DAMASCO - I jet militari dell'aviazione fedele al regime di Bashar al Assad hanno bombardato un liceo a Raqqa, capoluogo della regione settentrionale siriana, causando almeno 12 morti. Il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdul-Rahman, ha precisato che otto vittime sono studenti. L'attacco ha colpito il cortile di fronte alla scuola secondaria Ibn Tufayl - un istituto tecnico commerciale dove si trovavano numerose famiglie di profughi della regione -, nel primo giorno della settimana lavorativa delle scuole pubbliche nel Paese.
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Video amatoriali pubblicati sul web mostrano almeno nove corpi senza vita disposti in fila a terra, alcuni dei quali con evidenti traumi dovuti all'attacco aereo. Un altro video mostra pozze di sangue a terra e un muro di blocchi di cemento distrutto dalle bombe.
Raqqa, nel nord della Siria, è l'unico capoluogo di provincia controllato dai ribelli e in mano soprattutto ai miliziani dell'Isil (Stato islamico dell'Iraq e del Levante), jihadisti legati ad al-Qaeda. In questa città è stato anche rapito, ormai due mesi fa, il gesuita romano padre Paolo Dall'Oglio.
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Gli esperti dell'Onu che indagano sull'uso di armi chimiche in Siria hanno iniziato nuovi sopralluoghi nel Paese. Arrivati mercoledì scorso, gli ispettori devono monitorare sette casi, tre nei pressi della capitale, gli altri in altre zone del nord. Ma il presidente Bashar al-Assad, in un'intervista a Rainews24, non è sembrato preoccupato. "Non si tratta della risoluzione Onu, ma della nostra volontà" di eliminare le armi chimiche, ha detto aggiungendo che "abbiamo aderito all'accordo internazionale contro le armi chimiche prima della risoluzione. Ed è impossibile - haaggiunto - che tali armi siano state usate a mia insaputa".
Ieri sera il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon ha incontrato per la prima volta il capo dell'opposizione siriana Ahmad Jarba, invitandolo a partecipare alla prossima conferenza di pace sulla Siria. Jarba ha affermato da parte sua che la Coalizione nazionale siriana è disposta a inviare una delegazione al vertice previsto a novembre a Ginevra, secondo quanto riferito da un portavoce dell'Onu, Martin Nesirky.
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Video amatoriali pubblicati sul web mostrano almeno nove corpi senza vita disposti in fila a terra, alcuni dei quali con evidenti traumi dovuti all'attacco aereo. Un altro video mostra pozze di sangue a terra e un muro di blocchi di cemento distrutto dalle bombe.
Raqqa, nel nord della Siria, è l'unico capoluogo di provincia controllato dai ribelli e in mano soprattutto ai miliziani dell'Isil (Stato islamico dell'Iraq e del Levante), jihadisti legati ad al-Qaeda. In questa città è stato anche rapito, ormai due mesi fa, il gesuita romano padre Paolo Dall'Oglio.
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Gli esperti dell'Onu che indagano sull'uso di armi chimiche in Siria hanno iniziato nuovi sopralluoghi nel Paese. Arrivati mercoledì scorso, gli ispettori devono monitorare sette casi, tre nei pressi della capitale, gli altri in altre zone del nord. Ma il presidente Bashar al-Assad, in un'intervista a Rainews24, non è sembrato preoccupato. "Non si tratta della risoluzione Onu, ma della nostra volontà" di eliminare le armi chimiche, ha detto aggiungendo che "abbiamo aderito all'accordo internazionale contro le armi chimiche prima della risoluzione. Ed è impossibile - haaggiunto - che tali armi siano state usate a mia insaputa".
Ieri sera il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon ha incontrato per la prima volta il capo dell'opposizione siriana Ahmad Jarba, invitandolo a partecipare alla prossima conferenza di pace sulla Siria. Jarba ha affermato da parte sua che la Coalizione nazionale siriana è disposta a inviare una delegazione al vertice previsto a novembre a Ginevra, secondo quanto riferito da un portavoce dell'Onu, Martin Nesirky.