Esteri

Nucleare in Iran, Khamenei: "Non sono ottimista su negoziati". E attacca Israele: "Regime bastardo"

La guida suprema Iran alla vigilia del 34/o anniversario della presa dell'ambasciata Usa a Teheran. "Tutte le ambasciate americane dei paesi più vicini" agli Stati Uniti sono "covi di spie"

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TEHERAN - "Non sono ottimista" sui negoziati nucleari ma le trattative non produrranno alcuna perdita per l'Iran. Lo ha detto la guida suprema iraniana, l'ajatollah Alì Khamenei, in un discorso agli studenti di Teheran. Questa "esperienza aumenterà il potenziale della nazione", ha affermato Khamenei secondo quanto riferisce il suo sito.

Se i negoziati nucleari arriveranno a una conclusione, ha detto ancora Khamenei, "sarà un bene". In caso contrario comunque, ha aggiunto, l'Iran sarà in grado di resistere e "reggersi sulle proprie gambe". Il leader tra l'altro ha esortato a non indebolire "chi assolve al proprio compito" come fanno i negoziatori nucleari iraniani.

Poi ha attaccato gli Usa e Israele dicendo che "tutte le ambasciate americane dei paesi più vicini" agli Stati Uniti sono "covi di spie" e che quello di Tel Aviv è un "regime illegittimo e bastardo".

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Alla vigilia del 34° anniversario della presa dell'ambasciata Usa a Teheran, Khamenei ha aggiunto che la rivoluzione islamica era nel giusto a considerare la sede diplomatica Usa un centro di spionaggio.
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