Esteri

Westgate, arrestato cittadino Gb.
Gli Shabaab: "Messaggio agli occidentali"

Il gruppo islamico su Twitter: "Sono 137 gli ostaggi uccisi". Esperti legali di Regno Unito, Stati Uniti e Israele in Kenya per seguire le indagini. Da oggi tre giorni di lutto nazionale

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LONDRA - Un cittadino britannico 35enne di origini somale è stato arrestato all'aeroporto di Nairobi dopo l'attacco al centro commerciale Westgate Mall della capitale kenyana. Lo scrive il quotidiano Daily Mail. Il ministero degli Esteri britannico ha confermato l'arresto: "Possiamo confermare l'arresto di un cittadino britannico a Nairobi: siamo in contatto per offrire l'aiuto consolare", ha detto una portavoce del Foreign Office. L'uomo era tra i quattro sospettati fermati lunedì, anche se Christian Turner, alto diplomatico del Regno Unito in Kenya, ha detto che l'arresto ''non è di significativo interesse'' per le indagini sull'assalto dei terroristi islamici.

 L'attacco al centro commerciale di Nairobi fa parte, a quanto dicono i miliziani islamici, di un piano più grande. E' "un messaggio agli occidentali che hanno sostenuto l'invasione keniana" in Somalia, ha detto il leader degli Shebaab, Ahmed Abdi Godane, in un messaggio trasmesso alla France Presse. - I combattenti islamici "hanno inviato un messaggio per dire che la pace è lontana fino a quando i nostri fratelli musulmani verranno oppressi per mano degli infedeli", ha continuato Godane. "Al popolo keniano vogliamo dire che sta partecipando a una guerra che non è la loro .. Avete un ruolo nel massacro commesso dalle vostre forze armate... Siete voi che avete eletto i vostri politici e questo è quello che deve pagare chi finanzia gli armamenti di forze ... Che hanno massacrato i musulmani", ha aggiunto. Le truppe keniane sono entrate in Somalia alla fine del 2011 e dalla metà del 2012 sono state inquadrate nella forza dell'Unione africana in Somalia (Amisom), finanziata dalla comunità internazionale.

Nell'attacco del Westgate Mall hanno perso la vita 67 persone, almeno 18 delle quali straniere e provenienti da Regno Unito, Canada, Francia, Olanda, Australia, Perù, India, Ghana, Sudafrica e Cina. Secondo quanto riporta un tweet postato su uno degli account ufficiali del gruppo islamico al-Shabaab, i morti sarebbero 137.
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Il gruppo di militanti somalo ha anche scritto su Twitter che le forze kenyote hanno utilizzato gas chimici per porre fine all'assalto al centro commerciale. In un tweet dei militanti da un account ritenuto attendibile si legge che "non essendo riuscito a sconfiggere i mujahideen dentro il centro commerciale, il governo kenyota ha disseminato gas chimici per porre fine all'assedio". Il gruppo ha anche accusato le forze kenyote di aver utilizzato esplosivi per demolire il palazzo, causando così la morte di 137 ostaggi sotto le macerie. Il portavoce del governo di Nairobi Manoah Esipisu ha immediatamente respinto le accuse, dichiarando che non sono state usate armi chimiche e che il bilancio ufficiale dei morti civili rimane di 61 persone. Manoah Esipisu ha aggiunto che tre piani del palazzo sono collassati dopo che un incendio cominciato dai combattenti di al-Shabaab ha causato una debolezza strutturale dell'edificio.

Ancora spari.
Si sono avvertiti ancora spari al centro commerciale, anche il giorno dopo che il presidente ha dichiarato la fine dell'assedio. Il portavoce del governo Manoah Esipisu ha dichiarato che gli spari sono stati effettuati dalle forze kenyote che andavano di stanza in stanza nel palazzo, sparando per precauzione prima di entrare in territorio sconosciuto. Un alto ufficiale della sicurezza però ha dichiarato che anche nelle ore in cui il presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha detto in un discorso televisivo che l'assedio era concluso, tre spari sono stati avvertiti al centro commerciale. L'ufficiale, che ha parlato a condizione di anonimato, ha detto che le forze kenyote stanno ancora cercando di determinare da dove provenissero gli spari.

Lutto nazionale
. Esperti legali provenienti dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e da Israele hanno raggiunto i colleghi kenyoti per assisterli nelle indagini al centro commerciale Westgate di Nairobi all'indomani della conclusione dell'attacco terroristico. A partire da oggi il Paese osserva tre giorni di lutto nazionale proclamato ieri dal presidente Uhuru Kenyatta.

Stranieri, "obiettivo legittimo". Gli stranieri erano un "obiettivo legittimo". È quanto afferma al-Shabaab, in uno scambio di e-mail con Associated Press. Il gruppo conferma inoltre che gli autori dell'attacco hanno separato i musulmani dagli altri ostaggi, lasciando andare i primi. I jihadisti hanno "compiuto un controllo accurato e meticoloso" in modo che i musulmani non si facessero del male, spiega al-Shabaab. E cominciano a emergere le storie di coraggio all'interno del Mall nei lunghi giorni di assedio, come quella di questo poliziotto.
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Piano provato per mesi in Somalia. Il piano per attaccare il centro commerciale Westgate è stato organizzato settimane o mesi prima in territorio somalo dall'"ala operativa esterna" degli Shabaab. I militanti che avrebbero dovuto portare a termine l'attacco sono stati accuratamente selezionati tra quanti parlavano inglese e così il bersaglio, il centro commerciale della capitale kenyota, di cui è stata studiata nel dettaglio la mappa, fino ai condotti di aerazione. Lo scrive oggi il New York Times. Il piano è stato provato e il team incaricato è stato inviato sul posto, passando inosservato attraverso i confini kenyoti. Uno o due giorni prima dell'attacco, potenti armi automatiche sono state segretamente introdotte in un negozio all'interno del centro grazie all'aiuto di un dipendente colluso. Queste le prime conclusioni riferite da fonti delle forze di sicurezza americane.