NEW YORK - Poco dopo mezzanotte, le sei del mattino in Italia, un uomo è entrato con una semiautomatica in una casa al 318 di Maujer Street, zona di loft e artisti a pochi passi dal cuore di Williamsburg, nel quartiere di Brooklyn, New York, e ha ucciso sparando tre persone. Ne ha ferita una quarta. Poi si è tolto la vita. Era un musicista rock. Due delle vittime - tutte tra i 20 e i 30 anni - erano componenti della band indie iraniana, The Yellow Dogs. Secondo quanto dichiarato dal loro manager, Ali Salehezadeh, il terzo ragazzo ucciso faceva parte di un'altra band e il solo superstite era un'artista.
Secondo quanto Riporta il New York Post il giovane, Raefe Ahkbar, faceva parte dei Free Keys, un diverso gruppo sempre iraniano, ed era stato cacciato dai Jellow Dogs perché accusato di furto: avrebbe rubato soldi e strumenti al gruppo. Prima ha sparato a una persona all'esterno dell'ingresso, un 22enne ricoverato ma non in pericolo di vita. Poi è entrato e ha ucciso due dei suoi ex compagni. Soroush Farazmand, 27enne chitarrista e il batterista Arash Farazmand. Sempre secondo il Post prima di sparare avrebbe detto: "Perché mi ha portato fin qui per poi cacciarmi".
Il corpo di Ahkbar, rivolto sul pavimento con in fianco la pistola semiautomatica con la quale ha compiuto la strage, è stato trovato sul tetto. Nella casa ci sarebbero stati altri due ragazzi (una coppia) rimasta illesa perché ha trovato rifugio nel bagno.
Gli Yellow Dogs erano conosciuti nel quartiere. Capelli lunghi, jeans aderenti, strumenti musicali trascinati per strada. Secondo i testimoni cantavano, festeggiavano, e mangiavano sempre insieme. Martin Greenman, 63 anni, che lavora vicino al palazzo dove è avvenuta la sparatoria li ha descritti come molto uniti: "Sembravano molto gentili, assolutamente non violenti, ragazzi normalissimi. Non hanno mai causato problemi e li vedevo praticamente ogni giorno. E' stato uno shock".
[[ge:rep-locali:repubblica:70765110]]
Nel 2009 erano entrati sotto la lente d'ingrandimento del governo di Teheran dopo l'uscita del documentario 'No one knows about persian cats' di Bahman Ghobadi, in cui veniva descritta la scena musicale underground della capitale. Il gruppo compariva nel film fra quelli che suonavano oltre alla band protagonista del lungometraggio: la pellicola aveva fatto il giro del mondo, era stata presentata anche al Tribeca film festival e aveva vinto premi in diversi festival internazionali, tra cui Cannes. Così avevano lasciato l'Iran per tentare la scalata al successo con un mix di punk ed elettronica. Sempre nel 2009 la Cnn li aveva intervistati all'interno della loro sala prove di Brooklyn: fra le band a cui si ispiravano, citavano i Joy Division.
Nella scena hipster della città erano molto conosciuti: avevano diviso il palco con band molto famose nel panorama underground americano, da !!! a Sinkane, avevano suonato nei locali più gettonati di Williamsburg, come Knitting Factory e Brooklyn Bowl.
Moltissimi i commenti sui social network. Dove sono apparsi anche i nomi delle vittime che la polizia non ha ancora confermato.
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Secondo quanto Riporta il New York Post il giovane, Raefe Ahkbar, faceva parte dei Free Keys, un diverso gruppo sempre iraniano, ed era stato cacciato dai Jellow Dogs perché accusato di furto: avrebbe rubato soldi e strumenti al gruppo. Prima ha sparato a una persona all'esterno dell'ingresso, un 22enne ricoverato ma non in pericolo di vita. Poi è entrato e ha ucciso due dei suoi ex compagni. Soroush Farazmand, 27enne chitarrista e il batterista Arash Farazmand. Sempre secondo il Post prima di sparare avrebbe detto: "Perché mi ha portato fin qui per poi cacciarmi".
Il corpo di Ahkbar, rivolto sul pavimento con in fianco la pistola semiautomatica con la quale ha compiuto la strage, è stato trovato sul tetto. Nella casa ci sarebbero stati altri due ragazzi (una coppia) rimasta illesa perché ha trovato rifugio nel bagno.
Gli Yellow Dogs erano conosciuti nel quartiere. Capelli lunghi, jeans aderenti, strumenti musicali trascinati per strada. Secondo i testimoni cantavano, festeggiavano, e mangiavano sempre insieme. Martin Greenman, 63 anni, che lavora vicino al palazzo dove è avvenuta la sparatoria li ha descritti come molto uniti: "Sembravano molto gentili, assolutamente non violenti, ragazzi normalissimi. Non hanno mai causato problemi e li vedevo praticamente ogni giorno. E' stato uno shock".
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Nel 2009 erano entrati sotto la lente d'ingrandimento del governo di Teheran dopo l'uscita del documentario 'No one knows about persian cats' di Bahman Ghobadi, in cui veniva descritta la scena musicale underground della capitale. Il gruppo compariva nel film fra quelli che suonavano oltre alla band protagonista del lungometraggio: la pellicola aveva fatto il giro del mondo, era stata presentata anche al Tribeca film festival e aveva vinto premi in diversi festival internazionali, tra cui Cannes. Così avevano lasciato l'Iran per tentare la scalata al successo con un mix di punk ed elettronica. Sempre nel 2009 la Cnn li aveva intervistati all'interno della loro sala prove di Brooklyn: fra le band a cui si ispiravano, citavano i Joy Division.
Nella scena hipster della città erano molto conosciuti: avevano diviso il palco con band molto famose nel panorama underground americano, da !!! a Sinkane, avevano suonato nei locali più gettonati di Williamsburg, come Knitting Factory e Brooklyn Bowl.
Moltissimi i commenti sui social network. Dove sono apparsi anche i nomi delle vittime che la polizia non ha ancora confermato.
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