PESHAWAR - Due kamikaze si sono fatte esplodere all'interno di una chiesa durante la funzione domenicale nel quartiere Khoati di Peshawar, in Pakistan, uccidendo 78 persone e ferendone 141. Tra le vittime, anche quattro bambini.
FOTO Il dolore delle famiglie delle vittime
Il capo della polizia di Peshawar ha detto all'Ansa che "nell'attacco sono stati usati dai 6 agli 8 chili di esplosivo". Al momento stavano partecipando alla messa della domenica centinaia di persone. "La maggioranza dei feriti versano in gravi condizioni", ha riferito una fonte ospedaliera.
L'attacco è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista sunnita Jandullah, distintosi in passato per attentati contro obiettivi degli sciiti, considerati apostati. Nella seconda metà di giugno, inoltre, questo movimento ha rivendicato l'attacco a 2.000 metri di quota nel Pakistan settentrionale ad un campo base alle falde dell'Himalaya, uccidendo nove alpinisti stranieri ed una guida pachistana "colpevole", quest'ultima, di essere sciita.
Proteste si stanno svolgendo in varie città del Pakistan: nella città nordoccidentale teatro dell'attacco i parenti delle vittime hanno bloccato le strade urlando slogan antigovernativi.
Nella città meridionale di Karachi, la polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. A Islamabad, gruppi di dimostranti hanno bloccato la principale via di accesso all'aeroporto.
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Il capo della polizia di Peshawar ha detto all'Ansa che "nell'attacco sono stati usati dai 6 agli 8 chili di esplosivo". Al momento stavano partecipando alla messa della domenica centinaia di persone. "La maggioranza dei feriti versano in gravi condizioni", ha riferito una fonte ospedaliera.
L'attacco è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista sunnita Jandullah, distintosi in passato per attentati contro obiettivi degli sciiti, considerati apostati. Nella seconda metà di giugno, inoltre, questo movimento ha rivendicato l'attacco a 2.000 metri di quota nel Pakistan settentrionale ad un campo base alle falde dell'Himalaya, uccidendo nove alpinisti stranieri ed una guida pachistana "colpevole", quest'ultima, di essere sciita.
Proteste si stanno svolgendo in varie città del Pakistan: nella città nordoccidentale teatro dell'attacco i parenti delle vittime hanno bloccato le strade urlando slogan antigovernativi.
Nella città meridionale di Karachi, la polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. A Islamabad, gruppi di dimostranti hanno bloccato la principale via di accesso all'aeroporto.
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