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Papa Francesco ad Assisi con i disabili:
"Il dolore ha bisogno di essere ascoltato"

È iniziato con una visita all'Istituto Serafico, dove sono ospitati centinaia di bambini con gravissime disabilità, il pellegrinaggio di Bergoglio nella città di San Francesco. E lancia un appello ad ascoltare le sofferenze dei più piccoli di ORAZIO LA ROCCA

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ASSISI - "Ascoltare le piaghe" del mondo. Andare incontro "alle sofferenze dei più bisognosi, dei più umili, dei più indifesi". Primo discorso di papa Francesco ad Assisi pronunziato, significativamente, nell'Istituto Serafico dove sono ospitati e curati centinaia di bambini affetti da gravissime disabilità. E primo fortissimo richiamo, "soprattutto a quanti dicono di essere cristiani", sul dovere di curare chi vive nella sofferenza, specialmente dei "piccoli e indifesi", come i bambini ospiti della Casa di accoglienza per piccoli disabili  -  il Seraficum - fondata dal beato Ludovico da Casoria. 

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Papa Bergoglio arriva ad Assisi alle 7,30 con un quarto d'ora di anticipo rispetto al programma prefissato. Prima di prendere la parola nella chiesa si sofferma a salutare tutti i piccoli ospiti che lo hanno atteso e ad ognuno dà una carezza, un sorriso, una parola di conforto.
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In chiesa è accolto da un indirizzo di saluto del vescovo di Assisi Domenico Sorrentino, suo Angelo Custode per tutto il pellegrinaggio assisane, a cui il papa si rivolge più volte con la paterna espressione "mio fratello Domenico". Ma quando il Pontefice prende la parola, arriva, quasi inaspettato, il primo colpo di scena della giornata: mette da parte il discorso già scritto (che la Sala stampa vaticana in seguito darà per letto) e parla a braccio con voce ferma, a tratti bassa e commossa. E ne viene fuori un appello "in difesa dei più piccoli che vivono nella malattia e nella sofferenza" che sorprende e interroga quanti lo ascoltano.

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"Voglio iniziare la mia visita ad Assisi con voi", è l'esordio di papa Francesco rivolgendosi ai piccoli ospiti che lo guardano incuriositi. "Qui siamo tra le piaghe di Gesù che sono anche un dono per noi... ma queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate, di essere riconosciute". E per farsi capire meglio, ricorda l'incontro di Gesù Risorto che, sulla via di Emmaus, viene riconosciuto da 2 discepoli "grazie alle sue piaghe". "Gesù è presente e nascosto in questi bambini, nelle piaghe di questi piccoli, che hanno bisogno di essere ascoltati, non solo per fare notizia sui giornali, ma sempre e soprattutto da quelli che dicono di essere cristiani".

Una raccomandazione che nasce, specifica il Pontefice, come risposta concreta ad "una società inquinata purtroppo dalla cultura dello scarto che è opposta a quella dell'accoglienza". "E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili". Nel suo intervento scritto, papa Francesco cita anche una commovente lettera rucevvuta da Nicolas, un ragazzo argentino di 16 anni affetto da una gravissima malattia fin dalla nascita, il quale gli scrive che, malgrado la malattia, "prego il mio angelo custode di esserti sempre vicino, di avere cura di te e di darti forza".

Alla fine, saluta di nuovo tutti, chiedendo ai piccoli ospiti del Serafico "di pregare" per lui sull'esempio proprio del giovane Nicolas.