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Nucleare Iran, Teheran frena: l'intesa potrebbe slittare

I ministri degli Esteri dei 5+1 si danno battaglia su ogni parola di una bozza d'accordo. Possibile il rinvio  o un'intesa su una sospensione di sei mesi del programma nucleare iraniano in cambio di un alleggerimento delle sanzioni economiche

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GINEVRA (Svizzera) - Teheran frena sul possibile raggiungimento, nella giornata di oggi, di un accordo sul nucleare iraniano con il gruppo 5+1. Il vice ministro degli esteri Abbas Araghchi ha confermato all'agenzia Fars che i colloqui si stanno concentrando sulla definizione di una intesa che prevederebbe lo sospensione del programma nucleare per sei mesi in cambio di un alleggerimento delle sanzioni economiche. Ma, ha sottolineato, non è detto che oggi si riuscirà a raggiungere un'intesa.

Nella città svizzera i sei ministri degli Esteri stanno conducendo una battaglia su ogni singola parola di una bozza d'accordo. Si tratta del quarto giorno di trattative di una riunione multilaterale che originariamente avrebbe dovuto durarne due. La delegazione Usa, per parte sua, conferma che il segretario di Stato John Kerry domani sarà a Londra, il che - in mancanza di una intesa - potrebbe portare a uno slittamento dei colloqui ad altra data.

 A tempo quasi scaduto, l'Iran e le potenze mondiali del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) stanno cercando raggiungere un'intesa sulla decennale controversia del programma nucleare iraniano, potenziale casus belli per tutto il Medio oriente.

Il viceministro degli esteri russo Serghiei Riabkov ha sostenuto che si è più vicini all'accordo rispetto a quanto non lo si fosse nel round precedente, quello del 7-9 novembre, quando un analogo accorrere di ministri a Ginevra, all'ultimo momento, fece sperare in un'intesa: alla fine poi solo sfiorata a causa di resistenze soprattutto francesi.

Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro degli Esteri britannico William Hague: le distanze si sono ridotte, ma ci sono ancora "importanti divergenze" che rendono i negoziati ancora "molto difficili".

Il nuovo round di Ginevra, il terzo in cinque settimane, era iniziato mercoledì a livello di viceministri e avrebbe dovuto concludersi ieri.

L'offerta del 5+1 trapelata nei giorni scorsi (sblocco di alcuni fondi iraniani congelati in banche estere, e il nullaosta al commercio di metalli preziosi, prodotti petrolchimici e parti di ricambio per aerei) viene incontro solo in parte alla richiesta iraniana di revocare le sanzioni che ostacolano le transazioni finanziare e la vendita del petrolio.