ANTIBES (FRANCIA) - Un macabro ritrovamento ad Antibes, sulla riviera francese, porta alla luce una vicenda intricatissima, che potrebbe rivelarsi una brutta storia di pedofilia e vendette. A sei metri di profondità, nello spicchio di mare davanti a un resort, sono stati ritrovati un teschio e ossa appartenenti ad almeno quattro persone, due uomini e due donne.
Le prime analisi del dna riconducono alcuni resti a una precisa identità: Stéphane Hirson, un ragazzo di Lagny-sur-Marne affetto da disturbi mentali, scomparso dalla sua abitazione presso Parigi nel 1994. Ma è il teschio, che non è di Hirson, a rendere la vicenda inquietante.
Perché su quel cranio, appartenente a un uomo di circa 50 anni, qualcuno ha scritto a caratteri indelebili una scritta: "Morte ai pedofili". Ma una fonte confidenziale rivela un altro particolare relativo al cranio. Assieme alla scritta, il disegno di un bersaglio da tiro a segno. Dalle prime analisi, inoltre, le ossa sarebbero rimaste in mare per almeno dieci anni.
La polizia è al lavoro e gli inquirenti hanno disposto ulteriori analisi per cercare di stabilire la provenienza degli altri reperti ossei. Ma il procuratore della città di Grasse Georges Gutierrez, che conduce le indagini e ha aperto un'inchiesta per omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere, avverte: "Abbiamo davanti tutta una serie di misteri".
Il procuratore Gutierrez spiega che le ossa sono state ripescate tra il 10 e il 27 febbraio, con il primo ritrovamento da parte di un subacqueo e il successivo intervento della gendarmeria. Il procuratore entra nel dettaglio: "Sono stati ritrovati un femore, due omeri, un cranio e due frammenti di mandibola".
Un omero appartiene proprio a Stéphane Hirson, scomparso all'inizio del 1994, poco prima del suo 18mo compleanno. Nel corso degli anni, i suoi genitori hanno lanciato diversi appelli per il suo ritrovamento, soprattutto via internet.
Il ragazzo, biondo, occhi azzurri, si era allontanato da casa "senza soldi e senza documenti" la mattina dell'11 febbraio 1994. "Aveva incontrato un amico - avevano spiegato i suoi genitori in uno dei loro appelli - con cui avrebbe dovuto recarsi all'Anpe di Meux (l'equivalente del nostro ufficio di collocamento), dove non è mai arrivato".
All'epoca, l'inchiesta sulla scomparsa di Stéphane Hirson "non permise di accertare l'ipotesi criminale, si parlò di fuga volontaria" ricorda ancora il procuratore Gutierrez. Il giovane, affetto da problemi di ordine psichiatrico, "non aveva alcuna ragione per venire in Costa Azzurra, sembra piuttosto che avesse manifestato la volontà di andare in Spagna".
Le prime analisi del dna riconducono alcuni resti a una precisa identità: Stéphane Hirson, un ragazzo di Lagny-sur-Marne affetto da disturbi mentali, scomparso dalla sua abitazione presso Parigi nel 1994. Ma è il teschio, che non è di Hirson, a rendere la vicenda inquietante.
Perché su quel cranio, appartenente a un uomo di circa 50 anni, qualcuno ha scritto a caratteri indelebili una scritta: "Morte ai pedofili". Ma una fonte confidenziale rivela un altro particolare relativo al cranio. Assieme alla scritta, il disegno di un bersaglio da tiro a segno. Dalle prime analisi, inoltre, le ossa sarebbero rimaste in mare per almeno dieci anni.
La polizia è al lavoro e gli inquirenti hanno disposto ulteriori analisi per cercare di stabilire la provenienza degli altri reperti ossei. Ma il procuratore della città di Grasse Georges Gutierrez, che conduce le indagini e ha aperto un'inchiesta per omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere, avverte: "Abbiamo davanti tutta una serie di misteri".
Il procuratore Gutierrez spiega che le ossa sono state ripescate tra il 10 e il 27 febbraio, con il primo ritrovamento da parte di un subacqueo e il successivo intervento della gendarmeria. Il procuratore entra nel dettaglio: "Sono stati ritrovati un femore, due omeri, un cranio e due frammenti di mandibola".
Un omero appartiene proprio a Stéphane Hirson, scomparso all'inizio del 1994, poco prima del suo 18mo compleanno. Nel corso degli anni, i suoi genitori hanno lanciato diversi appelli per il suo ritrovamento, soprattutto via internet.
Il ragazzo, biondo, occhi azzurri, si era allontanato da casa "senza soldi e senza documenti" la mattina dell'11 febbraio 1994. "Aveva incontrato un amico - avevano spiegato i suoi genitori in uno dei loro appelli - con cui avrebbe dovuto recarsi all'Anpe di Meux (l'equivalente del nostro ufficio di collocamento), dove non è mai arrivato".
All'epoca, l'inchiesta sulla scomparsa di Stéphane Hirson "non permise di accertare l'ipotesi criminale, si parlò di fuga volontaria" ricorda ancora il procuratore Gutierrez. Il giovane, affetto da problemi di ordine psichiatrico, "non aveva alcuna ragione per venire in Costa Azzurra, sembra piuttosto che avesse manifestato la volontà di andare in Spagna".