BERLINO - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sapeva tutto dal 2010 sullo spionaggio operato dalla National security angency su Angela Merkel. Sapeva perfettamente almeno da quella data che il cellulare della cancelliera tedesca era controllato dalla Nsa. Lo scrive stamane Bild am Sonntag, l'edizione domenicale del quotidiano popolare più letto d'Europa. E in tono di sfida che cavalca ovviamente lo sdegno e la rabbia dell'opinione pubblica (76 tedeschi su cento ritengono secondo un sondaggio uscito stamane che Obama si debba scusare con la Germania) invita il capo della Casa Bianca a smentire questa notizia, se ne è capace.
Sdegno che in serata, dopo le ennesime poco convincenti spiegazioni arrivate da Washington, è stato fatto poprio anche dal governo tedesco. "Lo spionaggio è un reato e quanti ne sono responsabili devono risponderne davanti alla giustizia", ha tuonato il ministro dell'Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich. Duro anche il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, che giovedì aveva convocato l'ambasciatore Usa per protestare per lo spionaggio della National Security Agency americana. Si tratta di fatti "altamente dannosi", ha avvertito in una nota, e che "minacciano di minare i legami che ci tengono insieme e di cui abbiamo più bisogno che mai per modellare il futuro nel mondo globalizzato del 21mo secolo". Westerwelle ha ricordato che "sul suolo tedesco vige la legge tedesca e questo vale per cittadini e imprese e anche per diplomatici e ambasciate". Un riferimento, quest'ultimo, al fatto che gli 007 della Nsa avrebbero trovato ospitalità per lo spionaggio nella rappresentanza Usa a Berlino.
In attesa che nei prossimi giorni una delegazione tedesca con i vertici degli 007 si rechi a Washington, la Spd ha chiesto l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle intercettazioni telefoniche, con l'audizione in qualità di testimone della "talpa" Edward Snowden.
Prese di posizioni durissime, arrivate, come detto, dopo che nel corso della giornata la Casa Bianca si era limitata a replicare così: "Non commentiamo notizie di stampa, ma quanto alla nostre regole, abbiamo chiarito che gli Usa raccolgono all'estero informazioni dello stesso tipo di quelle raccolte da tutte le altre Nazioni". Poi una precisazione del portavoce della Nsa, Vanee Vines. Il direttore della Nsa, Keith Alexander, ha affermato, "non ha discusso con il presidente Obama nel 2010 un'operazione di presunta raccolta dati d'intelligence straniera che abbia coinvolto Angela Merkel, né ha mai discusso presunte operazioni che coinvolgano il Cancelliere. Notizie che sostengono il contrario non sono vere".
Un funzionario della Nsa, coperto dall'anonimato, avrebbe dichiararo alla Bild am Sonntag che "Obama non bloccò allora l'operazione dell'agenzia, ma al contrario la fece andare avanti. In seguito la Casa Bianca chiese alla Nsa un dossier segreto completo di ogni dettaglio sulla cancelliera, poiché, sempre secondo la 'gola profondà dello spionaggio americano citata da Bild am Sonntag, egli non si fidava di Angela Merkel e voleva sapere tutto su di lei, pubblico e privato, presente e passato. "Chi è esattamente questa donna?", avrebbe chiesto ai capi della Nsa il presidente Usa. Irritato, scrive Bild am Sonntag, per come Merkel gestiva la crisi dell'euro e anche per la mancata partecipazione militare tedesca all'azione militare alleata in Libia che portò alla caduta e alla morte del dittatore colonnello Gheddafi. Il preside nte avrebbe ordinato di tentare di controllare anche il nuovo telefonino ultimo modello di cui i servizi tedeschi avevano dotato la cancelliera, evidentemente sospettando il peggio e tentando di proteggerla.
La diffidenza Usa verso la Germania unita, controllata come un nemico, risale almeno all'epoca del cancelliere Schroeder. Allora presidente americano era George W. Bush, e chiese di controllarlo, allarmato dall'amicizia di Schroeder con Putin e dal suo no alla guerra in Iraq. "Chi è Schroeder, possiamo fidarci di lui?", avrebbe detto Bush junior ai suoi spioni. Insomma, la stessa sospettosità e la stessa determinazione ad agire illegalmente senza scrupoli mostrata poi da Obama verso Angela Merkel.
Sdegno che in serata, dopo le ennesime poco convincenti spiegazioni arrivate da Washington, è stato fatto poprio anche dal governo tedesco. "Lo spionaggio è un reato e quanti ne sono responsabili devono risponderne davanti alla giustizia", ha tuonato il ministro dell'Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich. Duro anche il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, che giovedì aveva convocato l'ambasciatore Usa per protestare per lo spionaggio della National Security Agency americana. Si tratta di fatti "altamente dannosi", ha avvertito in una nota, e che "minacciano di minare i legami che ci tengono insieme e di cui abbiamo più bisogno che mai per modellare il futuro nel mondo globalizzato del 21mo secolo". Westerwelle ha ricordato che "sul suolo tedesco vige la legge tedesca e questo vale per cittadini e imprese e anche per diplomatici e ambasciate". Un riferimento, quest'ultimo, al fatto che gli 007 della Nsa avrebbero trovato ospitalità per lo spionaggio nella rappresentanza Usa a Berlino.
In attesa che nei prossimi giorni una delegazione tedesca con i vertici degli 007 si rechi a Washington, la Spd ha chiesto l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle intercettazioni telefoniche, con l'audizione in qualità di testimone della "talpa" Edward Snowden.
Prese di posizioni durissime, arrivate, come detto, dopo che nel corso della giornata la Casa Bianca si era limitata a replicare così: "Non commentiamo notizie di stampa, ma quanto alla nostre regole, abbiamo chiarito che gli Usa raccolgono all'estero informazioni dello stesso tipo di quelle raccolte da tutte le altre Nazioni". Poi una precisazione del portavoce della Nsa, Vanee Vines. Il direttore della Nsa, Keith Alexander, ha affermato, "non ha discusso con il presidente Obama nel 2010 un'operazione di presunta raccolta dati d'intelligence straniera che abbia coinvolto Angela Merkel, né ha mai discusso presunte operazioni che coinvolgano il Cancelliere. Notizie che sostengono il contrario non sono vere".
Un funzionario della Nsa, coperto dall'anonimato, avrebbe dichiararo alla Bild am Sonntag che "Obama non bloccò allora l'operazione dell'agenzia, ma al contrario la fece andare avanti. In seguito la Casa Bianca chiese alla Nsa un dossier segreto completo di ogni dettaglio sulla cancelliera, poiché, sempre secondo la 'gola profondà dello spionaggio americano citata da Bild am Sonntag, egli non si fidava di Angela Merkel e voleva sapere tutto su di lei, pubblico e privato, presente e passato. "Chi è esattamente questa donna?", avrebbe chiesto ai capi della Nsa il presidente Usa. Irritato, scrive Bild am Sonntag, per come Merkel gestiva la crisi dell'euro e anche per la mancata partecipazione militare tedesca all'azione militare alleata in Libia che portò alla caduta e alla morte del dittatore colonnello Gheddafi. Il preside nte avrebbe ordinato di tentare di controllare anche il nuovo telefonino ultimo modello di cui i servizi tedeschi avevano dotato la cancelliera, evidentemente sospettando il peggio e tentando di proteggerla.
La diffidenza Usa verso la Germania unita, controllata come un nemico, risale almeno all'epoca del cancelliere Schroeder. Allora presidente americano era George W. Bush, e chiese di controllarlo, allarmato dall'amicizia di Schroeder con Putin e dal suo no alla guerra in Iraq. "Chi è Schroeder, possiamo fidarci di lui?", avrebbe detto Bush junior ai suoi spioni. Insomma, la stessa sospettosità e la stessa determinazione ad agire illegalmente senza scrupoli mostrata poi da Obama verso Angela Merkel.