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Marò, interrogati a Roma quattro fucilieri della Lexie. Letta: "Sviluppo significativo"

La polizia indiana ha sentito in videoconferenza Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte, che il 14 febbraio del 2012 erano a bordo della "Enrica Leixe". Secondo le perizie balistiche, sul corpo dei  pescatori uccisi proiettili incompatibili con le armi in dotazione a Latorre e Girone. De Mistura: "Più chiara la loro posizione"

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ROMA - "Adesso la posizione di Latorre e Girone è stata ancor più chiarita". Questo il commento rilasciato da Staffan De Mistura, inviato del governo italiano, dopo l'interrogatorio a cui sono stati sottoposti dalla polizia indiana quattro fucilieri che il 14 febbraio 2012 si trovavano sulla petroliera Enrica Lexie assieme ai due marò sotto processo in India con l'accusa di aver sparato e ucciso due pescatori al largo delle coste dello Stato indiano del Kerala.

In serata, il presidente del Consiglio Enrico Letta, evidentemente informato, parla di "sviluppo significativo in vista della conclusione delle indagini" e ribadisce "l'impegno e la determinazione" del governo italiano per "un esito positivo" della vicenda.

I quattro - Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte, accompagnati da De Mistura - sono stati ascoltati singolarmente in videoconferenza nell'ambasciata di New Delhi a Roma. Al termine delle deposizioni, si sono trattenuti con De Mistura e Carlo Sica, l'avvocato dello Stato che segue i legali indiani di Latorre e Girone.

Si è trattato, spiega ancora De Mistura, di "una escussione dei quattro fucilieri di Marina che noi volevamo che avvenisse perché sono testimoni della difesa e perché questo è l'ultimo tassello prima di chiudere le indagini suppletive. Indagini che volevamo che avvenissero affinché fossimo nelle condizioni di difendere al massimo i due fucilieri di Marina Latorre e Girone. Noi ci sentiamo sicuri di saper come andare avanti, perché la loro posizione è chiara ed è stata ancor più chiarita oggi".
 
La National Investigation Agency indiana ha voluto ascoltare i quattro fucilieri dopo che le perizie balistiche hanno rivelato che i proiettili ritrovati nei corpi dei due pescatori sono compatibili con le armi di altri due sottufficiali, non con i fucili Beretta in dotazione a Girone e Latorre, come rivelato da Repubblica lo scorso aprile. Furono, dunque, altri due soldati a sparare, un particolare importante, di cui vi è traccia sin dal maggio del 2012 nel rapporto sommario redatto da un ammiraglio della Marina Militare.

La Nia è stata incaricata di ricostruire la vicenda dal giudice speciale individuato dalla Corte suprema indiana, dopo che la stessa Corte suprema aveva ritenuto non valido il procedimento giudiziario avviato a suo tempo dalla polizia e dai giudici del Kerala. 

I quattro fucilieri interrogati, riferiscono fonti informate all'Asca, si sono detti "assolutamente sereni e determinati". Secondo un'altra fonte, interpellata da Adnkronos, i militari hanno riferito agli investigatori indiani della Nia "dettagli utili alle indagini, non hanno fatto scena muta, hanno dato la loro versione dei fatti".

A questo punto, dice la fonte, le indagini suppletive dovrebbero chiudersi "in tempi ragionevoli", essendo quello di stamani "uno degli ultimi passaggi" prima che gli inquirenti indiani presentino i capi di accusa nei confronti di Latorre e Girone. Avrà poi inizio il processo, per il quale "da entrambe le parti c'è la volontà di una chiusura rapida".