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Armi chimiche in Siria: "Da Assad
buon inizio". Il plauso di Kerry e dell'Onu

Dal vertice Apec a Bali i ministri degli Esteri russo e americano insistono per la convocazione nella seconda settimana di novembre della conferenza internazionale di pace Ginevra 2. Anche Lavrov soddisfatto per l'avvio dello smantellamento degli arsenali. Nazioni Unite: "Giornata eccellente"
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WASHINGTON - Da Bali arriva un coro praticamente unanime: i primi passi verso lo smantellamento delle armi chimiche siriane sono positivi. Stati Uniti e Russia sembrano aver lasciato da parte i toni accesi utilizzati negli ultimi mesi parlando di Damasco e anche l'Onu ha apprezzato gli sviluppi della situazione.

Il segretario di Stato Usa John Kerry, a margine del vertice dell'Apec in Indonesia, ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Entrambi si sono detti "molto soddisfatti" e hanno concordato di premere sull'Onu affinché sia fissata al più presto, preferibilmente nella seconda settimana di novembre, la data per la più volte rinviata conferenza internazionale di pace sulla crisi siriana, la cosiddetta 'Ginevra 2'.

Il regime del presidente siriano Bashar al-Assad, ha detto Kerry, merita un riconoscimento per essersi attenuto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite sulla distruzione degli arsenali chimici. Ma As…
WASHINGTON - Da Bali arriva un coro praticamente unanime: i primi passi verso lo smantellamento delle armi chimiche siriane sono positivi. Stati Uniti e Russia sembrano aver lasciato da parte i toni accesi utilizzati negli ultimi mesi parlando di Damasco e anche l'Onu ha apprezzato gli sviluppi della situazione.

Il segretario di Stato Usa John Kerry, a margine del vertice dell'Apec in Indonesia, ha incontrato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Entrambi si sono detti "molto soddisfatti" e hanno concordato di premere sull'Onu affinché sia fissata al più presto, preferibilmente nella seconda settimana di novembre, la data per la più volte rinviata conferenza internazionale di pace sulla crisi siriana, la cosiddetta 'Ginevra 2'.

Il regime del presidente siriano Bashar al-Assad, ha detto Kerry, merita un riconoscimento per essersi attenuto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite sulla distruzione degli arsenali chimici. Ma Assad non si è ancora tolto dai guai e deve continuare a soddisfare le richieste dell'Onu. È "estremamente significativo" che la Siria abbia distrutto le prime armi chimiche ieri, solo poche settimane dopo che l'Onu ha approvato la risoluzione, e rappresenta "un buon inizio", ha aggiunto Kerry. "Non intendo farmi garante adesso per quello che avverrà nei mesi a venire - ha però avvertito Kerry - ma si tratta di un buon inizio, e dobbiamo accoglierlo di buon grado come tale".

Più laconico Lavrov che ha promesso che il Cremlino "farà di tutto affinché Damasco prosegua la collaborazione senza alcun cambiamento". Quanto all'operato degli ispettori dell'Opac, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche cui spetta sovrintendere allo smantellamento degli arsenali non convenzionali siriani, Kerry ha evidenziato ancora una volta la celerità che lo sta contraddistinguendo, tanto da farne a suo giudizio un modello di collaborazione internazionale. "Penso sia stato un eccezionale esempio di cooperazione globale e di sforzi multilaterali - ha sottolineato il capo della diplomazia Usa - per conseguire un obiettivo condiviso".
 
"È stato un primo giorno eccellente", ma "ci aspettano molti altri giorni e ci attendiamo che la cooperazione continui", ha affermato un funzionario dell'Opac. Un piccolo plauso anche al governo di Damasco che si è dimostrato "collaborativo"  durante le operazioni di distruzione delle armi chimiche. "Ci sono stati incontri con le autorità siriane sulle informazioni che la Siria aveva fornito all'Opac sul proprio programma di armi chimiche - si legge nel comunicato pubblicato sul sito dell'Organizzazione - gli incontri sono stati costruttivi e le autorità siriane sono state collaborative".