ROMA - Lo hanno accolto come al solito. Con appalusi, cori, sorrisi e bandierine bianche e gialle sventolate in un giorno di festa. Anche se oggi Papa Francesco è arrivato al Cimitero monumentale del Verano a Roma, a celebrare la messa di Ognissanti che precede la commemorazione dei defunti di domani. Non accadeva da vent'anni. Dal primo novembre del '93, quando Giovanni Paolo II si recò nello stesso luogo.
Ad accoglierlo all'ingresso del cimitero c'era il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, arrivato in bicicletta scortato da due vigili su due ruote, e il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, che ha concelebrato la messa con Francesco nel cortile monumentale del Verano. Migliaia i presenti ad ascoltare le parole del Pontefice, che ha parlato della gioia e della speranza cristiana nel guardare al tramonto della vita. E ha concluso con un pensiero rivolto a Lampedusa, non solo ai profughi che hanno perso la vita, ma anche a quelli che si sono salvati. E che ora "sono ammucchiati in attesa di andare in altri centri di accoglienza più comodi".
Sull'altare con lui anche l'arcivescovo Filippo Iannone, Vicegerente della diocesi di Roma, i vescovi ausiliari e il Parroco di San Lorenzo fuori le Mura, il cappuccino padre Armando Ambrosi. "Avere il cuore ancorato là dove sono i nostri. Questa è la speranza che non delude. La speranza è un po' come il lievito che ti fa allargare l'anima. La speranza va avanti e guarda quello che ci aspetta. Oggi è un giorno di speranza", ha detto il Papa rivolto alle migliaia di fedeli presenti.
"Dobbiamo avere il cuore ancorato là dove sono i nostri antenati, i santi. Dio. Questa è la speranza che non delude. Ci sono momenti difficili nella vita ma con la speranza l'anima va avanti". In questo pre-tramonto di oggi - ha aggiunto - "ognuno di noi può pensare al tramonto della sua vita, perché tutti avremo un tramonto e chiedersi dove è ancorato il cuore. Se non è ancorato bene ancoriamolo a quella riva, perché sappiamo che non delude", ha detto nell'omelia pronunciata a braccio. "Ma come sarà il mio tramonto e quello di ognuno?" ha chiesto. "lo guardo con speranza, lo guardo con quella gioia di essere ricevuto dal Signore?", Questo, secondo Bergoglio, "è il tramonto cristiano", un pensiero che "dà pace".
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Francesco ha concluso con una preghiera "speciale per i fratelli nostri che in questi giorni sono morti mentre cercavano una liberazione, verso una vita degna". "Abbiamo visto - ha aggiunto - le fotografie, abbiamo visto la crudeltà del deserto. E abbiamo visto il mare dove tanti si sono affogati". "Preghiamo - ha poi continuato - anche per quelli che si sono salvati e che ora sono ammucchiati in attesa che le pratiche si possano compiere per andare in altri centri di accoglienza più comodi".
Prima di celebrare la messa Papa Francesco aveva raggiunto l'altare sul piazzale d'ingresso del cimitero Verano portando nella mano destra una croce astile diversa da quella abituale che utilizzavano Paolo VI, Giovanni Paolo II e - all'inizio del suo Pontificato - anche Benedetto XVI. Il Cristo crocifisso, nella croce astile impugnata oggi da Francesco, è infatti raffigurato già nella Gloria come testimoniano i raggi che rappresentano appunto la Risurrezione. Francesco ha poggiato una rosa rossa sul travertino di uno dei riquadri che dividono i settori nel piazzale del Cimitero Monumentale del Verano, poi è andato via.
Ad accoglierlo all'ingresso del cimitero c'era il sindaco della Capitale, Ignazio Marino, arrivato in bicicletta scortato da due vigili su due ruote, e il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, che ha concelebrato la messa con Francesco nel cortile monumentale del Verano. Migliaia i presenti ad ascoltare le parole del Pontefice, che ha parlato della gioia e della speranza cristiana nel guardare al tramonto della vita. E ha concluso con un pensiero rivolto a Lampedusa, non solo ai profughi che hanno perso la vita, ma anche a quelli che si sono salvati. E che ora "sono ammucchiati in attesa di andare in altri centri di accoglienza più comodi".
Sull'altare con lui anche l'arcivescovo Filippo Iannone, Vicegerente della diocesi di Roma, i vescovi ausiliari e il Parroco di San Lorenzo fuori le Mura, il cappuccino padre Armando Ambrosi. "Avere il cuore ancorato là dove sono i nostri. Questa è la speranza che non delude. La speranza è un po' come il lievito che ti fa allargare l'anima. La speranza va avanti e guarda quello che ci aspetta. Oggi è un giorno di speranza", ha detto il Papa rivolto alle migliaia di fedeli presenti.
"Dobbiamo avere il cuore ancorato là dove sono i nostri antenati, i santi. Dio. Questa è la speranza che non delude. Ci sono momenti difficili nella vita ma con la speranza l'anima va avanti". In questo pre-tramonto di oggi - ha aggiunto - "ognuno di noi può pensare al tramonto della sua vita, perché tutti avremo un tramonto e chiedersi dove è ancorato il cuore. Se non è ancorato bene ancoriamolo a quella riva, perché sappiamo che non delude", ha detto nell'omelia pronunciata a braccio. "Ma come sarà il mio tramonto e quello di ognuno?" ha chiesto. "lo guardo con speranza, lo guardo con quella gioia di essere ricevuto dal Signore?", Questo, secondo Bergoglio, "è il tramonto cristiano", un pensiero che "dà pace".
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Francesco ha concluso con una preghiera "speciale per i fratelli nostri che in questi giorni sono morti mentre cercavano una liberazione, verso una vita degna". "Abbiamo visto - ha aggiunto - le fotografie, abbiamo visto la crudeltà del deserto. E abbiamo visto il mare dove tanti si sono affogati". "Preghiamo - ha poi continuato - anche per quelli che si sono salvati e che ora sono ammucchiati in attesa che le pratiche si possano compiere per andare in altri centri di accoglienza più comodi".
Prima di celebrare la messa Papa Francesco aveva raggiunto l'altare sul piazzale d'ingresso del cimitero Verano portando nella mano destra una croce astile diversa da quella abituale che utilizzavano Paolo VI, Giovanni Paolo II e - all'inizio del suo Pontificato - anche Benedetto XVI. Il Cristo crocifisso, nella croce astile impugnata oggi da Francesco, è infatti raffigurato già nella Gloria come testimoniano i raggi che rappresentano appunto la Risurrezione. Francesco ha poggiato una rosa rossa sul travertino di uno dei riquadri che dividono i settori nel piazzale del Cimitero Monumentale del Verano, poi è andato via.