PRISTINA - Questa volta sembra essere andato tutto per il meglio. Dopo appena due settimane dai duri scontri tra gli estremisti serbi e la componente albanese del Kosovo, si è tornato a votare a Kosovka Mitrovica. La città a nord del Paese, a maggioranza serba, doveva eleggere il proprio sindaco; ma l'assalto alle urne da parte proprio dei nazionalisti serbi e gli accesi disordini in tutta la città tra le due etnie avevano costretto alla chiusura di tre seggi e al rinvio delle operazioni di voto.
Il clima di paura ha comunque inciso, e non poco, sull'esito delle consultazioni. L'affluenza, infatti, è stata molto bassa (appena il 22% degli aventi diritto). In ogni caso le urne hanno emesso un primo verdetto. Per eleggere il sindaco di Kosovka Mitrovica occorrerà un ballottaggio, fissato per il prossimo 1 dicembre.
I candidati al secondo turno saranno Krstimir Pantic e Oliver Ivanovic. Stando ai primi risultati diffusi dalla commissione elettorale, infatti, la lista civica 'Srpska' del filo-serbo Pantic avrebbe ottenuto il 37,06 dei voti mentre a Ivanovic, sostenuto dal Partito socialdemocratico kosovaro, sarebbe andato il 28,53% dei consensi.
Pantic ha fatto sapere, tuttavia, di contestare tali dati ritenendo di aver ottenuto più voti e ha denunciato manipolazioni nel conteggio delle schede.
Gli altri tre candidati in lizza, invece, hanno ottenuto percentuali inferiori: a Agim Deva (Partito democratico del Kosovo) è andato il 20,29%, a Adrijana Hodzic (indipendente) l'11,90%, a Dimitri Janiciejvic (Partito liberale) il 2,22%.
Il 3 novembre scorso, alcuni uomini avevano assalito a volto coperto i tre seggi in cui si è svolto il voto di ieri, distruggendo le urne e minacciando gli elettori serbi di non votare. La commissione elettorale del Kosovo aveva così deciso di annullare le schede e di indire un nuove consultazioni in quei seggi.
Il voto era stato organizzato con il sostegno del governo di Belgrado per la prima volta dall'indipendenza dell'ex provincia serba a maggioranza albanese, avvenuta nel 2008. Anche perché circa 120mila serbi, su 1,8 milioni di abitanti del Kosovo, vivono ancora oggi nella regione. Di questi, 40mila vivono proprio al nord, dove rappresentano la maggioranza e controllano le istituzioni pubbliche.
In base all'intesa sulla normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, firmata a Bruxelles ad aprile, ai serbi del nord del Kosovo in futuro dovrebbe essere concessa un'ampia autonomia amministrativa. In questo quadro, le elezioni municipali dovevano servire proprio da banco di prova per monitorare lo stato di una convivenza storicamente complicata.
Il clima di paura ha comunque inciso, e non poco, sull'esito delle consultazioni. L'affluenza, infatti, è stata molto bassa (appena il 22% degli aventi diritto). In ogni caso le urne hanno emesso un primo verdetto. Per eleggere il sindaco di Kosovka Mitrovica occorrerà un ballottaggio, fissato per il prossimo 1 dicembre.
I candidati al secondo turno saranno Krstimir Pantic e Oliver Ivanovic. Stando ai primi risultati diffusi dalla commissione elettorale, infatti, la lista civica 'Srpska' del filo-serbo Pantic avrebbe ottenuto il 37,06 dei voti mentre a Ivanovic, sostenuto dal Partito socialdemocratico kosovaro, sarebbe andato il 28,53% dei consensi.
Pantic ha fatto sapere, tuttavia, di contestare tali dati ritenendo di aver ottenuto più voti e ha denunciato manipolazioni nel conteggio delle schede.
Gli altri tre candidati in lizza, invece, hanno ottenuto percentuali inferiori: a Agim Deva (Partito democratico del Kosovo) è andato il 20,29%, a Adrijana Hodzic (indipendente) l'11,90%, a Dimitri Janiciejvic (Partito liberale) il 2,22%.
Il 3 novembre scorso, alcuni uomini avevano assalito a volto coperto i tre seggi in cui si è svolto il voto di ieri, distruggendo le urne e minacciando gli elettori serbi di non votare. La commissione elettorale del Kosovo aveva così deciso di annullare le schede e di indire un nuove consultazioni in quei seggi.
Il voto era stato organizzato con il sostegno del governo di Belgrado per la prima volta dall'indipendenza dell'ex provincia serba a maggioranza albanese, avvenuta nel 2008. Anche perché circa 120mila serbi, su 1,8 milioni di abitanti del Kosovo, vivono ancora oggi nella regione. Di questi, 40mila vivono proprio al nord, dove rappresentano la maggioranza e controllano le istituzioni pubbliche.
In base all'intesa sulla normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, firmata a Bruxelles ad aprile, ai serbi del nord del Kosovo in futuro dovrebbe essere concessa un'ampia autonomia amministrativa. In questo quadro, le elezioni municipali dovevano servire proprio da banco di prova per monitorare lo stato di una convivenza storicamente complicata.