✕

Mandela Day, il Sudafrica si prepara alle celebrazioni. Zuma: "Ha combattuto dominazione bianca e nera"

Tutto pronto a Johannesburg per il 'memorial day' di martedì. Sempre più folta la lista dei partecipanti. Oggi, intanto, messa commemorative in tutto il Paese. La principale nella chiesa battista di Bryanston
2 minuti di lettura
JOHANNSEBURG - È il giorno delle preghiere per il Sudafrica, a una settimana dai funerali di Nelson Mandela e a due giorni dalla grande celebrazione 'laica' per ricordare Madiba. Un evento planetario che si arricchisce di protagonisti di ora in ora. Il governo sudafricano ha riferito che sono già 53 i capi di Stato e di governo e le personalità note che hanno confermato la loro partecipazione al 'memorial day' che si terrà martedì 10 dicembre nello stadio FNB di Johannesburg, lo stesso dove si tenne la finale dei Mondiali di calcio del 2010, nella quale Madiba fece la sua ultima apparizione in pubblico. Mente ieri il ministro presso la  presidenza, Collins Chabane, ha riferito che si attende una partecipazione massiccia, ben oltre le 95mila persone che la struttura è in grado di contenere.

Tra i più attesi: il presidente Usa, Barack Obama con tutta la famiglia e gli ex presidenti George W. Bush e Bill Clinton. Nutrita anche la deleg…
JOHANNSEBURG - È il giorno delle preghiere per il Sudafrica, a una settimana dai funerali di Nelson Mandela e a due giorni dalla grande celebrazione 'laica' per ricordare Madiba. Un evento planetario che si arricchisce di protagonisti di ora in ora. Il governo sudafricano ha riferito che sono già 53 i capi di Stato e di governo e le personalità note che hanno confermato la loro partecipazione al 'memorial day' che si terrà martedì 10 dicembre nello stadio FNB di Johannesburg, lo stesso dove si tenne la finale dei Mondiali di calcio del 2010, nella quale Madiba fece la sua ultima apparizione in pubblico. Mente ieri il ministro presso la  presidenza, Collins Chabane, ha riferito che si attende una partecipazione massiccia, ben oltre le 95mila persone che la struttura è in grado di contenere.

Tra i più attesi: il presidente Usa, Barack Obama con tutta la famiglia e gli ex presidenti George W. Bush e Bill Clinton. Nutrita anche la delegazione europea, a partire dai leader di Francia, Inghilterra, Spagna e Germania. Presenti anche il Segretario generale dellOnu, Ban Ki-Moon, e il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Grande assente il Dalai Lama, la cui partecipazione era inizialmente prevista. Saranno comunque rappresentati tutti i continenti, dal Sudamerica (presente il presidente brasiliano, Dilma Roussef) all'Asia (su tutti il presidente indiano Pranab Mukherjee), dall'Oceania (col primo ministro australiano) a, naturalmente, un'Africa mobilitata per rendere omaggio a Madiba.

Intanto oggi, nella capitale (e in tutto il Paese), si sono tenute moltissime messe in suffragio di Mandela. "Ha combattuto la dominazione bianca, ma anche la dominazione nera ed il Nobel della Pace è stato conquistato in collaborazione con chi lo ha lasciato in carcere per ben 27 anni"; le parole dell presidente sudafricano Jacob Zuma sulla grande riconciliazione nazionale promossa da Madiba, pronunciate nel silenzio con voce commossa ma ogni tanto interrotte da un sonoro "oh yeah" (di uno o l'altro dei partecipanti), sono state uno dei momenti forti della celebrazione nella chiesa battista di Bryanston, a Johannesburg, uno dei templi scelti in tutto il Sudafrica per raccogliere assieme un popolo orfano, da venerdì, di una guida prima ancora che di un simbolo.

Questa domenica in tutto il Sudafrica è stata infatti una giornata di preghiera per Mandela, un evento che ha coinvolto milioni di persone. Lo si è ricordato nelle chiese, nei tempi battisti e metodisti, nelle sinagoghe e nelle moschee. A Bryanston, accanto a Zuma, c'erano i rappresentanti del clan Mandela, guidato da Mandla, il più anziano dei suoi nipoti, da alcuni anni nuovo capo clan.

Ma la giornata ha avuto anche un momento di gioia in uno dei momenti più tristi della storia recente sudafricana: un battesimo, quello di un bambino di pochi mesi. "Ho voluto fargli incontrare il presidente in questo giorno speciale - ha detto il padre - senza Mandela mio figlio non avrebbe mai avuto un presidente nero". E alla cerimonia di Bryanston hanno partecipato anche numerosi bianchi, in un'atmosfera di raccoglimento ma anche di festa, con canti e balli.

Poi il discorso del presidente Zuma: "Ha lottato per la libertà. Ha combattuto a favore degli oppressi, ha voluto che tutti fossero liberi, ha liberato il popolo del suo Paese. Il presidente ha ricordato che Madiba ha lavorato incessantemente in favore della riconciliazione nazionale per creare la 'Rainbow Nation', la nazione arcobaleno che mira ad offrire "giustizia per tutti e qualità di vita a tutti". Il presidente, in particolare, ha aggiunto che dopo i 27 anni passati in carcere Madiba è riuscito ad ottenere tutto questo anche perché, accogliendo la sua filosofia, "coloro che hanno combattuto gli uni contro gli altri si sono uniti sotto gli stessi valori rappresentando il sole di questo Paese".

Un piccolo antipasto. Forse niente in confronto a quanto potrà succedere nei prossimi giorni, quando le celebrazioni per l'ultimo saluto a Nelson Mandela entreranno veramente nel vivo.