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Corea del Nord, espulso 85enne americano accusato di atti ostili durante il conflitto

Il rilascio è avvenuto per "motivi umanitari". L'uomo, arrestato durante un viaggio nel Paese, una settimana fa aveva chiesto scusa in diretta tv
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PYONGYANG - La Corea del Nord ha annunciato di aver espulso Merrill E. Newman, l'85enne americano veterano della guerra di Corea detenuto dallo scorso ottobre per aver commesso "atti ostili" contro il Paese. L'espulsione è stata consentita "per ragioni umanitarie" dopo che l'uomo, arrestato da turista, una settimana fa in diretta tv aveva chiesto scusa per aver commesso una "lunga lista di crimini indelebili" durante il conflitto.

"Sono molto contento di essere sulla strada di casa". Sono queste le prime parole di Merrill
Newman, appena giunto all'aeroporto di Pechino dopo il rilascio. E ancora: "Apprezzo molto la tolleranza del governo nordcoreano. Mi sento bene, mi sento bene. Ora voglio tornare a casa per vedere mia moglie". L'85enne veterano è apparso in salute nelle foto diffuse dall'aeroporto. Poco dopo ha lasciato lo scalo accompagnato da due uomini, presumibilmente diplomatici americani.

L'uomo era stato accusato …
PYONGYANG - La Corea del Nord ha annunciato di aver espulso Merrill E. Newman, l'85enne americano veterano della guerra di Corea detenuto dallo scorso ottobre per aver commesso "atti ostili" contro il Paese. L'espulsione è stata consentita "per ragioni umanitarie" dopo che l'uomo, arrestato da turista, una settimana fa in diretta tv aveva chiesto scusa per aver commesso una "lunga lista di crimini indelebili" durante il conflitto.

"Sono molto contento di essere sulla strada di casa". Sono queste le prime parole di Merrill
Newman, appena giunto all'aeroporto di Pechino dopo il rilascio. E ancora: "Apprezzo molto la tolleranza del governo nordcoreano. Mi sento bene, mi sento bene. Ora voglio tornare a casa per vedere mia moglie". L'85enne veterano è apparso in salute nelle foto diffuse dall'aeroporto. Poco dopo ha lasciato lo scalo accompagnato da due uomini, presumibilmente diplomatici americani.

L'uomo era stato accusato di "atti ostili" contro il regime risalenti addirittura a 60 anni fa, atti che sarebbero stati commessi cioè durante la guerra di Corea. Soddisfatti gli Stati Uniti: "E' un fatto positivo", ha commentato il vice-presidente Joe Biden. Ma Washington ha subito chiesto Pyongyang a liberare un altro cittadino americano: Kenneth Bae, un americano di origini coreane, operatore turistico ma che ha lavorato come missionario di una chiesa evangelica cristiana ed è stato condannato nell'aprile scorso a 15 anni di lavori forzati per reati contro lo Stato.