Germania verso le elezioni politiche:
scontro tra componenti del centrodestra
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
Domenica prossima alle urne per il rinnovo del Parlamento federale. Merkel rafforzata dall'esito della consultazione in Baviera, da cui sono usciti con le ossa rotte i liberali, forza minore della coalizione di governo che ora chiede voti ai moderati
BERLINO - Guerra dei voti che spacca la coalizione di centrodestra al potere guidata da Angela Merkel, e sul fronte opposto i partiti di sinistra che si leccano le ferite dell'insuccesso. Ecco l'indomani delle elezioni tenutesi nello Stato libero di Baviera (il Bundesland più ricco e avanzato tra i 16 della Repubblica federale). Elezioni, ricordiamolo, in cui la Csu - il partito cristianosociale alleato regionale della Cdu della Cancelliere - ha trionfato riconquistando la maggioranza assoluta che aveva perduto cinque anni fa. Ma allo stesso tempo i liberali (Fdp), partner minori di Cdu e Csu nel governo Merkel, sono andati disastrosamente male, ben sotto la soglia di rappresentanza del 5 per cento.
Se andasse così anche domenica prossima alle elezioni politiche federali, il messaggio degli elettori alla signora Merkel sarebbe chiaro, e per lei problematico: vogliamo che tu resti cancelliera, ma non più alleata coi liberali bensì in una grande coalizione con…
Se andasse così anche domenica prossima alle elezioni politiche federali, il messaggio degli elettori alla signora Merkel sarebbe chiaro, e per lei problematico: vogliamo che tu resti cancelliera, ma non più alleata coi liberali bensì in una grande coalizione con…
BERLINO - Guerra dei voti che spacca la coalizione di centrodestra al potere guidata da Angela Merkel, e sul fronte opposto i partiti di sinistra che si leccano le ferite dell'insuccesso. Ecco l'indomani delle elezioni tenutesi nello Stato libero di Baviera (il Bundesland più ricco e avanzato tra i 16 della Repubblica federale). Elezioni, ricordiamolo, in cui la Csu - il partito cristianosociale alleato regionale della Cdu della Cancelliere - ha trionfato riconquistando la maggioranza assoluta che aveva perduto cinque anni fa. Ma allo stesso tempo i liberali (Fdp), partner minori di Cdu e Csu nel governo Merkel, sono andati disastrosamente male, ben sotto la soglia di rappresentanza del 5 per cento.
Se andasse così anche domenica prossima alle elezioni politiche federali, il messaggio degli elettori alla signora Merkel sarebbe chiaro, e per lei problematico: vogliamo che tu resti cancelliera, ma non più alleata coi liberali bensì in una grande coalizione con i socialdemocratici della Spd, il più antico partito di sinistra del mondo.
Alla Spd insomma sembra restare solo un ruolo di gregario, di numero due di una possibile futura "grosse Koalition". Ma è lo scontro con l'alleato liberale sconfitto a dare i problemi più seri ad 'Angie'. Perché i leader della Fdp, dopo il sonoro schiaffo ricevuto ieri dagli elettori, hanno invitato tutti gli elettori conservatori e moderati a salvarli, votando per loro sulla seconda scheda utilizzata per le elezioni federali. Cosa che potrebbe danneggiare seriamente il risultato elettorale per la CduCsu della Cancelliera.
Spieghiamo in breve di cosa stiamo parlando. In Germania, alle elezioni politiche federali che si tengono ogni quattro anni, gli elettori esprimono il loro voto con due schede. Una per eleggere col sistema maggioritario i deputati nelle 299 circoscrizioni elettorali del paese, una seconda, che puoi attribuire anche nel segreto dell'urna a un partito diverso da quello che hai scelto col primo voto, per eleggere col sistema proporzionale gli altri deputati del Bundestag (in media 299 come quelli della prima metà, ma con riporti e conteggi che possono essere un po' di più o un po' di meno).
Uno dei massimi dirigenti della Fdp, Wolfgang Kubicki, ha lanciato nel tg del mattino oggi la proposta che è insieme una sfida alla signora Merkel. "Noi liberali spiegheremo alla gente che vale la pena separare la scelta tra il primo e il secondo voto, se si vuole confermare al potere l'attuale governo tra noi e la CduCsu", ha detto. In altre parole: cari elettori democristiani, votate Cdu (o Csu in Baviera) al primo voto, ma per noi al secondo. Ciò che costerebbe molti consensi alla CduCsu, al momento accreditata dai sondaggi di un 40 per cento abbondante. Patrick Doering, segretario della Fdp, ha annunciato una massiccia campagna per il voto disgiunto, con poster, spot tv e in internet.
Dura la reazione dei democristiani: "Chi vuole mantenere alla guida del Paese la cancelliera Merkel deve dare entrambi i voti alla Cdu", ha detto il capogruppo parlamentare Volker Kauder. Secondo il ministro dell'Ambiente Peter Altmeier, "tali accordi di scambio non ci saranno perché per avere Merkel cancelliera servono alla CduCsu entrambi i voti". E per il segretario generale Hermann Grohe, "anche il secondo voto deve andare alla cancelliera".
Conflitto difficile da risolvere nel centrodestra, dunque: i liberali temono di andare sotto la soglia del 5 per cento e quindi di restare fuori dal Bundestag senza un voto disgiunto dell'elettorato moderato. I democristiani guardano invece alla Bassa Sassonia (lo Stato nord-occidentale dove Volkswagen ha casa madre): là l'accordo sul voto disgiunto portò i liberali a un sensazionale 9 per cento, ma sottraendo voti alla Cdu, per cui le sinistre (Spd e Verdi) alla fine tornarono al potere per soli 334 voti di differenza. Ogni giorno che passa dell'ultimo giro della gara democratica tedesca, si fa dunque più carico di conflitti, tensioni e incertezze, e l'Europa intera non sa quale Germania prima potenza Ue avrà di fronte lunedì 23 settembre.
Se andasse così anche domenica prossima alle elezioni politiche federali, il messaggio degli elettori alla signora Merkel sarebbe chiaro, e per lei problematico: vogliamo che tu resti cancelliera, ma non più alleata coi liberali bensì in una grande coalizione con i socialdemocratici della Spd, il più antico partito di sinistra del mondo.
Alla Spd insomma sembra restare solo un ruolo di gregario, di numero due di una possibile futura "grosse Koalition". Ma è lo scontro con l'alleato liberale sconfitto a dare i problemi più seri ad 'Angie'. Perché i leader della Fdp, dopo il sonoro schiaffo ricevuto ieri dagli elettori, hanno invitato tutti gli elettori conservatori e moderati a salvarli, votando per loro sulla seconda scheda utilizzata per le elezioni federali. Cosa che potrebbe danneggiare seriamente il risultato elettorale per la CduCsu della Cancelliera.
Spieghiamo in breve di cosa stiamo parlando. In Germania, alle elezioni politiche federali che si tengono ogni quattro anni, gli elettori esprimono il loro voto con due schede. Una per eleggere col sistema maggioritario i deputati nelle 299 circoscrizioni elettorali del paese, una seconda, che puoi attribuire anche nel segreto dell'urna a un partito diverso da quello che hai scelto col primo voto, per eleggere col sistema proporzionale gli altri deputati del Bundestag (in media 299 come quelli della prima metà, ma con riporti e conteggi che possono essere un po' di più o un po' di meno).
Uno dei massimi dirigenti della Fdp, Wolfgang Kubicki, ha lanciato nel tg del mattino oggi la proposta che è insieme una sfida alla signora Merkel. "Noi liberali spiegheremo alla gente che vale la pena separare la scelta tra il primo e il secondo voto, se si vuole confermare al potere l'attuale governo tra noi e la CduCsu", ha detto. In altre parole: cari elettori democristiani, votate Cdu (o Csu in Baviera) al primo voto, ma per noi al secondo. Ciò che costerebbe molti consensi alla CduCsu, al momento accreditata dai sondaggi di un 40 per cento abbondante. Patrick Doering, segretario della Fdp, ha annunciato una massiccia campagna per il voto disgiunto, con poster, spot tv e in internet.
Dura la reazione dei democristiani: "Chi vuole mantenere alla guida del Paese la cancelliera Merkel deve dare entrambi i voti alla Cdu", ha detto il capogruppo parlamentare Volker Kauder. Secondo il ministro dell'Ambiente Peter Altmeier, "tali accordi di scambio non ci saranno perché per avere Merkel cancelliera servono alla CduCsu entrambi i voti". E per il segretario generale Hermann Grohe, "anche il secondo voto deve andare alla cancelliera".
Conflitto difficile da risolvere nel centrodestra, dunque: i liberali temono di andare sotto la soglia del 5 per cento e quindi di restare fuori dal Bundestag senza un voto disgiunto dell'elettorato moderato. I democristiani guardano invece alla Bassa Sassonia (lo Stato nord-occidentale dove Volkswagen ha casa madre): là l'accordo sul voto disgiunto portò i liberali a un sensazionale 9 per cento, ma sottraendo voti alla Cdu, per cui le sinistre (Spd e Verdi) alla fine tornarono al potere per soli 334 voti di differenza. Ogni giorno che passa dell'ultimo giro della gara democratica tedesca, si fa dunque più carico di conflitti, tensioni e incertezze, e l'Europa intera non sa quale Germania prima potenza Ue avrà di fronte lunedì 23 settembre.