E' un amore - ha spiegato - che dà valore e bellezza a tutto il resto: alla famiglia, al lavoro, allo studio, all'amicizia, all'arte, ad ogni attività umana". E dà senso anche, ha aggiunto papa Bergoglio, "alle esperienze negative, perché ci permette di andare oltre, di non rimanere prigionieri del male, ma ci fa passare oltre, ci apre sempre alla speranza, all'orizzonte finale del nostro pellegrinaggio. Così anche le fatiche e le cadute trovano un senso". Poi, parlando a braccio, ha ribadito: "Andare avanti nella vita con amore, con quell'amore che il Signore ha seminato nel cuore". Questo è "il vero tesoro".