✕

Germania, elezioni nell'incertezza:
per Berlino rischio ingovernabilità

Gli ultimi sondaggi fotografano una situazione "italiana", con il centrodestra sotto di un punto rispetto ad una coalizione, quasi impossibile per ragioni storiche, della sinistra. La popolarità della Merkel potrebbe non essere sufficiente a far vincere Cdu-Csu
2 minuti di lettura
BERLINO - Alla faccia di chi definiva le elezioni politiche federali tedesche come un evento noioso: gli ultimi sondaggi fotografano la situazione più incerta possibile, con il centrodestra del potere uscente (la CduCsu di Angela Merkel più la Fdp, cioè i liberali) persino un punto sotto nei consensi rispetto a una coalizione di sinistra peraltro impensabile per ragioni storiche, cioè tra la Spd (socialdemocrazia, il più antico partito di sinistra europeo), i Verdi e la Linke, cioè l’erede guridico e storico della dittatura creata dai sovietici e dalle loro marionette locali dietro il Muro della Vergogna. E allora, povera Germania, rischi forse di diventare ingovernabile? Tutto è possibile in democrazia, proviamo a narrare e spiegare la situazione qui a poche pre dal voto in poche righe.
 
Sulla carta, la cancelliera Angela Merkel ha tutte le probabilità di essere rieletta: il suo coefficiente di popolarità person…
BERLINO - Alla faccia di chi definiva le elezioni politiche federali tedesche come un evento noioso: gli ultimi sondaggi fotografano la situazione più incerta possibile, con il centrodestra del potere uscente (la CduCsu di Angela Merkel più la Fdp, cioè i liberali) persino un punto sotto nei consensi rispetto a una coalizione di sinistra peraltro impensabile per ragioni storiche, cioè tra la Spd (socialdemocrazia, il più antico partito di sinistra europeo), i Verdi e la Linke, cioè l’erede guridico e storico della dittatura creata dai sovietici e dalle loro marionette locali dietro il Muro della Vergogna. E allora, povera Germania, rischi forse di diventare ingovernabile? Tutto è possibile in democrazia, proviamo a narrare e spiegare la situazione qui a poche pre dal voto in poche righe.
 
Sulla carta, la cancelliera Angela Merkel ha tutte le probabilità di essere rieletta: il suo coefficiente di popolarità personale è più del doppio di quello dello sfidante socialdemocratico, il riformista schroederiano Peer Steinbrueck. Ma la popolarità di ‘Angie’ potrebbe non bastare a vincere. Primo, per la debolezza del suo alleato junior partner nella coalizione uscente, i liberali (Fdp) che stanno nei sondaggi attorno alla soglia di rappresentanza parlamentare del 5 per cento. Secondo, perché nessuno sa o nessuno vuol dire quanti consensi conquisterà, a danno dei partiti di centrodestra, la nuova formazione ‘Alternative fuer Deutschland’, che chiede l’addio all’euro da parte dell’Europa mediterranea e un euro dei soli paesi forti. Nei sondaggi oscilla tra il 3 e il 4 per cento, ma come in ogni paese chi vuole votare per un partito di protesta non lo dice agli investigatori demoscopici.

Nell’ultima rilevazione dell’istituto Allensbach pubblicata ieri mercoledì dalla Frankfurter Allgemeine edizione online, CduCsu, cioè la Cdu di Angela Merkel e il suo alleato regionale bavarese Csu, raccolgono il 45 per cento dei sondaggi, mentre Spd, Verdi e Linke sommati li sorpassano di un punto, al 46 per cento. Sorpasso solo teorico: Spd e Verdi sono omogenei tra loro come forze di sinistra democratiche e occidentali, con la Linke nostalgica hanno poco o nulla a che vedere. Però lo shock c’è tutto, non a caso negli ultimi giorni Angela Merkel non si è stancata di dire che non è sicura di non perdere.

In ogni caso, la maggioranza di oggi (CduCsu più liberali) non sarà la maggioranza di domani. E un successo di Alternative fuer Deutschland spariglierebbe ogni dato e rapporto di forza. Per cui l’ipotesi di formula di governabilità più verosimile, salvo ulteriori sorprese, sembra oggi una riedizione della grosse Koalition tra democristiani e socialdemocratici. Ciò che per l’Europa vorrebbe dire una Germania impegnata come Angela Merkel a salvare l’euro e l’eurozona con il rigore duro, ma grazie alla Spd più sensibile al grido di dolore che viene dall’Europa mediterranea e dalla stessa Francia schiacciate dall’austerità in stile Bundesbank.

Non facciamoci illusioni: se torneranno al governo con una cancelliera Angela Merkel riconfermata, i socialdemocratici che oggi chiedono un piano Marshall europeo per i paesi dell’eurozona in crisi si farebbero più pragmatici in nome del potere riconquistato D’altra parte è pur vero che la stessa cancelliera ha segnalato più disponibilità ad aiutare l’Europa mediterranea, con decisioni però guarda caso dopo le elezioni di questa fatidica domenica 22 settembre. Aspettiamo e vedremo, dunque, noi altri europei. Dopo aver perduto due guerre mondiali seguendo i suoi sogni imperiali, prima col Kaiser poi con Hitler, la Germania riunificata da appena una generazione si mostra decisa a vincere la pace. Vedremocon quale governo tenterà di farlo.