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Papa prega per i detenuti: "Facile punire i più deboli, i pesci grossi nuotano"

(afp)
Prima dell'udienza generale il Pontefice ha incontrato 150 cappellani delle carceri italiane. "Anche Gesù è stato un carcerato". Poi rivela: "Chiamo spesso i reclusi di Buenos Aires". Il 14 novembre Bergoglio andrà al Quirinale per rendere la visita che Giorgio Napolitano gli ha fatto in Vaticano. Allontanato il vescovo tedesco criticato per le spese faraoniche
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CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa ha voluto "far arrivare un saluto a tutti i detenuti" nelle carceri italiane, ricevendo stamani i cappellani, prima dell'udienza generale che ha raccolto anche oggi circa 100mila persone. Gremite, oltre a piazza San Pietro, anche piazza Pio XII e le vie limitrofe, compreso il primo tratto di via Conciliazione.

Anche il Signore è stato "carcerato dai nostri egoismi, dai nostri sistemi, dalle tante ingiustizie. È facile punire i più deboli, mentre i pesci grossi nuotano". Parlando a braccio durante l'udienza, il Pontefice ha detto: "Recentemente avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti, questa non è una utopia, si può fare, non è facile perché le nostre debolezze sono dappertutto, il diavolo è dappertutto, ma si deve tentare".

Il Papa ha raccontato che spesso, soprattutto la domenica, telefona…
CITTÀ DEL VATICANO - Il Papa ha voluto "far arrivare un saluto a tutti i detenuti" nelle carceri italiane, ricevendo stamani i cappellani, prima dell'udienza generale che ha raccolto anche oggi circa 100mila persone. Gremite, oltre a piazza San Pietro, anche piazza Pio XII e le vie limitrofe, compreso il primo tratto di via Conciliazione.

Anche il Signore è stato "carcerato dai nostri egoismi, dai nostri sistemi, dalle tante ingiustizie. È facile punire i più deboli, mentre i pesci grossi nuotano". Parlando a braccio durante l'udienza, il Pontefice ha detto: "Recentemente avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti, questa non è una utopia, si può fare, non è facile perché le nostre debolezze sono dappertutto, il diavolo è dappertutto, ma si deve tentare".

Il Papa ha raccontato che spesso, soprattutto la domenica, telefona ad alcuni carcerati a Buenos Aires e che la domanda che gli viene in mente è: "Perché lui è lì e non io?". "Mi domando: perché lui è caduto e non io? Le debolezze che abbiamo sono le stesse... È un mistero che ci avvicina a loro".

Poi ha detto ai cappellani di portare un messaggio da parte sua: "Ai detenuti, a nome del Papa, potete dire questo: il Signore è dentro con loro. Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore, il suo amore paterno e materno arriva dappertutto".

Alla fine dell'udienza, è stata donata a Francesco una borsa da viaggio fabbricata per lui dalle detenute del carcere femminile di Rebibbia. Nel suo saluto al Papa, don Virgilio Balducchi, capo dei sacerdoti impegnati nella pastorale carceraria, ha avanzato tre richieste: l'istituzione di un "luogo permanente" per i detenuti e per risolvere i problemi delle carceri, all'interno di un dicastero vaticano, "magari - ha suggerito - 'Giustizia e pace'-"; una "celebrazione di riconciliazione qui in Vaticano, con lei", da fare l'anno prossimo, incentrata sul tema delle carceri; infine che il Papa sostenga "anche davanti ai politici che anche in Italia c'è bisogno di una giustizia maggiormente riconciliativa".

Francesco ha fatto sapere che il prossimo giovedì 14 novembre incontrerà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Recandosi al Quirinale, il Papa restituirà così la visita che il capo di Stato gli ha fatto lo scorso 8 giugno in Vaticano.
Napolitano, peraltro, aveva salutato una prima volta il Pontefice quando, il 19 marzo, Bergoglio celebrò la messa di inaugurazione del pontificato.

La sospensione del vescovo spendaccione. Tra gli annunci del Vaticano, anche l'allontanamento per un periodo del controverso vescovo tedesco di Limburg, Franz-Peter Tebartz-Van Elst, al centro da settimane di polemiche per le spese eccessive di costruzione della sua residenza per cui ha speso circa 31milioni di euro. Il Papa ha deciso che il religioso "trascorrerà un periodo di permanenza fuori dalla diocesi ed ha costituito una commissione per intraprendere un esame approfondito della questione della costruzione della sede episcopale".

"Il Santo padre - si legge in una nota diffusa dalla Santa sede - è stato informato ampiamente e obiettivamente sulla situazione nella diocesi di Limburg. Nella diocesi si è venuta a creare una situazione nella quale il vescovo, nel momento attuale non può esercitare il suo ministero episcopale". La conferenza episcopale tedesca, conformemente a un accordo fra il vescovo e il capitolo del duomo di Limburg, ha costituito una commissione per intraprendere un esame approfondito della questione. In attesa dei risultati di tale esame e dei connessi accertamenti sulle responsabilità in merito, "la santa sede ritiene opportuno autorizzare per sua eccellenza Franz-Peter Tebartz-Van Elst un periodo di permanenza fuori della diocesi".

Il vescovo tedesco era giunto all'inizio della settimana scorsa a Roma per incontrare il Papa che gli ha concesso udienza dopo aver ricevuto nei giorni precedenti il presidente della conferenza episcopale tedesca, mons. Robert Zollitsch e l'arcivescovo di Colonia, Joachim Meisner.