WASHINGTON - Un uomo solo, armato e determinato ad uccidere, ha seminato il panico nella "Navy Yard", il cantiere della Marina militare, di Washington DC. Stando alle parole del sindaco Vincent Gray le vittime sono 13 e circa 16 i feriti. Tra queste c'è anche l'aggressore, ucciso dalle forze di sicurezza. Stando alle prime notizie si tratta di Aaron Alexis, 34 anni, originario di Fort Worth, Texas. Era un veterano della Marina che aveva lasciato il servizio nel 2011. Prima di allora viveva in Texas, dove lavorava per lo squadrone n° 46 di supporto logistico alla flotta; secondo i documenti della marina, tuttavia, si era registrato a New York. Si crede che si sia introdotto nella base di Navy Yard usando una carta d'identità di qualcun altro, ma non è chiaro se quest'altra persona fosse un complice o se la carta d'identità sia stata rubata. Nella struttura può entrare armato solo il personale di sicurezza autorizzato. Aaron Alexis, comuque, lavorava per una ditta impiegata in subappalto dalla Hp (Hewlett-Packard) Entrprise Service nell'ambito di un contratto "per aggiornare apparati di intranet service usati dalla Marina" degli Stati Uniti e forse utilizzando proprio questo suo permesso, ha potuto accedere alla base militare dove ha compiuto la strage.
Le autorità hanno anche riferito che tra i feriti ci sono un addetto alla sicurezza della metropolitana che è stato trasportato in elicottero in ospedale colpito da due proiettili a una gamba e un ufficiale della base. Stando alle parole degli investigatori, non è ancora chiaro cosa abbia spinto l'autore della strage ad aprire il fuoco.
Aaron Alexis
Quella al Navy Yard è una delle sparatorie più sanguinose che l'America ricordi. L'incubo è iniziato alle 8.20 locali al quartier generale del Naval Sea Systems Command. 'Navy Yard' è il più antico arsenale navale statunitense, definito "il cuore pulsante della Marina Usa" e al momento ospita diversi uffici amministrativi dove lavorano 3 mila persone. Inizialmente l'U. s Navy ha riferito via Twitter di uno "sparatore attivo" e di "almeno tre colpi esplosi". Ma col passare del tempo le vittime e il numero dei colpi è andato aumentando costantemente. Alcuni testimoni hanno riferito che uno dei tiratori si è barricato al quarto piano dell'edificio 197 che ospita il Naval Sea Systems Command e ha aperto il fuoco contro le persone nella caffetteria al piano inferiore.
Inizialmente si è parlato di due ricercati, un uomo bianco e un uomo di colore con divise militari. "Non abbiamo ragioni - ha dichiarato il capo della polizia Cathy Lanier - per ritenere che siano militari. Anche se indossano un'uniforme". " Uno dei due - ha aggiunto - è un bianco con una pistola e un'uniforme della Marina color kaki. L'altro è di colore, sulla cinquantina con un fucile, vestito di verde militare". Ma in un Tweet l'ufficiale Paul A. Quander Jr. ha affermato che l'uomo bianco ricercato dalla polizia è stato identificato, ma non risulta essere sospetto. E nella notte è arrivata la conferma ufficiale: a compiere la strage è stato un solo uomo. Fino ad ora non è stata trovata
alcuna prova che Aaron Alexis, l'uomo ritenuto responsabile della strage di ieri al Navy Yard, abbia agito con un'altra persona: lo ha detto il sindaco di Washington Vincent Gray.
"Non abbiamo indicazione che ci sia stato un secondo sparatore, anche se ancora non lo escludiamo del tutto", ha detto il sindaco Gray. Allo stesso tempo, il capo della polizia Cathy Lanier ha detto che la richiesta agli abitanti della zona del Navy Yard di rimanere al sicuro è stata revocata.
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Le autorità infatti avevano dato ordine al personale del cantiere di non uscire da uffici e luoghi sicuri. Inoltre erano stati chiusi i ponti e le strade intorno al luogo della sparatoria. Un testimone ha detto di aver sentito dei colpi da arma da fuoco all'interno di uno degli edifici del cantiere e subito dopo qualcuno ha fatto scattare l'allarme antincendio. Come misura di sicurezza sono stati bloccati trenta voli in partenza dal Reagan National Airport.
Circa venti agenti speciali sono stati inviati per aiutare le autorità. Si tratta dello stesso team che ha collaborato per fermare Dzhokhar Tsarnaev, l'uomo sospettato per l'attentato alla Maratona di Boston. Sarà l'Fbi ad assumere il controllo delle indagini e a definire quali siano le cause scatenanti, ancora sconosciute, del gesto dell'aggressore.
"Una tragedia - ha commentato il presidente Barak Obama - Un atto di codardia che ha colpito militari e civili qui. Una violenza che non ci saremmo mai aspettati in casa nostra. Faremo di tutto fare luce". Il presidente Usa ha ordinato che le bandiere siano messe a mezz'asta sugli edifici pubblici fino a venerdì prossimo.
E in serata, la stessa Casa Bianca è stata isolata dalle forze di sicurezza e dai servizi segreti quando un uomo ha lanciato petardi contro il recinto della residenza del presidente della Repubblica. L'uomo, un bianco di mezza età, è stato subito bloccato dagli agenti del secret service ed arrestato. Non si sa perché abbia compiuto il gesto.
Le autorità hanno anche riferito che tra i feriti ci sono un addetto alla sicurezza della metropolitana che è stato trasportato in elicottero in ospedale colpito da due proiettili a una gamba e un ufficiale della base. Stando alle parole degli investigatori, non è ancora chiaro cosa abbia spinto l'autore della strage ad aprire il fuoco.
Aaron Alexis
Quella al Navy Yard è una delle sparatorie più sanguinose che l'America ricordi. L'incubo è iniziato alle 8.20 locali al quartier generale del Naval Sea Systems Command. 'Navy Yard' è il più antico arsenale navale statunitense, definito "il cuore pulsante della Marina Usa" e al momento ospita diversi uffici amministrativi dove lavorano 3 mila persone. Inizialmente l'U. s Navy ha riferito via Twitter di uno "sparatore attivo" e di "almeno tre colpi esplosi". Ma col passare del tempo le vittime e il numero dei colpi è andato aumentando costantemente. Alcuni testimoni hanno riferito che uno dei tiratori si è barricato al quarto piano dell'edificio 197 che ospita il Naval Sea Systems Command e ha aperto il fuoco contro le persone nella caffetteria al piano inferiore.
Inizialmente si è parlato di due ricercati, un uomo bianco e un uomo di colore con divise militari. "Non abbiamo ragioni - ha dichiarato il capo della polizia Cathy Lanier - per ritenere che siano militari. Anche se indossano un'uniforme". " Uno dei due - ha aggiunto - è un bianco con una pistola e un'uniforme della Marina color kaki. L'altro è di colore, sulla cinquantina con un fucile, vestito di verde militare". Ma in un Tweet l'ufficiale Paul A. Quander Jr. ha affermato che l'uomo bianco ricercato dalla polizia è stato identificato, ma non risulta essere sospetto. E nella notte è arrivata la conferma ufficiale: a compiere la strage è stato un solo uomo. Fino ad ora non è stata trovata
alcuna prova che Aaron Alexis, l'uomo ritenuto responsabile della strage di ieri al Navy Yard, abbia agito con un'altra persona: lo ha detto il sindaco di Washington Vincent Gray.
"Non abbiamo indicazione che ci sia stato un secondo sparatore, anche se ancora non lo escludiamo del tutto", ha detto il sindaco Gray. Allo stesso tempo, il capo della polizia Cathy Lanier ha detto che la richiesta agli abitanti della zona del Navy Yard di rimanere al sicuro è stata revocata.
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Le autorità infatti avevano dato ordine al personale del cantiere di non uscire da uffici e luoghi sicuri. Inoltre erano stati chiusi i ponti e le strade intorno al luogo della sparatoria. Un testimone ha detto di aver sentito dei colpi da arma da fuoco all'interno di uno degli edifici del cantiere e subito dopo qualcuno ha fatto scattare l'allarme antincendio. Come misura di sicurezza sono stati bloccati trenta voli in partenza dal Reagan National Airport.
Circa venti agenti speciali sono stati inviati per aiutare le autorità. Si tratta dello stesso team che ha collaborato per fermare Dzhokhar Tsarnaev, l'uomo sospettato per l'attentato alla Maratona di Boston. Sarà l'Fbi ad assumere il controllo delle indagini e a definire quali siano le cause scatenanti, ancora sconosciute, del gesto dell'aggressore.
"Una tragedia - ha commentato il presidente Barak Obama - Un atto di codardia che ha colpito militari e civili qui. Una violenza che non ci saremmo mai aspettati in casa nostra. Faremo di tutto fare luce". Il presidente Usa ha ordinato che le bandiere siano messe a mezz'asta sugli edifici pubblici fino a venerdì prossimo.
E in serata, la stessa Casa Bianca è stata isolata dalle forze di sicurezza e dai servizi segreti quando un uomo ha lanciato petardi contro il recinto della residenza del presidente della Repubblica. L'uomo, un bianco di mezza età, è stato subito bloccato dagli agenti del secret service ed arrestato. Non si sa perché abbia compiuto il gesto.