Esteri

Il rilascio delle colombe davanti alla casa di Nelson Mandela a Johannesburg (reuters)

Obama terrà un discorso per Mandela. E la figlia racconta le sue ultime ore

Domani nello stadio di Soweto il memorial per l'ex presidente sudafricano morto giovedì sera. Il presidente Usa con Michelle, per l'Italia ci sarà il premier Letta. "Fino all'ultimo ha avuto i figli e la moglie Graca accanto. I medici sono stati soldati di guardia a un re"

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JOHANNESBURG - I  leader di tutto il mondo sono in partenza oggi per il Sudafrica dove domani si terrà il solenne memoriale per l'ex presidente Nelson Mandela, morto il 5 dicembre scorso dopo una lunga malattia. Il momento clou della cerimonia sarà senz'altro il discorso di Barack Obama, primo presidente afroamericano degli Stati Uniti, annunciato solo oggi mentre la coppia presidenziale si imbarcava per Johannesburg.
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Gli ultimi istanti della sua vita sono stati sereni, racconta oggi una delle sue figlie alla Bbc: è morto circondato dall'affetto della moglie Graca, le figlie e i nipoti. "Ed è stato bello, se si può dire che una morte è una bella cosa. Ma Tata (papà) è stato bene, perchè noi eravamo lì", ha detto Makaziwe, la maggiore delle figlie di Madiba. "Fino all'ultimo ha avuto noi accanto... i figli erano lì, Graca era lì, siamo stati attorno a lui fino all'ultimo momento, per tutta la giornata di giovedì". "Giovedì mattina - ha raccontato la figlia della prima moglie di Mandela - i medici ci hanno detto che non potevano fare più nulla. Mi hanno detto: 'Maki, chiama tutti e digli che è il momento di venire a salutarlo". Makaziwe ha lodato il tatto dei medici che si sono comportati "come soldati che fanno la guardia ad un re", rispettando il silenzio e allontanandosi il più possibile quando arrivavano i familiari al capezzale. Negli ultimi mesi, più volte la figlia ha sussurrato al padre che gli voleva bene e lui rispondeva socchiudendo gli occhi.

Secondo Makaziwe suo padre non ha combattuto solo per la libertà politica, ma anche per quella spirituale. "Diceva che serve coraggio per perdonare, che è molto difficile. Penso sapesse che se non avesse perdonato, sarebbe stato per sempre spiritualmente prigioniero", ha concluso la figlia di Mandela. Dei sei figli di Mandela, sono in vita solo tre figlie: oltre a Makaziwe vi sono Zeni e Zindzi, frutto del secondo matrimonio con Winnie Madikezela. I nipoti sono 21.

I leader del mondo a Johannesburg. Dalla Francia all'India, dagli Stati Uniti alla Cina, il Sudafrica si prepara ora ad accogliere rappresentanti di tutto il mondo per la cerimonia solenne in memoria di Nelson Mandela, domani nello stadio FNB di Soweto, a Johannesburg.

Il presidente americano Barack Obama e sua moglie Michelle sono già partiti per il Sudafrica, così come il presidente afgano Hamid Karzai, quello pachistano Mamnoon Hussain ed il premier dimissionario del Libano Najib Miqati. Domani arriveranno a Johannesburg anche il premier italiano Enrico Letta, il vice presidente iraniano, Eshaq Jahangiri, e il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif. Allo stadio di Soweto saranno presenti il presidente tedesco Joachim Gauck, quello dell'Autorità Nazionale palestinese Mahmoud Abbas, il capo di stato indiano Pranab Mukherjee ed il re d'Olanda Willem-Alexander.

Per la Spagna hanno confermato la loro presenza il premier Mariano Rajoy e il principe Felipe, per la Gran Bretagna il premier David Cameron, mentre per l'Ue saranno presenti il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, e quello del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

Al saluto a Madiba saranno presenti anche tutti gli ex presidenti americani viventi: George Bush, Bill Clinton e Jimmy Carter, così come l'ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ed il suo successore Ban Ki-moon. Da Oltreoceano, oltre alla presidente brasiliana Dilma Rousseff ed al premier canadese Stephen Harper, arriverà anche il presidente cubano Raul Castro. In Sudafrica sono attesi il premier australiano Tony Abbott, così come il vice presidente cinese Li Yuanchao ed il principe ereditario giapponese Naruhito. E anche il presidente francese Francois Hollande e il suo predecessore Nicolas Sarkozy voleranno a Johannesburg, ma su due aerei diversi. Per la Russia, infine, parteciperà Valentina Matviyenko, presidente del Consiglio della Federazione, camera bassa del Parlamento russo.

Tra i grandi assenti, invece, oltre al Dalai Lama, che ha deciso di non partire dopo che in passato per due volte si è visto rifiutare il visto sudafricano, risultano esserci anche il presidente ed il primo ministro israeliani, Shimon Peres e Benjamin Netanyahu, l'uno per motivi di salute, l'altro per non incidere troppo sul bilancio dello Stato. Alla cerimonia di domani, Israele sarà rappresentato solo da una delegazione di deputati della Knesset. Ai funerali del 15 dicembre a Qunu, invece, non ci sarà la regina Elisabetta, che verrà rappresentata dal figlio, il principe Carlo, accompagnato da Camilla.

Il programma.
Su Twitter cominciano intanto a circolare le copie del programma della giornata. Si nota la presenza tra i dignitari che terranno i discorsi dei maggiori esponenti del blocco economico Brics di cui fa parte il Sudafrica: la Rousseff per il Brasile, il cinese Li Yuanchao e Mukherjee per l'India.
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La commemorazione in Parlamento
. E in molti Paesi oggi le autorità hanno ricordato Nelson Mandela con cerimonie e discorsi. Joe Biden ha firmato il libro di condoglianze nell'ambasciata sudafricana di Washington. "Attraverso il suo impegno incrollabile per la dignità umana e la sua volontà di perdonare, ci ha ispirato e sfidato a fare del nostro meglio", ha scritto il numero due di Obama.
"La sua più grande eredità è la dignità e l'importanza di ogni essere umano", ha detto il premier britannico David Cameron durante la cerimonia alla Camera dei Comuni di Londra.
A Roma la commemorazione si è tenuta a Montecitorio. La presidente della Camera Laura Boldrini ha così ricordato Nelson Mandela: "Un uomo che invertendo il corso della storia del proprio Paese ha segnato un passaggio decisivo nel cammino di liberazione dal razzismo istituzionalizzato, dalla povertà, dalla privazione, dalla sofferenza e dalle discriminazioni, contribuendo così a cambiare anche il mondo intero".