KIEV - Il presidente ucraino, Viktor Yanukovich ha promesso che le autorità di Kiev non ricorreranno più all'uso della forza contro i manifestanti pacifici e ha invitato l'opposizione a rinunciare agli ultimatum. La garanzia del capo dello Stato arriva dopo che la notte scorsa a Kiev ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti, con circa 30 persone ferite, 15 delle quali ricoverate in ospedale. Dura la condanna espressa dal sottosegretario agli Esteri Usa, Victoria Nuland, in missione a Kiev: l'uso della forza "è inammissibile". Severe anche le parole del segretario di Stato Usa John Kerry, che aveva detto che Stati Uniti sono "disgustati dalla decisione delle autorità ucraine di affrontare la protesta pacifica con poliziotti in tenuta antisommossa, ruspe e manganelli, invece che con il rispetto per i diritti democratici e la dignità umana".
Stamani il premier Azarov aveva smentito che le unità anti-sommossa avessero fatto ricorso alla forza contro i manifestanti filo-europeisti: ''Mai si impiegherà la forza nei confronti di pacifici dimostranti'', ha assicurato.
La tensione resta altissima anche perché alla ragione principale e ufficiale della protesta, la richiesta di politiche che avvicinino il Paese all'Unione europea, si aggiungono motivi di malcontento generale. Intanto Azarov, durante una seduta di gabinetto, ritrasmessa dalla televisione nazionale, ha dichiarato che per poter firmare l'accordo con l'Ue appena congelato dal presidente Viktor Yanukovich, il governo dell'Ucraina chiede all'Unione aiuti finanziari per 20 miliardi di euro. Per il governo tedesco si tratta di una manovra diversiva: "Con questa richiesta le autorità ucraine sembrano voler sviare l'attenzione dalla loro totale responsabilità dell'attuale situazione del politica ucraina" ha detto il portavoce delle cancelliera Angela Merkel, Georg Streiter, mentre un appello alle parti in causa affiché cerchino la via della " moderazione e del dialogo" arriva dalla Francia attraverso il portavoce del ministero degli Esteri francese, Romain Nadal.
Sgombero fallito. Stamattina unità speciali della polizia ucraina in assetto anti-sommossa hanno tentato lo sgombero della piazza e del Municipio, occupati dai manifestanti pro Ue. Dopo alcune ore, gli agenti della 'Berkut' sono risaliti sui pullman che nella notte li avevano condotti fino alla vicina Piazza dell'Indipendenza, a 300 metri di distanza, e hanno lasciato la zona. Alcuni manifestanti hanno subito ricostruito le barricate abbattute.
Opposizione: "No a negoziati con banda Yanukovich". Respinge, però, l'ipotesi di una qualsiasi mediazione con la 'banda' di Yanukovich Yulia Tymoshenko. Dal carcere in cui è rinchiusa da 7 anni la leader dell'opposizione incita la folla attraverso una nota, diramata dal suo partito, torna a invocare le "dimissioni" del presidente ucraino e chiede all'Unione europea e agli Stati Uniti "sanzioni che mettano fine al regime autoritario e sui visti e indagini internazionali contro la corruzione" nel Paese. Altrimenti, avverte nel comunicato di "Patria", "in Ucraina sorgerà un cimitero delle libertà".
Le richieste alla Ue. Azarov, nel suo intervento, ha ribadito che "anche il governo è favorevole a fare l'accordo con la Ue il prima possibile, ma vogliamo creare le condizioni per ridurre al minimo le perdite per la nostra economia"."Abbiamo invitato la Commissione Europea", ha proseguito, "a valutare appunto in quali condizioni l'industria ucraina, e l'economia nel suo complesso, possano funzionare. Proponiamo di risolvere la questione", ha sottolineato Azarov, "attraverso l'offerta all'Ucraina di assistenza finanziaria, e abbiamo stabilito il suo ammontare approssimativo in 20 miliardi di euro".
Nuovo incontro Ashton-Yanukovich. Nuovo incontro, oggi, tra Catherine Ashton, da ieri in missione a Kiev per tentare una mediazione, e il presidente dell'Ucraina. I due avevano avuto già ieri sera un faccia a faccia di ben tre ore e mezza. "Dai colloqui con i rappresentanti della società civile, dell'opposizione e con i precedenti presidenti ucraini concludo che l'azione della polizia di ieri sera rende il lancio di un dialogo politico più difficile". Il capo della diplomazia Ue ha poi detto che Yanukovich ha ribadito la volontà di voler decidere entro 24 ore che misure adottare per risolvere la crisi in atto: "Ho discusso - ha aggiunto - l'urgente bisogno di liberare gli arrestati e di una rapida ed equa indagine" che porti "i responsabili delle violenze davanti alla giustizia".
Bruxelles, che ha condannato l'utilizzo della forza contro i "pacifici" manifestanti in Ucraina, non ha commentato la richiesta di 20 miliardi di aiuti: "Il nostro obiettivo, con le trattative per i diversi accordi commerciali e di associazione, è la prosperità futura dell'Ucraina", ha osservato il portavoce della Commissione Olivier Bailly. "La prosperità e il futuro dell'Ucraina non possono essere soggetti ad un bando di gara, dove il miglior offerente ottiene il premio".
Patriarca ucraino: "Rischio guerra civile". Il potente patriarca ortodosso ucraino Filarete ha lanciato l'allarme sul rischio che la crisi in corso sfoci in una vera a propria guerra civile e ha sollecitato le autorità di Kiev a firmare l'Accordo con la Ue. "La forza non farà altro che radicalizzare la protesta e costringerà il nostro Paese a precipitare in una vera a propria guerra civile" ha detto il patriarca.
Falso allarme bomba, evacuati aeroporti e stazione. Gli aeroporti e la stazione centrale di Kiev sono stati evacuati nel pomeriggio per un allarme bomba rivelatosi infondato. Il terminal D dell'aeroporto di Borispil,
l'aeroporto di Zhuliani e la stazione ferroviaria centrale sono di nuovo operativi.
Stamani il premier Azarov aveva smentito che le unità anti-sommossa avessero fatto ricorso alla forza contro i manifestanti filo-europeisti: ''Mai si impiegherà la forza nei confronti di pacifici dimostranti'', ha assicurato.
La tensione resta altissima anche perché alla ragione principale e ufficiale della protesta, la richiesta di politiche che avvicinino il Paese all'Unione europea, si aggiungono motivi di malcontento generale. Intanto Azarov, durante una seduta di gabinetto, ritrasmessa dalla televisione nazionale, ha dichiarato che per poter firmare l'accordo con l'Ue appena congelato dal presidente Viktor Yanukovich, il governo dell'Ucraina chiede all'Unione aiuti finanziari per 20 miliardi di euro. Per il governo tedesco si tratta di una manovra diversiva: "Con questa richiesta le autorità ucraine sembrano voler sviare l'attenzione dalla loro totale responsabilità dell'attuale situazione del politica ucraina" ha detto il portavoce delle cancelliera Angela Merkel, Georg Streiter, mentre un appello alle parti in causa affiché cerchino la via della " moderazione e del dialogo" arriva dalla Francia attraverso il portavoce del ministero degli Esteri francese, Romain Nadal.
Sgombero fallito. Stamattina unità speciali della polizia ucraina in assetto anti-sommossa hanno tentato lo sgombero della piazza e del Municipio, occupati dai manifestanti pro Ue. Dopo alcune ore, gli agenti della 'Berkut' sono risaliti sui pullman che nella notte li avevano condotti fino alla vicina Piazza dell'Indipendenza, a 300 metri di distanza, e hanno lasciato la zona. Alcuni manifestanti hanno subito ricostruito le barricate abbattute.
Opposizione: "No a negoziati con banda Yanukovich". Respinge, però, l'ipotesi di una qualsiasi mediazione con la 'banda' di Yanukovich Yulia Tymoshenko. Dal carcere in cui è rinchiusa da 7 anni la leader dell'opposizione incita la folla attraverso una nota, diramata dal suo partito, torna a invocare le "dimissioni" del presidente ucraino e chiede all'Unione europea e agli Stati Uniti "sanzioni che mettano fine al regime autoritario e sui visti e indagini internazionali contro la corruzione" nel Paese. Altrimenti, avverte nel comunicato di "Patria", "in Ucraina sorgerà un cimitero delle libertà".
Le richieste alla Ue. Azarov, nel suo intervento, ha ribadito che "anche il governo è favorevole a fare l'accordo con la Ue il prima possibile, ma vogliamo creare le condizioni per ridurre al minimo le perdite per la nostra economia"."Abbiamo invitato la Commissione Europea", ha proseguito, "a valutare appunto in quali condizioni l'industria ucraina, e l'economia nel suo complesso, possano funzionare. Proponiamo di risolvere la questione", ha sottolineato Azarov, "attraverso l'offerta all'Ucraina di assistenza finanziaria, e abbiamo stabilito il suo ammontare approssimativo in 20 miliardi di euro".
Nuovo incontro Ashton-Yanukovich. Nuovo incontro, oggi, tra Catherine Ashton, da ieri in missione a Kiev per tentare una mediazione, e il presidente dell'Ucraina. I due avevano avuto già ieri sera un faccia a faccia di ben tre ore e mezza. "Dai colloqui con i rappresentanti della società civile, dell'opposizione e con i precedenti presidenti ucraini concludo che l'azione della polizia di ieri sera rende il lancio di un dialogo politico più difficile". Il capo della diplomazia Ue ha poi detto che Yanukovich ha ribadito la volontà di voler decidere entro 24 ore che misure adottare per risolvere la crisi in atto: "Ho discusso - ha aggiunto - l'urgente bisogno di liberare gli arrestati e di una rapida ed equa indagine" che porti "i responsabili delle violenze davanti alla giustizia".
Bruxelles, che ha condannato l'utilizzo della forza contro i "pacifici" manifestanti in Ucraina, non ha commentato la richiesta di 20 miliardi di aiuti: "Il nostro obiettivo, con le trattative per i diversi accordi commerciali e di associazione, è la prosperità futura dell'Ucraina", ha osservato il portavoce della Commissione Olivier Bailly. "La prosperità e il futuro dell'Ucraina non possono essere soggetti ad un bando di gara, dove il miglior offerente ottiene il premio".
Patriarca ucraino: "Rischio guerra civile". Il potente patriarca ortodosso ucraino Filarete ha lanciato l'allarme sul rischio che la crisi in corso sfoci in una vera a propria guerra civile e ha sollecitato le autorità di Kiev a firmare l'Accordo con la Ue. "La forza non farà altro che radicalizzare la protesta e costringerà il nostro Paese a precipitare in una vera a propria guerra civile" ha detto il patriarca.
Falso allarme bomba, evacuati aeroporti e stazione. Gli aeroporti e la stazione centrale di Kiev sono stati evacuati nel pomeriggio per un allarme bomba rivelatosi infondato. Il terminal D dell'aeroporto di Borispil,
l'aeroporto di Zhuliani e la stazione ferroviaria centrale sono di nuovo operativi.