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Kosovo al voto per le municipali, estremisti serbi assaltano i seggi

Gravi incidenti nella parte settentrionale a maggioranza serba, dove l'affluenza è stata più bassa che nel resto del territorio amministrato dall'Onu. Nel complesso è andato alle urne il 45,79% degli aventi diritto
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PRISTINA - Episodi di violenza e intimidazioni in Kosovo, dove per la prima volta dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza dalla Serbia si è recata alle urne anche la minoranza serba. Ma le frange più radicali hanno cercato in tutti i modi di boicottare la consultazione, passaggio cruciale per la normalizzazione dei rapporti tra Pristina e Belgrado e per la convivenza tra la maggioranza albanese e la minoranza serba.

A Kosovska Mitrovica, nel nord del territorio amministrato dall'Onu, diversi seggi sono stati attaccati, le urne sono state distrutte, ci sono stati scontri tra gli estremisti e gli addetti alle operazioni di voto. E in serata vicino a una scuola sede di uno dei seggi assaltati in precedenza è stato trovato un ordigno. Due persone, un poliziotto e un componente del personale elettorale, sono rimaste ferite.

Tutto questo ha avuto l'effetto che i nazionalisti serbi speravano: l'affluenza è stata molto più bassa che nel resto del K…
PRISTINA - Episodi di violenza e intimidazioni in Kosovo, dove per la prima volta dalla dichiarazione unilaterale di indipendenza dalla Serbia si è recata alle urne anche la minoranza serba. Ma le frange più radicali hanno cercato in tutti i modi di boicottare la consultazione, passaggio cruciale per la normalizzazione dei rapporti tra Pristina e Belgrado e per la convivenza tra la maggioranza albanese e la minoranza serba.

A Kosovska Mitrovica, nel nord del territorio amministrato dall'Onu, diversi seggi sono stati attaccati, le urne sono state distrutte, ci sono stati scontri tra gli estremisti e gli addetti alle operazioni di voto. E in serata vicino a una scuola sede di uno dei seggi assaltati in precedenza è stato trovato un ordigno. Due persone, un poliziotto e un componente del personale elettorale, sono rimaste ferite.

Tutto questo ha avuto l'effetto che i nazionalisti serbi speravano: l'affluenza è stata molto più bassa che nel resto del Kosovo. Tanto che Krstimir Pantic, uno dei candidati alla carica di sindaco del settore serbo di Kosovska Mitrovica, ha chiesto alla comunità internazionale l'annullamento del voto nella città: "Faccio appello alla popolazione a mantenere la calma. Non abbiamo bisogno di scontri e divisioni. Non vogliamo metterci allo stesso livello di chi è contro il governo e lo stato serbi", ha detto Pantic, che alla vigilia del voto era stato aggredito e picchiato da sconosciuti sotto casa sua.

L'affluenza. Nel complesso alla chiusura dei seggi, alle 19, aveva votato il 45,79% degli aventi diritto, pari a 814.780 elettori (sul totale di 1.779.357), 100 mila in più rispetto alle elezioni locali del 2009. Nelle zone a maggioranza di popolazione serba, l'affluenza più alta si è registrata nelle municipalità a sud del fiume Ibar, con percentuali fra il 54% e il 64%. Nelle zone serbe del nord i dati sull'affluenza - molto più bassi del sud - sono fermi alle 15, prima degli assalti ai seggi da parte degli estremisti serbi: a quell'ora al nord si era recato alle urne soltanto il 7,09% a Kosovska Mitrovica, il 7,39% a Zvecan, il 12,52% a Leposavic, il 13,38% a Zubin Potok.

L'assalto ai seggi. Le operazioni di voto nelle sezioni attaccate sono state sospese o trasferite in altre sedi. Nella sola scuola San Savaattaccata verso le 17, sono sistemati 16 dei 33 seggi complessivi della parte nord (serba) di Kosovska Mitrovica.

L'agenzia Tanjug ha riferito che nella scuola San Sava sono scoppiati scontri fra gli aggressori e gli scrutatori e che la polizia è intervenuta utilizzando gas lacrimogeni. Secondo FoNet, un'altra agenzia, i gas sono stati invece usati dagli estremisti che avevano fatto irruzione nei locali. Gli osservatori dell'Osce che controllavano le operazioni di voto ha lasciato in tutta fretta i locali, allontanandosi a bordo di numerosi fuoristrada. Secondo diversi testimoni, erano molto impauriti e alcuni di loro indossavano i caschi e i giubbotti antiproiettili.

In serata è stato rinvenuto un ordigno nel settore serbo, nei pressi di un seggio elettorale ospitato in una scuola che nel pomeriggio era stata assaltata da gruppi di nazionalisti serbi. Specialisti della Kfor, la Forza Nato in Kosovo, sono accorsi per disinnescare l'ordigno e l'intera zona è stata isolata chiusa al traffico. La scuola è situata non lontano dal ponte sul fiume Ibar, che divide in due Kosovska Mitrovica in un settore serbo (a nord) e uno albanese (a sud). Dalla parte nord del ponte stazionavano una decina di mezzi dei carabinieri italiani, mentre un elicottero della Kfor sorvolava la zona in una atmosfera di alta tensione.