ROMA - Oggi la Russia ha consegnato agli Usa il proprio piano per mettere in atto l'iniziativa di introdurre il controllo internazionale sulle armi chimiche siriane. Alle Nazioni Unite è in corso un delicato vertice tra gli ambasciatori dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia).
Obiettivo, trovare un'intesa sul tipo di documento con cui adottare il piano russo della risoluzione: con una risoluzione che faccia riferimento al capitolo VII della Carta Onu, che autorizza l'uso della forza in caso di mancato rispetto degli impegni (su cui spingono Usa, Francia e Gran Bretagna), o con una generica dichiarazione, come vorrebbe Mosca. Prima della riunione, nel corso della giornata sono risuonate le critiche di Catherine Ashton, responsabile della diplomazia Ue, al Consiglio di sicurezza per la "deplorevole" mancanza di iniziativa fin qui dimostrata.
A Ginevra, invece, si terrà il faccia a faccia tra il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, probabilmente alla presenza dall'inviato di Onu e Lega Araba per la Siria, Lakhadr Brahimi. Durante il confronto si esaminerà nei dettagli il piano russo per il controllo e la distruzione delle armi chimiche di Assad. Vertice che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon si augura produca un'intesa e ricompatti le posizioni anche al Consiglio di sicurezza.
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In Siria sono in aumento i crimini di guerra da parte delle forze governative come dei ribelli, in un conflitto in cui ormai prevale un senso di impunità: è la denuncia contenuta nel rapporto della commissione d'inchiesta dell'Onu guidata dal brasiliano Paulo Pinheiro. "Gli autori di queste violazioni e di questi crimini, da entrambe le parti, agiscono in aperta sfida al diritto internazionale e non temono di dover rendere conto, è imperativo che vengano denunciati a un organismo giudicante", si legge nel rapporto che copre il periodo dal 15 maggio al 15 luglio. In particolare accusa le forze governative di aver massacrato civili, mentre i ribelli, tra cui gruppi jihadisti stranieri, hanno commesso a loro volta crimini di guerra come le esecuzioni sommarie, i sequestri e i bombardamenti di quartieri residenziali.
La Francia detta i tempi. Le grandi potenze sono al lavoro per definire tempi e limiti di attuazione della proposta russa, finora l'unica che appare in grado di rinviare la minaccia americana di intervento armato - ovvero la consegna alla comunità internazionale da parte di Assad dell'arsenale chimico. In vista di una discussione all'Onu, la Francia ha portato al Consiglio di sicurezza una bozza che stabilisce in 15 giorni (dall'approvazione della risoluzione Onu) il tempo massimo per la Siria per fornire un elenco completo del suo arsenale chimico e biologico, dando localizzazione precisa, tipo e numero delle armi.
Passa la mozione di maggioranza. Oggi l'aula della Camera ha approvato la mozione sulla Siria della maggioranza Pd, Pdl, Scelta civica-Udc, Centro democratico e la risoluzione del Psi a cui il governo, attraverso il premier Enrico Letta, ha dato parere favorevole. Respinte tutte le altre mozioni (M5s, Sel, Fdi, Lega). Il premier ha ribadito il suo 'no' all'intervento italiano senza un mandato delle Nazioni Unite. La mozione della maggioranza impegna il governo "favorire e rendere possibile una soluzione politica della crisi e un negoziato tra le parti" puntando "a neutralizzare l'arsenale chimico siriano, con l'obiettivo irrinunciabile che non possa essere nuovamente usato, confidando che una risoluzione in tal senso sia presto adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Si esclude "la partecipazione ad interventi militari in assenza di un esplicito mandato del Consiglio di sicurezza".
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Obiettivo, trovare un'intesa sul tipo di documento con cui adottare il piano russo della risoluzione: con una risoluzione che faccia riferimento al capitolo VII della Carta Onu, che autorizza l'uso della forza in caso di mancato rispetto degli impegni (su cui spingono Usa, Francia e Gran Bretagna), o con una generica dichiarazione, come vorrebbe Mosca. Prima della riunione, nel corso della giornata sono risuonate le critiche di Catherine Ashton, responsabile della diplomazia Ue, al Consiglio di sicurezza per la "deplorevole" mancanza di iniziativa fin qui dimostrata.
A Ginevra, invece, si terrà il faccia a faccia tra il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, probabilmente alla presenza dall'inviato di Onu e Lega Araba per la Siria, Lakhadr Brahimi. Durante il confronto si esaminerà nei dettagli il piano russo per il controllo e la distruzione delle armi chimiche di Assad. Vertice che il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon si augura produca un'intesa e ricompatti le posizioni anche al Consiglio di sicurezza.
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In Siria sono in aumento i crimini di guerra da parte delle forze governative come dei ribelli, in un conflitto in cui ormai prevale un senso di impunità: è la denuncia contenuta nel rapporto della commissione d'inchiesta dell'Onu guidata dal brasiliano Paulo Pinheiro. "Gli autori di queste violazioni e di questi crimini, da entrambe le parti, agiscono in aperta sfida al diritto internazionale e non temono di dover rendere conto, è imperativo che vengano denunciati a un organismo giudicante", si legge nel rapporto che copre il periodo dal 15 maggio al 15 luglio. In particolare accusa le forze governative di aver massacrato civili, mentre i ribelli, tra cui gruppi jihadisti stranieri, hanno commesso a loro volta crimini di guerra come le esecuzioni sommarie, i sequestri e i bombardamenti di quartieri residenziali.
La Francia detta i tempi. Le grandi potenze sono al lavoro per definire tempi e limiti di attuazione della proposta russa, finora l'unica che appare in grado di rinviare la minaccia americana di intervento armato - ovvero la consegna alla comunità internazionale da parte di Assad dell'arsenale chimico. In vista di una discussione all'Onu, la Francia ha portato al Consiglio di sicurezza una bozza che stabilisce in 15 giorni (dall'approvazione della risoluzione Onu) il tempo massimo per la Siria per fornire un elenco completo del suo arsenale chimico e biologico, dando localizzazione precisa, tipo e numero delle armi.
Passa la mozione di maggioranza. Oggi l'aula della Camera ha approvato la mozione sulla Siria della maggioranza Pd, Pdl, Scelta civica-Udc, Centro democratico e la risoluzione del Psi a cui il governo, attraverso il premier Enrico Letta, ha dato parere favorevole. Respinte tutte le altre mozioni (M5s, Sel, Fdi, Lega). Il premier ha ribadito il suo 'no' all'intervento italiano senza un mandato delle Nazioni Unite. La mozione della maggioranza impegna il governo "favorire e rendere possibile una soluzione politica della crisi e un negoziato tra le parti" puntando "a neutralizzare l'arsenale chimico siriano, con l'obiettivo irrinunciabile che non possa essere nuovamente usato, confidando che una risoluzione in tal senso sia presto adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Si esclude "la partecipazione ad interventi militari in assenza di un esplicito mandato del Consiglio di sicurezza".
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