Esteri

Siria: stanotte il voto all'Onu.
Obama, "Accordo una vittoria"

Il presidente Usa: "L'intesa sarà vincolante". Il testo concordato dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza segue le linee dell'intesa di Ginevra tra Usa e Russia.
 

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NEW YORK - "L'accordo sulla distruzione dell'arsenale chimico siriano è vincolante e rappresenta una grande vittoria per la comunità internazionale". Con queste parole il presidente americano Barack Obama ha espresso soddisfazione per il testo concordato dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla Siria.  Il presidente ha aggiunto che l'intesa all'Onu sarà vincolante da un punto di vista legale e che l'opinione pubblica è giustamente preoccupata di verificare che la Siria manterrà i suoi impegni. Obama si è detto "molto fiducioso sulle prospettive di ciò che può essere ottenuto". Ha elogiato la cornice dell'accordo, definendo cruciale la minaccia militare rivolta alla Siria dagli Usa, aggiungendo di aver sempre preferito una soluzione diplomatica.

La bozza di risoluzione concordata dai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza non attribuisce a nessuna delle parti del conflitto siriano la responsabilità dell'attacco ad al Goutha dello scorso 21 agosto, ma esprime la "forte convinzione" che chi ha usato armi chimiche in Siria debba finire davanti alla giustizia.

Per venire incontro alle obiezioni della Russia il documento non è stato posto sotto l'ombrello del Capitolo sette della Carta dell'Onu che prevede l'automatismo di misure punitive (e in uno dei suoi articoli anche l'uso della forza) in caso di inadempienza. Prima che il Consiglio proceda al voto, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) dovrà determinare le procedure per la distruzione degli arsenali di questo tipo in Siria. Il voto dell'organo esecutivo del Palazzo di vetro è previsto per le 2 ora italiana di domani.

La bozza, sponsorizzata da Stati Uniti e Russia, è modellata lungo le linee dell'accordo di Ginevra tra il segretario di Stato John Kerry e il collega russo Serghey Lavrov. Accordo che impegna la Siria a eliminare i suoi arsenali chimici entro il 2014. In caso di inadempienza da parte siriana il Consiglio di sicurezza tornerebbe a convocarsi per imporre a Damasco misure punitive che non vengono peraltro specificate. Il testo, che si articola in 22 paragrafi, "condanna nei termini più forti" qualsiasi uso di armi chimiche in Siria, e in particolare l'attacco del 21 agosto scorso. E afferma che "in caso di inadempienza con questa risoluzione, incluso il non autorizzato trasferimento o uso di armi chimiche, da parte di chiunque in Siria, saranno imposte misure sotto il capitolo sette della carta delle Nazioni Unite".

Il documento stabilisce quindi che la Repubblica araba siriana non può usare, produrre, acquistare o trasferire alcun tipo di arma chimica. Riafferma altresì che gli Stati membri dell'Onu si devono astenere dal fornire qualsiasi sostegno a chi tenti di produrre o trasferire tali armi. Tra i punti cardine del testo, si sostiene la decisione dell'Opac del 20 settembre 2013 che contiene le procedure sul disarmo chimico, si stabilisce che la Repubblica araba siriana deve rispettare tale decisione, e cooperare pienamente con l'organizzazione dell'Aja.

Il rispetto dei dettami dell'Opac e del Consiglio di sicurezza dell'Onu, verrà verificato su "base regolare" dopo i primi 30 giorni dall'adozione della risoluzione e quindi ogni 30 giorni. Inoltre, si esprime la "forte convinzione che chi ha usato armi chimiche in Siria debba essere ritenuti responsabili di tali azioni". Infine si richiede l'organizzazione, "il più presto possibile", di una convenzione internazionale che attui quanto deciso a Ginevra 1.