Esteri

Thailandia, assedio al potere Shinawatra. Ministeri occupati, ricercato il leader della protesta

Dopo il tentativo fallito di far passare un'amnistia di cui avrebbe goduto il fratello ed ex premier Thaksin, il primo ministro Yingluck Shinawatra chiede poteri speciali per fronteggiare l'ondata di manifestazioni che ne chiedono le dimissioni. Mandato d'arresto per l'ex vicepremier Suthep Thaugsuban

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BANGKOK - Sale la tensione in Thailandia dove prosegue la protesta guidata Partito Democratico contro il governo del primo ministro Yingluck Shinawatra, del quale vengono chieste le dimissioni. Come riporta la Bbc, i manifestanti, che accusano il governo di essere in realtà controllato dal fratello della Shinawatra, l'ex premier Thaksin Shinawatra, hanno circondato stamani a Bangkok i ministeri dell'Interno, del Turismo, dei Trasporti e dell'Agricoltura, dopo avere preso d'assedio nella notte anche il ministero degli Esteri e quello delle Finanze.

La protesta è stata innescata dal tentativo del governo di fare approvare una legge per l'amnistia. Secondo i manifestanti, il provvedimento avrebbe consentito all'ex premier Thaksin Shinawatra di fare ritorno in Thailandia, senza scontare la condanna per corruzione pronunciata contro di lui nel 2008. Thaksin, primo ministro dal 2001 al 2006, quando fu destituito con un colpo di stato militare, vive attualmente esiliato a Dubai.

Nella tarda serata di ieri la Yingluck ha chiesto poteri speciali per potere imporre il coprifuoco e posti di blocco nelle strade, ma stamani ha escluso il ricorso alla violenza contro i manifestanti. Tuttavia ha avvertito che l'occupazione di edifici governativi "minaccia la stabilità del Paese" e per questo ha chiesto ai thailandesi di non unirsi alla protesta.

Contro il leader della protesta, l'ex vicepremier Suthep Thaugsuban, accusato di aver sobillato la folla e di averla guidata nell'assedio e nell'occupazione dei ministeri, un tribunale thailandese ha spiccato un mandato di arresto. Ha spiegato il colonnello Sunthorn Kongklam della polizia di Bang Sue: "Gli chiedo di arrendersi, altrimenti sarà arrestato non appena avvistato".

L'obiettivo dei dimostranti, invece, è di costringere Yingluck Shinawatra, prima donna alla guida dell'esecutivo nella storia nazionale, a rassegnare le dimissioni. I suoi detrattori sostengono che sia solo il medium con cui suo fratello continua a governare. Il partito dei fratelli Shinawatra, 'Pheu Thai', stravinse le elezioni parlamentari del luglio 2011. Ma nuove contestazioni sono dilagate a partire dal mese scorso, provocate dalla proposta di amnistia, peraltro poi respinta dal Senato nel tentativo di porre fine alle manifestazioni, ma i cortei hanno preso vigore e la tensione è salita domenica, quando oltre 100mila persone hanno marciato contro il governo nel centro della capitale Bangkok.

Il principale gruppo di protesta ha trasformato il ministero delle Finanze nel suo quartier generale e ha dichiarato oggi un "giorno di pausa", chiedendo invece di scendere in piazza domani per una rivolta di portata nazionale. "Domani ci sarà un movimento nazionale", ha detto ai giornalisti un portavoce della protesta all'interno del ministero delle Finanze vuoto, spiegando che l'obiettivo è di paralizzare le operazioni del governo occupando uffici e agenzie statali in modo che non possano essere "usati come meccanismo per il regime Thaksin". Oggi restano chiusi sia il ministero delle Finanze e degli Esteri, all'interno dei quali ieri i manifestanti hanno fatto irruzione, sia il ministero dell'Agricoltura, che ha fatto sapere agli impiegati di non presentarsi oggi al lavoro per evitare proteste nelle strade vicine.

Sempre oggi, il Partito democratico all'opposizione, che guida le proteste, ha lanciato una mozione di sfiducia in Parlamento contro la premier. Ma Non c'è alcuna possibilità che l'aula voti la sfiducia, dal momento che il partito Pheu Thai controlla la Camera dei rappresentanti.