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Tensione Usa-Cina, Washington a compagnie aeree: "Avvisate Pechino se passate sulle isole contese"

Il "consiglio" dell'amministrazione Obama al termine di una settimana molto calda e alla vigilia della delicata missione di Biden in Estremo Oriente. I vettori civili invitati alla prudenza per evitare possibili tragedie, mentre i jet militari americani continuano a sorvolare l'area appoggiando Tokyo
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NEW YORK - Le compagnie aeree civili americane devono avvisare la Cina se i jet passeggeri sorvolano lo spazio "conteso" sopra le isole Senkaku (nome nipponico) o Diaoyu (nella toponomastica cinese). E' l'amministrazione Obama a invitare i vettori civili statunitensi a non "provocare" Pechino, proprio mentre la U.S. Air Force fa esattamente il contrario. Al termine di una settimana di escalation nella tensione sopra i cieli del Mar della Cina orientale, la Casa Bianca ha deciso di invitare alla prudenza le compagnie commerciali.

Mentre i jet militari Usa continuano ad appoggiare la linea del Giappone e a sorvolare l'area ignorando i diktat di Pechino, la direttiva diramata al settore del trasporto civile va nel senso contrario: "Avvisate Pechino se i jet passano in quellla zona, non correte rischi inutili". Si vuol evitare che un'eventuale manovra di "intercettazione" da parte di aerei militari cinesi possa sfociare in una tragedia, con una coll…
NEW YORK - Le compagnie aeree civili americane devono avvisare la Cina se i jet passeggeri sorvolano lo spazio "conteso" sopra le isole Senkaku (nome nipponico) o Diaoyu (nella toponomastica cinese). E' l'amministrazione Obama a invitare i vettori civili statunitensi a non "provocare" Pechino, proprio mentre la U.S. Air Force fa esattamente il contrario. Al termine di una settimana di escalation nella tensione sopra i cieli del Mar della Cina orientale, la Casa Bianca ha deciso di invitare alla prudenza le compagnie commerciali.

Mentre i jet militari Usa continuano ad appoggiare la linea del Giappone e a sorvolare l'area ignorando i diktat di Pechino, la direttiva diramata al settore del trasporto civile va nel senso contrario: "Avvisate Pechino se i jet passano in quellla zona, non correte rischi inutili". Si vuol evitare che un'eventuale manovra di "intercettazione" da parte di aerei militari cinesi possa sfociare in una tragedia, con una collisione o l'abbattimento di un jet carico di passeggeri. Tokyo non ha fatto altrettanto, i voli di linea delle compagnie commerciali giapponesi continuano a sorvolare quella zona senza comunicare i propri piani di volo alle autorità militari cinesi.

BLOG Quell'aereo civile abbattuto dai sovietici nel 1983


La scelta di Washington è un'ulteriore conferma dei pericoli insiti nella "confrontation" in atto, che potrebbe sfuggire al controllo delle superpotenze in gioco, e sfociare in una tragedia. Negli ultimi giorni, a più riprese i caccia dell'aviazione militare cinese sono decollati per missioni di vigilanza, per controllare il passaggio di jet americani e giapponesi, anche se da una parte e dall'altra si è evitato di esibire ostilità. In occasione del primo sorvolo di due bombardieri Usa B-52, martedì scorso, il Pentagono aveva voluto precisare che i velivoli erano in una missione di routine e non trasportavano bombe né missili. La Cina ha dato inizio a questa tensione, "annettendo" in modo unilaterale al proprio spazio aereo sovrano i cieli sopra le isole Senkaku/Diaoyu, e annunciando che qualsiasi apparecchio straniero deve annunciare il proprio passaggio alle autorità di Pechino.

Washington si affretta a precisare che il "consiglio" dato alle compagnie aeree Usa non implica in alcun modo un riconoscimento della validità delle pretese cinesi, ma è solo un elementare richiamo alla prudenza. "Il governo degli Stati Uniti - afferma un comunicato del Dipartimento di Stato - generalmente si aspetta che le compagnie commerciali che trasportano passeggeri su rotte internazionali si adeguino alle richieste dei paesi stranieri. Questo non implica che il governo degli Stati Uniti accetti le pretese della Cina". Per il momento il governo di Tokyo non segue la stessa politica. Un portavoce del ministero degli Esteri giapponese ha dichiarato: "Non commentiamo quel che decidono altri paesi riguardo ai piani di volo delle loro compagnie aeree".

Il crescendo di tensione avviene alla vigilia della partenza del vicepresidente americano Joe Biden, che domani dà inizio a una delicata missione in tre capitali dell'Estremo Oriente: Tokyo, Pechino e Seul.