Esteri

Bosnia, trovata fossa comune a Prijedor.
Nella zona ancora 1200 dispersi dalla guerra

Secondo le autorità è una delle più grandi mai trovate in quest'area, dove tra il '92 e il '95 si compì la pulizia etnica ad opera dei serbo-bosniaci contro musulmani e croati. La maggior parte furono uccisi in due campi di concentramento

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SARAJEVO - Una fossa comune è stata scoperta in Bosnia la scorsa settimana nei pressi della città settentrionale di Prijedor. Lo riferisce Mujo Begic, dell'Istituto persone disperse della Bosnia, spiegando che è probabile che si tratti di una delle fosse comuni più grandi mai trovate in questa zona del Paese.

Finora sono stati dissotterrati i resti di una decina di persone, ma l'Istituto fa sapere che la fossa potrebbe contenere i resti di decine di bosniaci e croati uccisi dalle forze serbe durante la campagna per eliminare tutti i non serbi durante la guerra del 1992-1995. Stando alle cifre ufficiali, nell'area di Prijedor risultano ancora disperse 1.200 persone fra bosniaci e croati. La maggior parte di loro sono state uccise in due campi di concentramento della zona.

I rastrellamenti nella zona di Prijedor cominciarono dopo che, nel maggio del 1992, le autorità serbo-bosniache della città - nel nord-ovest della Bosnia Erzegovina - emisero un decreto in cui ordinavano a tutti i non serbi di segnalare le proprie case con una bandiera bianca e di uscire di casa con fasce bianche al braccio. Nei mesi successivi migliaia di persone furono detenute, torturate, uccise, stuprate. I nomi dei villaggi nella zona di Prjedor - Omarska, Trnpolje - divennero sinonimo di campi di concentramento. Il Tribunale internazionale dell'Aja per la ex Jugoslavia definì la campagna di Prijedor come "genocidio".